Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Parco Dora verso il completamento: gli ultimi lavori in area Valdocco

Da quasi un anno si lavora senza sosta alla sistemazione della riva settentrionale della cosiddetta area Valdocco del Parco Dora, l'area compresa tra la Dora, corso Principe Oddone e corso Mortara, per intenderci. E adesso siamo finalmente in dirittura di arrivo.

Parco Dora Area Valdocco

Il progetto è quasi speculare a quello della riva meridionale: prati inscritti in grandi rettangoli o figure poligonali, separati da strade d'asfalto in cui passeggiare e seguire il corso del fiume. Sul lato orientale, verso corso Principe Oddone, una collina artificiale, da cui si potrà osservare la collina Superga, a chiudere l'orizzonte, In quella stessa zona, qualora gli dei fossero benevoli con questa città, dovrebbe sorgere prima o poi anche l'ingresso alla Stazione Dora sotterranea, che introdurrà quest'area intensamente popolata nel passante ferroviario, permettendo a decine di migliaia di persone di raggiungere Porta Susa in un paio di minuti, la stazione di Lingotto, nell'area meridionale della città, in una decina di minuti e, sul lato opposto, in un'altrettanta decina di minuti, la Stazione Stura, nella periferia nord cittadina. E potete immaginare il risparmio di tempo, traffico e inquinamento che significherebbe.

Nella nuova area del parco non sembrano abbondare per ora gli alberi che sì, sono presenti nella parte meridionale: sono pochi, formano piccoli vialetti, ma non si immagina aiutino a creare grandi ombre nel periodo estivo, in cui invece sì, sarebbe bello ce ne fossero.

Una delle caratteristiche più interessanti, la passerella, vestigia di quando la Dora era coperta e adesso in parte a verde, con panchine in pietra che sarà interessante utilizzare ad agosto, senza presenza di alberi a fare ombra, e in parte con corsie d'asfalto per attraversare il fiume. I lavoro dovrebbero finire entro i primi mesi dell'anno, mi diceva un operaio, che azzardava fine gennaio come data possibile. A occhio, a parte la sistemazione degli alberi e poco di più, siamo in dirittura d'arrivo, il nuovo parco è chiaramente leggibile. Magari non è quello che si immaginava, ma con oltre 10 anni di ritardo, non sembra vero che si stia andando verso il suo completamento. 

In primavera, probabilmente, passeggeremo finalmente anche nell'area Valdocco tra la Dora e corso Mortara.



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