Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Saluzzo si candida a Capitale Italiana della Cultura 2024

Saluzzo e il suo antico Marchesato si candidano a Capitale Italiana della Cultura 2024. È la prima volta di una cittadina ai piedi delle Alpi, spiega il comunicato stampa che annuncia la candidatura: "A cavallo tra Italia e Francia, Saluzzo vuole accendere i riflettori sulla montagna, intesa non solo come meta di svago e loisir, ma come luogo di innovazione e cultura, dalle tante vocazioni e opportunità soprattutto per i giovani".

Saluzzo Saluzzo

La candidatura è infatti come la chiusura del cerchio del progetto Terres Monviso, che negli ultimi anni ha lavorato alla rivalutazione del rapporto tra Saluzzo e le sue valli, creando "una rete di 68 comuni su un territorio di 2.600 kmq e quasi 136mila abitanti, e VéloViso, che ha unito le valli italiane e francesi del Monviso attraverso la valorizzazione dell'offerta cicloturistica". Da Terres Monviso sono arrivati anche importanti eventi culturali, il più noto dei quali è il Festival Occit'Amo, "una manifestazione identitaria, dalla forte caratterizzazione territoriale, che ha contribuito notevolmente all'aggregazione delle vallate ai piedi del Monviso e la pianura saluzzese, riscoprendo valori e tradizioni antiche legati alla cultura occitana e rappresentando un'importante vetrina per il patrimonio storico-artistico, quello naturalistico e quello agroalimentare con le sue tipicità".

Terres Monviso ha ottenuto numerosi finanziamenti europei, per realizzare i suoi progetti, attualmente è in corso d'attuazione il Piano Integrato Territoriale, che "tocca simultaneamente diverse tematiche: sicurezza e infrastrutture, economie verdi, inclusione sociale e turismo. Un grande riconoscimento ad un'area alpina transfrontaliera, che ha saputo mettere a sistema i suoi punti di forza per attuare strategie di sviluppo sinergiche e coese". A chiudere il cerchio, e a sottolineare tutto questo lavoro di valorizzazione del territorio, delle sue culture, delle sue tradizioni e delle sue capacità innovative, la candidatura a Capitale Italiana della Cultura, istituita nel 2014 dall'allora (e attuale) Ministro della Cultura Dario Franceschini, che volle così premiare le candidate italiane a Capitale Europea della Cultura, rimaste senza riconoscimento finale.

Lo scopo della Capitale Italiana della Cultura è "sostenere, incoraggiare e valorizzare l'autonoma capacità progettuale e attuativa delle città, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l'integrazione, la creatività, l'innovazione, la crescita e lo sviluppo economico". Nel 2015, furono capitali Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena, che "persero" la gara europea vinta da Matera, nel 2006 toccò a Mantova, seguita da Pistoia (2017) e Palermo (2018); nel 2019, Matera fu contemporaneamente Capitale Europea e Italiana della Cultura, quest'anno sarebbe toccata a Parma, ma, essendo andata come è andata a causa del covid-19, il suo titolo è stato confermato anche per il 2021; nel 2023 saranno capitali della Cultura Bergamo e Brescia, per promuovere il loro rilancio dopo la tempesta del coronavirus, abbattutasi sul loro territorio con una violenza che ne ha scosso l'impianto socio-economico. E per il 2024 la gara è appena iniziata: Saluzzo renderà noti presto obiettivi e progetti della sua candidatura, contando sin da adesso sul sostegno di enti locali e associazioni, Unioni Montane e Fondazioni, personalità provenienti dai settori più diversi come Stefania Belmondo, Sergio Berardo, Paolo Pejrone. A coordinare la candidatura, una garanzia: quel Paolo Verri che ha portato al successo Matera 2019, che sta lavorando per Volterra 2022 e che torna in Piemonte per Saluzzo 2024. 


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