Le cupole della chiesa di San Lorenzo e della Moschea di Córdoba, misteri di archi e luce

La chiesa di San Lorenzo custodisce una delle cupole più belle di Torino, la più bella, si potrebbe definire, insieme alla "sorella", la cupola della Cappella della Sindone, non a caso dello stesso architetto, Guarino Guarini. Di lei si sa tutto o quasi da un punto di vista statico, sono meno chiare le influenze culturali, che ispirarono il frate teatino: cosa gli ispirò l'idea di una cupola formata da otto archi intersecantisi, a formare una stella a otto punte e un ottagono su cui impostare la lanterna? Le influenze culturali sono una delle parti più interessanti dell'architettura, che non si limita a metterci un tetto sulla testa, ma è prodotto di idee, tradizioni, contaminazioni e racconta anche il modo di vivere e di pensare, i valori di una società.  La cupola della chiesa di San Lorenzo a Torino (sin), la cupola sul mihrab delal Mezquita di  Córdoba (des) entrambe le foto, da Wikipedia Una delle ispirazioni più chiare di San Lorenzo è la cupola della maqsura

La carrozza di Vittorio Emanuele ai Musei Reali, per i 160 anni dell'Unità d'Italia

Una bella sorpresa attende il pubblico, quando i Musei Reali apriranno finalmente le loro porte (la zona rossa continuerà fino a dopo Pasqua, speriamo Torino possa entrare subito dopo in zona gialla, per vedere di nuovo aperti i suoi luoghi di cultura). Nella Rotonda dell'Armeria Reale, ci sarà la carrozza di Vittorio Emanuele II, in arrivo in prestito dalle Collezioni Presidenziali del Quirinale: l'annuncio, oggi, per celebrare i 160 anni dall'Unità d'Italia. La carrozza rimarrà a Torino per tre anni, collocata a pochi metri dalla loggia da cui il padre di Vittorio Emanuele, re Carlo Alberto, annunciò il 4 marzo 1848 (questo marzo fatale, nella storia del Risorgimento!) la promulgazione dello Statuto, che avrebbe reso il Regno di Sardegna faro di libertà per i liberali e i patrioti dell'Italia e dell'Europa.

carrozza re Vittorio Emanuele Armi del Re

Denominata Mylord, la carrozza, racconta il comunicato stampa dei Musei Reali, "era uno dei mezzi di trasporto preferiti da Vittorio Emanuele II per le sue uscite private a Roma. È un modello aperto e basso, privo di portiere, a quattro ruote e a due sedili con cassetta di guida per il cocchiere, realizzata dalla ditta romana dei fratelli Casalini. Oggi la carrozza fa parte del nucleo più antico e prezioso della Collezione Presidenziale". Secondo una nota manoscritta trovata nell'inventario, questa fu l'ultima carrozza usata dal re prima della sua morte.

In Armeria Reale, oltre a questo prezioso manufatto legato al primo re d'Italia, anche il nuovo allestimento Le armi del re, "una selezione di 21 oggetti di notevole pregio e importanza storica, recentemente restaurati, che facevano parte delle ricche raccolte personali di Vittorio Emanuele II. Oltre alle armi, la collezione comprende bandiere, uniformi, onorificenze e altri oggetti strettamente personali: alcuni si collegano al ruolo pubblico del sovrano, come i doni diplomatici o le armi che ricordano le battaglie del Risorgimento, altri sono da mettere in relazione con gli interessi personali di Vittorio Emanuele II, primo fra tutti la caccia, documentata da una spettacolare collezione di fucili e coltelli."

Ci sono anche due armature giapponesi, donate al sovrano dall'imperatore Meiji nel 1869 e nel 1871, a pochi anni di distanza dalla firma del trattato di amicizia e commercio che apriva le relazioni diplomatiche tra il Regno d’Italia e l'Impero giapponese.

Storie e reperti preziosi, ci aspettano alla riapertura dei Musei Reali, speriamo presto.


Commenti