La Manica della Fondazione Collegio Universitario Einaudi, colorato e accogliente

Un edificio degli anni '50, in corso Lione, trasformato in La Manica, un collegio universitario da 41 posti, a pochi passi dal Politecnico e a poca distanza dalle fermate dei bus che conducono verso le diversi sedi universitarie sparse in città. È la bella operazione appena completata dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi, che, spiega nel comunicato stampa, "è impegnata nel rinnovamento di tutte e cinque le proprie residenze e nel recupero di immobili di proprietà fino ad oggi adibiti ad altri usi, con l'obiettivo da una parte di adeguarle a esigenze e standard della vita contemporanea, dall'altra di ampliare il numero di posti di studio e contribuire così all'aumento di questo tipo di offerta da parte del Sistema Universitario Torinese". La ristrutturazione de La Manica è piuttosto interessante perché garantisce ai 41 studenti non solo spazi privati dotati di tutti i comfort, manche ampi luoghi di socializzazione. Realizzata su progetto di DAR

Quando si partiva da Porta Nuova per le vacanze

Verso la fine dell'estate, questa foto al web su una stazione di Porta Nuova presa d'assalto, che racconta una Torino di qualche decennio fa, pronta alle vacanze. È cambiata tanto, Torino, in così poco tempo. Per qualche decennio, alla fine del Novecento, la capitale dei Savoia è stata la città delle grandi fabbriche, capace di attrarre milioni di persone da tutta Italia, che qui hanno portato le loro famiglie, hanno educato i loro figli, hanno costruito casa e valori. Tante volte mi sono trovata a pensare che l'Italia è nata davvero un secolo dopo la sua unificazione, nella stessa città del Nord che ha dato il via al Risorgimento: qui si sono uniti il sangue del Sud, del Nord Est (i veneti, dopo l'alluvione del Polesine!) e delle Isole e si sono mescolati a quello piemontese (quanti sono oggi a Torino, i torinesi con otto cognomi piemontesi?).

Folla a Porta Nuova

Una Torino che viveva al ritmo delle grandi industrie, soprattutto la FIAT, perché negarlo, e che al loro funzionamento aveva abdicato le sue ambizioni e vocazioni. Sono cresciuta in quegli anni, in una famiglia monoreddito, come lo erano quasi tutte quelle di allora, dagli anni Settanta in poi, che ha fatto i sacrifici necessari per comprare una casa, garantire un'educazione anche universitaria ai figli e offrire loro le vacanze estive al mare, in una piccola casa di proprietà, comprata con ulteriori sacrifici. E in questa foto, chissà quanti papà che corrono al mare per vedere la famiglia durante il weekend (e durante la settimana, quante code davanti alle cabine telefoniche, al mare, per chiamare mariti e papà rimasti in città e per raccontarsi come si stava!). E chissà quanti, con le valigie sono pronti per raggiungere i genitori rimasti nei paesini del Sud, per trascorrere le vacanze con loro. I treni presi d'assalto, la maggioranza assoluta degli uomini tra i passeggeri, la folla. Siamo cambiati tanto davvero.

Oggi sono praticamente scomparse le famiglie monoreddito, sono i nonni, più che le mamme, a trascorrere le vacanze al mare con i bambini di casa. Se non ci sono case di proprietà ereditate proprio dai nonni, si tende a non affittare un mese in Riviera, visti i costi spesso proibitivi anche delle spiagge, e si preferiscono le mete estere, Spagna e Grecia in primis. Le automobili, più dei treni (che sono sempre meno e ci impiegano sempre più tempo, tra l'altro), sono il mezzo di trasporto preferito per le toccate e fughe in Liguria o per raggiungere le famiglie nel Meridione (che sono sempre di meno, per ovvie ragioni anagrafiche). È cambiata persino la stazione di riferimento, non solo e non sempre Porta Nuova, ma sempre più spesso anche Porta Susa, su cui passano i treni che corrono da Nord a Sud della Regione, spesso senza più passare per Porta Nuova. È cambiato tanto in così pochi decenni, chissà quanto cambierà ancora e non basterà una vita.


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