Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Una mostra come un'intervista a distanza a Vaclav Havel, al Polo del '900

A 30 anni dalla sua elezione a Presidente della Cecoslovacchia, avvenuta il 29 dicembre 1989, e a 8 anni dalla sua morte, avvenuta il 18 dicembre 2011, Vaclav Havel sarà protagonista di una mostra, Il potere dei senza potere. Interrogatorio a distanza con Vaclav Havel, che si terrà dal 10 al 29 gennaio 2020 nel Polo del 900 (via del Carmine 14). Per decenni Havel fu la coscienza critica del regime comunista, inutilmente messo in prigione: fu lui l'esempio e la guida della Rivoluzione di Velluto, che pacificamente portò alla caduta della dittatura e alla rinascita democratica della Cecoslovacchia.

Vaclav Havel Vaclav Havel

La mostra, anticipa il comunicato stampa, avrà una struttura peculiare, proponendo diverse "interviste" al grande intellettuale cecoslovacco (che impressione poter parlare di nuovo di Cecoslovacchia, dopo tanti anni!): "Le domande sono state poste oggi, da un gruppo di giovani lettori e conoscitori delle sue opere, provenienti da diversi paesi europei: sul perché sia diventato un dissidente, che cosa pensa della vita e della politica, dell'ideologia e della verità, dell'Est europeo e dell'Occidente, della crisi dell'uomo moderno e del suo rapporto con Dio, della fine del Patto di Varsavia e dell'adesione all'Unione Europea, della fede e dell'esperienza dell'assurdo, della dignità dell'uomo e della speranza. Le risposte sono tutte rigorosamente di Havel, tratte dai suoi libri, dalle sue lettere dal carcere, dai suoi discorsi".

Un modo originale per conoscere uno dei più importanti pensatori, scrittori e drammaturghi del Novecento europeo, oltre che uno dei più celebri dissidenti del comunismo. Pannelli e video, con i ricordi e le testimonianze, dalla Primavera di Praga alla Charta 77, passando per gli anni in carcere e arrivando alla Rivoluzione di velluto, portano all'attualità e alla presenza di Havel nella cultura e nella politica odierna. La mostra sarà inaugurata il 10 gennaio alle ore 18: ai saluti istituzionali di Massimo Giovara (Città di Torino), Alberto Cirio (Presidente Regione Piemonte), Francesco Profumo, (Presidente Compagnia di San Paolo) e Sergio Soave (Presidente Fondazione Polo del '900), seguirà un incontro moderato da Maurizio Lupi (Presidente Fondazione Costruiamo il Futuro), con Maurizio Molinari (direttore de La Stampa), Pavel Fischer (Presidente della Commissione Esteri del Parlamento Ceco), Anna Maria Poggi (Università di Torino), Ubaldo Casotto (curatore della mostra). Al termine dell'incontro, una visita alla mostra, a cura di Ubaldo Casotto e Francesco Magni.


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