Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

5 libri ambientati a Torino da leggere nel 2020

L'ultimo 5 cose per il 2020 è dedicato ai libri, magari bel regalo per l'imminente Befana, insieme al carbone e dolciumi vari. Ultimamente mi è capitato di leggere diversi libri ambientati a Torino, coinvolgenti e scritti bene, ambientati in epoche diverse e non solo gialli, anche se questo genere è ancora la prevalenza (diciamo che il luogo comune Torino città del noir mi ha stufato, anche perché detesto i luoghi comuni). Sono titoli non recentissimi, ma offrono tutti un bello spunto per un viaggio nella città, che non sempre (ri)conosciamo. L'ordine è casuale.

Nessuno come noi
Nessuno come noi
In questo libro di Luca Bianchini, la Torino più mia. Ho letto Nessuno come noi quest'estate, dopo Io che amo solo te e La cena di Natale. Di Luca Bianchini amo soprattutto lo stile, il modo di raccontare le storie e di far sentire vicinissimi i personaggi. Nessuno come noi si svolge negli anni 80 e racconta un anno nella vita di Vince, studente del Liceo Majorana di Moncalieri, frequentato dall'autore in quegli stessi anni, e innamorato della compagna di classe Cate, che ovviamente non se lo fila, considerandolo il suo migliore amico. Chi è di Torino e dintorni ed era liceale in quegli anni, riconosce tutto: i luoghi, i negozi, la colonna sonora, le ambizioni, i sogni, le persone. Un tuffo piacevole nella nostalgia degli anni 80 e della propria gioventù, nella Torino che fu, pensando che Vince e/o Cate sono proprio io.

Qualcuno
sta uccidendo i più grandi cuochi di Torino
Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi di Torino
Se giallo dev'essere che sia divertente e piacevole, in una Torino riconoscibile, con personaggi persino reali, che fanno una brutta fine. "Volevo raccontare la città che abito e amo, Torino, la cucina che mangio e amo, quella piemontese, e i cuochi di cui sono cliente e amo, da Baronetto di Del Cambio a Scabin del Combal.Zero, dagli esperti tramezzinisti di Mulassano alla famiglia Ranzini dell'omonima piola. Quando mi sono messo a scrivere, però, avevo ben presente un fatto: parlare bene delle cose che ami risulta terribilmente stucchevole. Ci voleva qualcosa di intrigante, di acchiappante. Così ho deciso di ammazzarli, quei cuochi, e in maniere rocambolesche". Il successo di Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi di Torino raccontato dal suo autore, Luca Iaccarino. La lettura è divertente anche per chi, come me, non ama i gialli.

Polvere
Polvere
Ancora un giallo, di tutt'altro tenore, in una Torino meno glamour, raccontata tra i disperati delle periferie. E infatti la cosa che mi è piaciuta di più di questo libro di Enrico Pandiani è il racconto delle periferie, si tratti di Barriera di Milano o di Mirafiori Sud (curiosamente, mi sono familiari entrambe). Il detective Pietro Clostermann indaga sulla misteriosa uccisione della figlia di una vicina di casa. Scopre così un traffico di esseri umani tra Italia e Africa e il mondo di mafiosi disumani e di giovani disperate che si muove intorno. Una delicata storia d'amore, che resiste a tutte le violenze, e altre storie che sbocciano fanno pensare che tutta la polvere che si solleva può essere spazzata via e che anche nella città più grigia e nelle periferie più dimenticate, l'amore continua a essere quello che muove il sole e le altre stelle.

Città delle streghe
Città delle streghe
Siamo nella Torino di Vittorio Amedeo II, nell'aria c'è già l'odore dell'imminente assedio dei Francesi e anche per questo Laura Chevalier lascia la sua Nizza e arriva in città, con il patrigno Fioreste, per essere più al sicuro. Qui vive anche Gustìn, piccolo criminale diventato uno degli uomini di fiducia dell'apparato ducale, per controllare non solo la città, ma anche le superstizioni delle valli, in cui si muovono valdesi, spie e masche. Intorno a loro una città che si prepara all'assedio, vivace e pittoresca, affollata di personaggi e spiriti misteriosi e pericolosi, come l'Uomo del Crocicchio, che tutto vede e porta via le anime. Bella la descrizione del Borgo Dora, dove Laura vive e che è ancora fuori le mura: Luca Buggio è così attento nel racconto piacevole dei dettagli che se ne possono quasi sentire gli odori, immergendosi nella lettura.

Atlante delle avventure
Atlante delle avventure e dei viaggi per terra e per mare
Uscito recentemente, come facilmente si può immaginare dal titolo, non è un libro che si svolge a Torino, ma è dedicato a uno scrittore per anni maltrattato dalla critica, che, senza mai muoversi da Torino, ha fatto viaggiare intere generazioni in tutto il pianeta, ricreando eroi e mondi esotici: Emilio Salgari, il padre di Sandokan e del Corsaro Nero. Nel libro, un atlante illustrato e i brani tratti dalle sue opere, permettono di seguire il mondo di Salgari: "Oceani e deserti, alte montagne e miniere profonde, la giungla, i ghiacci, bagliori notturni e sole accecante. Tutto lo stupore e la meraviglia di un instancabile esploratore della fantasia" recita il testo che accompagna il libro. Adatto ai bambini, per accompagnarli verso il piacere della lettura e alla scoperta di un uomo che ha raccontato il mondo, da Torino.


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