Le cupole della chiesa di San Lorenzo e della Moschea di Córdoba, misteri di archi e luce

La chiesa di San Lorenzo custodisce una delle cupole più belle di Torino, la più bella, si potrebbe definire, insieme alla "sorella", la cupola della Cappella della Sindone, non a caso dello stesso architetto, Guarino Guarini. Di lei si sa tutto o quasi da un punto di vista statico, sono meno chiare le influenze culturali, che ispirarono il frate teatino: cosa gli ispirò l'idea di una cupola formata da otto archi intersecantisi, a formare una stella a otto punte e un ottagono su cui impostare la lanterna? Le influenze culturali sono una delle parti più interessanti dell'architettura, che non si limita a metterci un tetto sulla testa, ma è prodotto di idee, tradizioni, contaminazioni e racconta anche il modo di vivere e di pensare, i valori di una società.  La cupola della chiesa di San Lorenzo a Torino (sin), la cupola sul mihrab delal Mezquita di  Córdoba (des) entrambe le foto, da Wikipedia Una delle ispirazioni più chiare di San Lorenzo è la cupola della maqsura

Dipingere l'Asia dal vero, l'omaggio del MAO ad Arnold Henry Savage Landor

Nel tempo in cui la fotografia iniziava ad affermarsi tra i viaggiatori, il giovane Arnold Henry Savage Landor, padre britannico e madre italiana, viaggiava per il mondo dipingendo dal vero, restituendo l'immagine reale di luoghi e persone, con tecniche rapide ed efficaci, che fanno pensare ai macchiaioli.

Savage Landor al MAO Savage Landor al MAO

A Savage Landor, nato a Firenze nel 1865, che ha goduto di grande notorietà in vita, grazie ai suoi viaggi avventurosi e alle conferenze e libri conseguenti, per poi essere dimenticato dopo la morte, il Museo d'Arte Orientale dedica una mostra, Dipingere l'Asia dal vero - Vita e opere di Arnold Henry Savage Landor, che rimarrà aperta al pubblico fino al 14 giugno 2020. Curiosamente è stata aperta oggi, giorno di San Valentino: la coincidenza torna spesso in mente, muovendosi lungo il percorso espositivo, come se il pittore anglo-fiorentino fosse l'ultimo dei romantici. E in fondo lo è, cresciuto tra la colta alta borghesia toscana, tra le inquietudini del secondo Ottocento, con l'ansia di esplorare, scoprire, lasciare traccia. Si dedicò alla pittura da giovanissimo e la utilizzò nei suoi viaggi, prima in Africa e in America, quindi in Asia. Dipingendo dal vero, quadri spesso molto piccoli, aveva bisogno di tecniche che in pochi tratti definissero le emozioni e le impressioni, scelse pertanto uno stile impressionistico-macchiaiolo, di grande efficacia.

Volti e paesaggi si susseguono, lungo la mostra, e raccontano stili di vita lontani, esotici, persino, che però appaiono vicini e comprensibili: architetture, danze, costumi hanno un'immediatezza sorprendente, probabilmente grazie allo stile, che richiama simili scene italiane ed europee coeve. La mostra offre un bel punto di vista per conoscere l'Estremo Oriente più quotidiano: gli occhi di un viaggiatore europeo che frequenta mercati, mari, steppe, luoghi noti e meno noti e dà veloci spaccati di scene di vita reale.

Savage Landor al MAO Savage Landor al MAO

Per il MAO è l'occasione per presentare "una figura affascinante e di grande interesse per la comunità internazionale, ma anche l'opportunità per ridisegnarne il profilo e per restituire, dopo decenni di oblio, la giusta dimensione del personaggio"; curata da Francesco Morena, la mostra raggiunge l'obiettivo: appena usciti, viene subito voglia di approfondire la conoscenza di Henry Arnold Savage Landor, autore di una vita straordinaria, tra viaggi, esplorazioni, incontri, sfide spesso al limite (il viaggio nell'isola di Hokkaido, in Giappone, dove persino i giapponesi delle altre isole si avventuravano malvolentieri; o le grandi cime del Tibet, scalate in condizioni tempestose). Nell'esposizione c'è il "corpus più consistente a noi noto della pittura a olio di Savage Landor", proveniente per lo più da collezioni private e contenente, oltre alle pitture realizzate durante i suoi viaggi, anche le prime opere eseguite in gioventù.

Dipingere l'Asia dal vero - Vita e opere di Arnold Henry Savage Landor è al MAO, in via san Domenico 11, fino al 14 giugno 2020. L'orario di apertura è da martedì a domenica ore 10-18; chiuso il lunedì. Il biglietto per la sola mostra costa 3 euro; mostra+museo 12 euro, ridotto 10 euro; gratuito per Abbonamento Musei e Torino+Piemonte Card.


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