La Manica della Fondazione Collegio Universitario Einaudi, colorato e accogliente

Un edificio degli anni '50, in corso Lione, trasformato in La Manica, un collegio universitario da 41 posti, a pochi passi dal Politecnico e a poca distanza dalle fermate dei bus che conducono verso le diversi sedi universitarie sparse in città. È la bella operazione appena completata dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi, che, spiega nel comunicato stampa, "è impegnata nel rinnovamento di tutte e cinque le proprie residenze e nel recupero di immobili di proprietà fino ad oggi adibiti ad altri usi, con l'obiettivo da una parte di adeguarle a esigenze e standard della vita contemporanea, dall'altra di ampliare il numero di posti di studio e contribuire così all'aumento di questo tipo di offerta da parte del Sistema Universitario Torinese". La ristrutturazione de La Manica è piuttosto interessante perché garantisce ai 41 studenti non solo spazi privati dotati di tutti i comfort, manche ampi luoghi di socializzazione. Realizzata su progetto di DAR

La Torino notturna della quarantena by Michele D'Ottavio, su abitare.it

Torino di nuovo su Abitare, questa volta grazie alle splendide foto notturne scattate da Michele D'Ottavio durante le notti della quarantena per il covid-19. Sono immagini potenti, che hanno come filo conduttore il cinema, in particolare le installazioni di Girando per Torino, il tour cultural-turistico ideato per Torino Città del Cinema 2020, che durante tutto l'anno avrebbe dovuto celebrare i 20 anni del Museo del Cinema alla Mole Antonelliana e i 20 anni della Torino Film Commission, la prima Film Commission italiana, imitata poi da tutte le città e le Regioni venute dopo.

Michele D'Ottavio Abitare Torino Michele D'Ottavio Abitare Torino

Michele D'Ottavio è uno dei più interessanti cantori della Torino contemporanea: le sue fotografie non si limitano a raccontare la bellezza estetica della città, ma ne cercano continuamente l'anima, con progetti sempre originali e affascinanti, dalle immagini in bianco e nero scattate dall'alto, per scoprire le strette relazioni con il territorio ("Volando su Torino, ho scoperto che nella sua periferia ci sono i Castelli" è stata una delle definizioni della periferia più ricche di potenzialità che abbia mai sentito), alle foto a Porta Palazzo, di cui Michele racconta le mille colorate storie attraverso i volti di chi frequenta il suo mercato e di chi lavora dietro i banchi (non perdetevi Fotografia km0 – Porta Palazzo, su Facebook). Sono bellissime anche le emozioni che mi ha raccontato, le sensazioni e le impressioni della città senza presenza umana, come se fosse pronta a un ciak (per rimanere in ambiente cinematografico) e, allo stesso tempo, come se stesse vivendo in un film, inaspettato, crudele, "una specie di incubo, perché c'era questo vuoto impressionante, che non immagineresti mai nel centro di una città". 

La sua Torino notturna nei giorni della quarantena è davvero poetica e struggente e mette in risalto il fascino della sua architettura. Un giorno bisognerà analizzare queste città deserte e notturne, che hanno affascinato tanti fotografi e che mostrano potentemente la loro identità, parlando di noi in nostra assenza.

Il reportage fotografico di Michele D'Ottavio, su abitare.it


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