Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Alla scoperta della città segreta e misteriosa, con Torino Magica

"Non vogliamo convincervi di niente, solo offrirvi spunti e idee" dice la guida all'inizio del tour di Torino Magica, inventato da Somewhere Tours & Events una ventina di anni fa e da allora diventato una delle visite guidate imprescindibili, per conoscere una città diversa, che si muove nell'ombra e che ha solidi legami con tutti i suoi passati.

Torino Magica Torino Magica

Siamo in piazza Statuto e subito iniziano le trame nascoste tra la Torino visibile e quella invisibile, tra la Torino squadrata e razionale e quella che sfugge alla logica e cerca l'infinito nell'esoterismo. Il Monumento ai caduti del Frejus è il primo inquietante elemento di questo legame, segno della sfida dell'uomo alla natura, di passione e di morte sovrastato da un angelo, che è anche un po' demone e che, curiosamente, non guarda al Frejus, ragione della sua esistenza, ma alla Torino storica (non ci avevo mai pensato e il dettaglio mi è molto piaciuto). Piazza Statuto e questo straordinario monumento sono al confine tra la città antica e quella moderna, tra il centro e l'Ovest, tra la città dei vivi e quella dei morti, quest'ultima generalmente identificata, sin da epoca romana, con l'Occidente, dove il sole, e metaforicamente la vita, tramontava. In Valdocco, che sin dal suo misterioso nome rievoca probabilmente il luogo dei morti che fu, il Rondò della Forca ricorda ancora l'antica funzione, ma ci sono anche i cimiteri abbandonati e, a poca distanza, la casa del boia, l'uomo più odiato della città.

Il tour si muove abilmente tra presente e passato, tra i segni lasciati nell'architettura cittadina da chi sa e vuole essere riconosciuto dai confratelli: preziosi portoni di legno che portano nemmeno tanto segretamente i simboli della massoneria nelle loro decorazioni (basta saperli cercare e leggere), lastre di pietra che rievocano gli occhi della sapienza, la stessa Fontana Angelica, con i simboli massonici della parte retrostante e le sculture delle quattro stagioni che vegliano sulla porta della conoscenza. È una Torino disseminata di creature mostruose nelle sue facciate, per spaventare gli eventuali intrusi, di incontri curiosi tra Fede e Scienza, quasi sempre contrapposte, spesso in modo irriverente (i grifoni diabolici che mostrano la lingua da un portone, davanti all'antica sede dell'Arcidiocesi, o le sculture mostruose sul portone, a due passi dal Seminario). In fondo è anche l'immagine e l'essenza di Torino, città razionale sin dal suo impianto urbanistico e forse proprio per questo affascinata come nessun'altra dai fenomeni paranormali, dall'esoterismo, dalla magia. Lo sono stati i suoi sovrani, sin da Emanuele Filiberto, che nel tempo libero cercava la pietra filosofale nelle Grotte Alchemiche, probabilmente collocate sotto la piazzetta Reale, e da suo figlio Carlo Emanuele, che intrattenne una regolare corrispondenza con l'imperatore Rodolfo d'Asburgo, anche lui appassionato alchimista.

Torino Magica Torino Magica

Nella piazzetta Reale, dove si trova il punto principale dell'energia bianca di Torino, tra le statue di Castore e Polluce, avviene anche uno degli incontri più curiosi e irriverenti della Torino Magica, Cristina di Francia, la Madama Reale che ridisegnò l'immagine della città, si divertì molto e seppe usare il fiume per diversi scopi. Si finisce alla Gran Madre, uno dei luoghi preferiti dell'esoterismo cittadino, in cui si incontrano e confondono Iside, la Madre di Dio e la ricerca del Sacro Graal. Una continua commistione di epoche, filosofie, culture, che Torino Magica racconta con intelligenza: non vogliamo convincervi di niente, solo offrirvi spunti e idee. Ma alla fine non si guarda più la città con gli stessi occhi e nei giorni successivi si cerca la magia negli scorci del suo impianto ortogonale, razionale e romano.

Torino Magica è un tour di Somewhere Tours & Events, si svolge ogni giovedì e sabato alle ore 21, costa 25 euro e per informazioni e prenotazioni questo è il link www.somewhere.it.


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