Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Mascherine per i look di primavera e solidarietà dai marchi della moda torinese

In queste settimane di emergenza, ho raccontato spesso di come il mondo della cultura e della ristorazione di Torino hanno reagito alla chiusura causata dal covid-19. Stavolta vi racconto dei gesti di solidarietà provenienti dalla moda torinese: anche gli stilisti locali hanno dovuto chiudere i loro atelier, ma questo non ha fermato il loro impegno. In tanti hanno convertito i loro laboratori in piccole fabbriche di mascherine, cuffiette e materiale utile al personale sanitario degli ospedali. Sui loro social, Pietro Barbieri e Paola Benedetta Cerruti dell'Atelier Beaumont, hanno raccontato il lavoro di questi giorni, mostrando le fotografie delle loro creazioni, con la felicità di chi sente di star facendo qualcosa di utile per gli altri in tempi così difficili come quelli che stiamo vivendo.

Ma stiamo parlando di creativi e di moda, quindi, alla fine, non si può resistere. Così Born in Berlin e Ombradifoglia, anch'essi impegnati nella realizzazione delle mascherine necessarie contro il coronavirus (Born in Berlin le ha appese fuori dalle sue saracinesche, affinché i passanti possano prenderle gratuitamente), sono andati oltre e, pensando alla fase 2 e al fatto che non ci libereremo delle mascherine nei prossimi mesi, hanno iniziato ad adattarle alle loro creazioni. Elena Pignata, stilista di Ombradifoglia, ha pubblicato su Instagram una sua immagine con una mascherina coordinata a una sua creazione, commentando scherzosamente che "questa cosa delle mascherine mi sta sfuggendo di mano". E, tra l'altro, il suo marchio, Ombradifoglia, offre da Instagram una serie di giacche uniche sotto l'hashtag #LaBlazerSolidale: il 30% del ricavato andrà all'Ospedale Molinette per la lotta al coronavirus.

Ombradifoglia Ombradifoglia

Born in Berlin, più filosofico, scrive sul suo blog che "ci siamo resi conto che la museruola, come ci piace definirla in modo dissacrante, sarà un 'accessorio' di cui non faremo a meno per molti mesi e così mentre costruivamo energicamente quelle free abbiamo affinato la tecnica, selezionato i tessuti e ingentilito un po' la forma per renderla davvero born, indossabile subito o da aggiungere sopra a quelle certificate già in vostro possesso generalmente bruttine e senza personalità. per ora sono abbinabili alla collezione 'primavera/estate corona' che noi comunque abbiamo prodotto, che potete vedere e acquistare online e che noi possiamo inviarvi direttamente a casa ovviamente con un paio di museruole coordinate da mettere per andare a fare la spesa, per le video chiamate o i flashmob sul balcone nell'attesa che una nuova avventura ci faccia di nuovo incontrare".

Born in Berlin Born in Berlin

Io amo i ragazzi della moda torinese e grazie a loro per la solidarietà, l'impegno e la creatività, con cui lasciano in secondo piano le difficoltà in arrivo anche per il loro settore. Grazie a tutti loro!



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