La Manica della Fondazione Collegio Universitario Einaudi, colorato e accogliente

Un edificio degli anni '50, in corso Lione, trasformato in La Manica, un collegio universitario da 41 posti, a pochi passi dal Politecnico e a poca distanza dalle fermate dei bus che conducono verso le diversi sedi universitarie sparse in città. È la bella operazione appena completata dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi, che, spiega nel comunicato stampa, "è impegnata nel rinnovamento di tutte e cinque le proprie residenze e nel recupero di immobili di proprietà fino ad oggi adibiti ad altri usi, con l'obiettivo da una parte di adeguarle a esigenze e standard della vita contemporanea, dall'altra di ampliare il numero di posti di studio e contribuire così all'aumento di questo tipo di offerta da parte del Sistema Universitario Torinese". La ristrutturazione de La Manica è piuttosto interessante perché garantisce ai 41 studenti non solo spazi privati dotati di tutti i comfort, manche ampi luoghi di socializzazione. Realizzata su progetto di DAR

Nel video di Dorado, Mahmood balla nel Museo Egizio

Dopo Palazzo Madama protagonista del video Hola di Marco Mengoni, girato in un magnifico, unico piano sequenza, è il Museo Egizio a fare da sfondo a un nuovo brano di musica leggera. Mahmood rende omaggio alle sue origini egiziane da parte di madre, muovendosi a torso nudo nella Galleria dei Re, mentre canta Dorado, suo ultimo hit, a cui partecipano Sfera Ebbasta e Feid, il cantante ispanico che si sta facendo conoscere a livello internazionale con Porfa.


Il testo di Dorado è un po' in italiano e un po' in spagnolo, per conquistare anche il mercato latinoamericano, parla di sogni e inquietudini, mettendo insieme le due rive del Mediterraneo e Latinoamérica e parlando di Ferrari, di denaro e di ragazze da sedurre. Il video è stato girato in parte a Miami e in parte a Torino, nella Galleria dei Re del Museo Egizio e davanti alla Sfinge di corso Giulio Cesare, sullo sfondo delle Torri Di Vittorio e, soprattutto con il loro marchio dello sponsor Lavazza, ben visibile. Una scelta, questa del Museo, che non ha suscitato alcuna polemica (non c'è di mezzo Chiara Ferragni, diciamo), ma che anzi, il direttore del Museo Christian Greco ha celebrato, sottolineando quanto sia importante che l'Egizio "possa rappresentare una fonte d'ispirazione per le forme espressive contemporanee, divenendo uno spazio capace di stimolare la creatività di giovani artisti". Il Museo come luogo di cultura in grado di parlare con tutti, insomma.


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