La notte che verrà, installazione itinerante di luci e suoni per la rinascita della Dora

Un'installazione di luci e suoni che il 28 luglio 2021 dalle ore 22 percorrerà entrambe le rive della Dora, dal Campus Einaudi al Parco Dora, per celebrare il via a 19 progetti che cambieranno il volto ai quartieri che vi si affacciano, migliorando la qualità della vita dei residenti. La notte che verrà , questo il suo nome, " trasporterà, cullata dal fiume, le voci, le lingue e le storie narrate dagli abitanti dei quartieri lungo il suo corso" spiega il comunicato stampa "I ponti di luce, trasportati da veicoli 100% elettrici, si muoveranno lungo gli argini del fiume e andranno a valorizzare, grazie al disegno luminoso, i luoghi simbolo dei quartieri. Sarà una coreografia in movimento che toccherà i ponti Carpanini, Livorno e Washington; che visiterà il Parco Dora, la Biblioteca Italo Calvino, il Campus e Borgo Dora, tutti luoghi simbolo di inclusività e condivisione. Ponti di luce tra le persone che condividono uno spazio sia reale, sia interiore. Al termine del pe

Green Pea, un edificio ecosostenibile per il primo centro commerciale green del mondo

Aprirà il 9 dicembre 2020 e sarà il primo centro commerciale di prodotti ecosostenibili in una struttura realizzata con materiali e concetti biosostenibili. Green Pea è l'ultima sfida di Oscar Farinetti nell'incontro tra made in Italy, qualità ed eccellenza, il tempo dirà se il modello di business è vincente, ma per il Lingotto e per l'architettura la proposta è affascinante. Progettato da ACC Naturale Architettura Cristiana Catino e Negozio Blu Architetti (Ambrosini, Gatti, Grometto), che in questa zona hanno già disegnato Eataly e l'Hotel AC Hotel Torino by Marriott nell'ex Pastificio Italiano, Green Pea è un edificio di cinque piani, in continuità con l'adiacente Eataly, ma con un fascinosissimo guscio esterno di lamelle frangisole in legno, quasi un manifesto della sua vocazione ecologica e delle possibilità di un'architettura attenta all'ambiente.

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La struttura portante è in acciaio, "materiale riciclabile al 100%, ed è interamente montata a secco tramite bullonature, in modo da essere smontabile e rimovibile facilmente consentendo nel lungo periodo l'allungamento del ciclo di vita" spiega il comunicato stampa. I tamponamenti di pannelli in legno, rivestiti di lamiera metallica, sono caratterizzati dalle grandi aperture vetrate, da cui la luce penetra nell'interno dell'edificio. E la luce, insieme al verde, che negli ultimi piani propone vere e proprie oasi dagli scorci inaspettati sulla città, dà l'idea più intuitiva di cosa possa essere l'architettura sostenibile per il benessere di chi la usa. Nei piani più alti dell'edificio, infatti, le terrazze e le serre sono dotate di piante sistemate in grandi vasche: da non perdere la piccola ricostruzione dell'Oasi Zegna, intorno alla quale sono sistemati i tavoli di 100 Vini e Affini e da cui si gode una grandiosa vista sulle Alpi e sulla città novecentesca. Le piante sono state scelte in base al clima di Torino e all'esposizione al sole delle diverse facciate, privilegiando piante autoctone e flora italiana. In questo modo, spiegano gli architetti, "la vegetazione diventa vero e proprio materiale costitutivo dell'architettura". All'ultimo piano, il giardino sul tetto, trattato come se fosse un'ulteriore facciata del Green Pea, e dotata di una piscina effetto infinito rivolta anche lei verso le Alpi (nella visita in anteprima per la stampa, il 4 dicembre, la neve intorno e il vapore dell'acqua le davano un effetto molto islandese, ma nelle giornate più calde e più limpide dev'essere davvero spettacolare fare il bagno guardando alle montagne).

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Anche la vita interna dell'edificio e i suoi servizi rispondono a criteri di sostenibilità: l'energia necessaria al suo funzionamento è infatti prodotta da fonti rinnovabili: "pozzi geotermici, pannelli fotovoltaici, pannelli solari, mini pale eoliche, smart flowers, fino a pavimenti piezoelettrici che consentono il recupero dell’energia cinetica generata dal passaggio degli utenti. Gli impianti sono intenzionalmente lasciati a vista anche per richiamare le origini industriali del sito."

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In Green Pea tutto è pensato in modo ecosostenibile, per spingere i consumatori a comportamenti virtuosi e consapevoli; c'è coerenza tra l'architettura e i valori che si propongono al pubblico nel suo uso. C'è anche un ruolo sorprendente per i materiali riciclati, a dimostrare come tutto possa avere una seconda vita: "Negli interni si ritrovano materiali tradizionali come calce naturale e legno combinati a materiali di lusso come pelle e velluti. I parquet sono realizzati con legno già abbattuto e recuperato lungo i letti dei fiumi della val Varaita" raccontano gli architetti. E ricordate le grandi foreste di abeti della Val di Fiemme, nel Trentino Alto Adige, utilizzate per la produzione dei violini e andate distrutte in una tempesta del 2018? Quel legno perduto è stato riutilizzato in Green Pea e costituisce le lamelle frangisole della facciata esterna, opportunamente trattate per l'uso all'esterno. Tutto ha un senso, nulla si crea, niente si distrugge, una massima antica che da Torino offre la sua versione più contemporanea in questo nuovo edificio, tutto da scoprire. Dal 9 dicembre 2020.


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