Un menù autunnale a filiera cortissima e autoprodotta, la svolta di Affini

Un menù autunnale che è risultato di un progetto bello e ambizioso, pensato avendo l'Agenda 2030 dell'ONU come direzione. Il Gruppo Affini svolta verso il controllo della filiera produttiva, sempre più corta, così da rispondere in modo concreto alle esigenze di sostenibilità, più urgenti da dopo il lockdown. Da Green Pea, dove il suo terzo locale (gli altri due sono a San Salvario ea Porta Palazzo) sta per festeggiare un anno di apertura, Davide Pinto spiega come il periodo di chiusura sia stato utilizzato per lo studio e le sperimentazioni: "Il delivery ci ha annoiato subito, sapevamo che non era la nostra soluzione" ha spiegato. Così, durante la pausa delle attività, insieme al suo team, (l'aromatiere e distillatore Alfedo La Cava e il bar manager Michele Marzella in primis ), si è dedicato alla ricerca di nuovi metodi di produzione, con cui sono arrivate anche nuove collaborazioni. Artigiani Gentili , questo il nome del progetto, ha una parte legata alle

Torino non si ferma: il video di Eat Piemonte che dice no alla paura

Torino non sta mai ferma dice lo slogan più felice inventato per i Giochi Invernali del 2006 e da allora è rimasto come un segno d'identità della città. Perché è vero, sin da quando i Savoia l'hanno scelta come capitale del loro Ducato: Torino non sta mai ferma, si trasforma continuamente, respira le nuove tendenze, le fa proprie e le prepara per l'Italia. Non è stata ferma quando ha perso la capitale e ha scoperto l'industria automobilistica, creando, per di più, un indotto che è arrivato a servire anche i marchi stranieri. Non è stata ferma davanti ai cambiamenti sociali e agli arrivi di tanti immigrati, prima dalle campagne, poi dal Sud e infine da tutti i Sud del mondo, prima con i santi sociali, poi con i tanti progetti di integrazione e solidarietà, che fanno dire alle nuove generazioni "non sei torinese se non hai un po' di sangue meridionale nelle vene" (e prossimamente "un po' di sangue extraeuropeo"). Non è stata ferma quando la grande fabbrica ha iniziato a produrre altrove, inventandosi nuove vocazioni nella cultura, nella ricerca, nell'innovazione, per resistere ai venti della crisi e della globalizzazione.


Per ricordarci che non sarà il coronavirus a fermare Torino, c'è questo bel video prodotto e lanciato dal food blog Eat Piemonte, uno dei più apprezzati e letti del suo settore nella Regione. Nato da un'idea dell'imprenditore Davide Pinto (uno dei TorineSÌ di Rotta su Torino), proprietario e fondatore di Affini e Rivendita 1 e 2, il video spiega perché Torino non si ferma, ispirandosi a un analogo video lanciato da Milano, in questi giorni in cui la paura sta condizionando la nostra vita. Sono chiusi i Musei, i teatri, e i cinema, ma questo non vuol dire che non si possa fare vita sociale: i ristoranti e i locali sono aperti e non si prende il coronavirus frequentandoli. Se vogliamo che la nostra città non si fermi e che le sue attività economiche non crollino, collaboriamo anche noi: non rinunciamo a una serata al ristorante, a un incontro con gli amici in qualche locale, ad avere il controllo della nostra vita e delle strade di Torino.

Il video è davvero bello e ben fatto, ritrae l'essenza di Torino e riporta una frase che è tutto un programma: "Abbiamo fatto l'Italia, adesso facciamo ripartire l'economia". Torino che non sta mai ferma e non dimentica la responsabilità storica che si è assunta: l'Italia unita. Bello anche l'hashtag, Schersuma nen, Non scherziamo, il motto lanciato da Davide Pinto e dai suoi colleghi imprenditori. Riprendiamoci Torino!


Commenti