50 anni di FUORI! e lotte LGTB, in mostra al Polo del '900

Per celebrare i 50 anni dalla nascita del primo movimento per i diritti delle persone omosessuali, FUORI!, il Polo del '900 e il Museo Diffuso della Resistenza (corso Valdocco 4a) hanno preparato la mostra FUORI! 1971 – 2021. 50 anni dalla fondazione del primo movimento omosessuale in Italia , che potrà essere visitata dal 23 settembre al 24 ottobre 2021 (orario martedì-domenica, ore 10-18, ingresso gratuito). Il percorso espositivo ripercorre le tappe salienti e indaga i protagonisti del FUORI!, lungo il decennio 1971-1981, in cui movimento e rivista convissero; emerge, forte, la figura del suo fondatore Angelo Pezzana, presidente della Fondazione Penna/FUORI!, ispiratore dello spirito del Fuori!. Vari focus e approfondimenti fotografano il contesto storico-sociale prima della nascita del movimento italiano, con un ampio spazio alla rete di relazioni con il mondo dell'arte e della letteratura internazionale che Pezzana seppe tessere, avendo come base la libreria Hellas di Tori

Il rilancio della Palazzina di Caccia di Stupinigi, come una Venaria Reale a sud

Il 2021 inizia con una bella promessa di investimento della Regione Piemonte nella Palazzina di Caccia di Stupinigi, una delle più importanti residenze sabaude piemontesi, nella prima cintura meridionale, e per me la più bella, con le sue curve danzanti fino al salone centrale. Il Presidente Alberto Cirio ha annunciato qualche giorno fa 25 milioni di euro del Fondo europeo per lo sviluppo regionale per ridisegnare il futuro del complesso. Dovrà essere una nuova Venaria Reale, ha spiegato. Ovviamente con le sue caratteristiche peculiari.


Stupinigi

Stupinigi è circondata da un magnifico parco, nel quale continuano le attività agricole, con piccole cascine, che comprendono campi coltivati e allevamenti di bestiame, e con antiche case trasformate in B&B (con deliziosi campi di lavanda che fioriscono a giugno, regalando una piccola Provenza); ci sono poi spazi attrezzati per i picnic e gli antichi sentieri della caccia utilizzati dalla Corte sabauda e adesso trasformati in passeggiate con o senza bicicletta. Insomma, intorno alla Palazzina c'è tutto un mondo che ha origini nel passato e che può presentarsi come parte integrante della nuova offerta turistica.

La Palazzina appartiene alla Fondazione Ordine Mauriziano ed è parte del Consorzio delle Residenze Sabaude: con loro vanno realizzati i progetti di valorizzazione del territorio. Tra le ipotesi avanzate da Cirio, ancora in fase embrionale e dunque ancora da verificare, non solo una razionalizzazione del sistema comunicativo e di marketing, ma anche la valorizzazione degli antichi poderi, le costruzioni che da Torino accompagnano verso la palazzina, suscitando la "meraviglia" che aveva in mente Filippo Juvarra, l'autore del complesso. Circa 7mila metri quadrati in cui potrebbero trovare spazio un ristorante, spazi espositivi per migliorare l'offerta culturale della Palazzina, persino un centro benessere. Idee per portare Stupinigi al centro dell'offerta culturale torinese e farne una Venaria Reale del sud, ce ne sono.

Ma come la Reggia che guarda a Ovest, c'è un problema fondamentale che chi pensa all'offerta turistica tende sempre a dimenticare: il trasporto pubblico per i turisti non muniti di auto. Fino a pochi mesi fa la Reggia era raggiungibile in 8 minuti da Stazione Dora grazie al Sistema Ferroviario Metropolitano, poi la chiusura della linea ferroviaria, proprio fino a Venaria, per consentire l'incontro con il nuovo percorso, in arrivo da corso Grosseto, ha lasciato ai turisti solo il trasporto su gomma (circa 40 minuti, sempre da Stazione Dora...). A Stupinigi va anche peggio: bisogna arrivare in piazza Caio Mario, a Mirafiori Sud, e da lì prendere il 41, che ferma davanti alla Palazzina, dove un tempo faceva capolinea, collegandola direttamente con il centro cittadino, ma non ha il ritorno verso il capolinea, se non passando a Beinasco (il percorso è circolare). Demenziale che ci sia un capolavoro come questa residenza barocca alle porte di Torino e che non esista un trasporto pubblico dignitoso che permetta ai turisti di conoscerla e di amarla. Che un sistema di trasporto pubblico all'altezza della situazione rientri nei progetti del rilancio.


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