La Manica della Fondazione Collegio Universitario Einaudi, colorato e accogliente

Un edificio degli anni '50, in corso Lione, trasformato in La Manica, un collegio universitario da 41 posti, a pochi passi dal Politecnico e a poca distanza dalle fermate dei bus che conducono verso le diversi sedi universitarie sparse in città. È la bella operazione appena completata dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi, che, spiega nel comunicato stampa, "è impegnata nel rinnovamento di tutte e cinque le proprie residenze e nel recupero di immobili di proprietà fino ad oggi adibiti ad altri usi, con l'obiettivo da una parte di adeguarle a esigenze e standard della vita contemporanea, dall'altra di ampliare il numero di posti di studio e contribuire così all'aumento di questo tipo di offerta da parte del Sistema Universitario Torinese". La ristrutturazione de La Manica è piuttosto interessante perché garantisce ai 41 studenti non solo spazi privati dotati di tutti i comfort, manche ampi luoghi di socializzazione. Realizzata su progetto di DAR

Quando fu smontata la copertura metallica della stazione di Porta Nuova

Di tanto in tanto la Rete rivela nuove fotografie della prima stazione di Porta Nuova, quella che, progettata da Alessandro Mazzucchetti e Carlo Ceppi per dare un terminal alla nuova linea ferroviaria Torino-Genova, aveva le due maniche lunghe e parallele, sulle attuali via Sacchi e via Nizza, coperte e unite da una volta metallica. L'impatto di questa galleria doveva essere davvero grandioso: entrando nella stazione si aveva subito la visuale dei binari e dei treni, uno spazio unico e a tutt'altezza che non doveva lasciare affatto indifferenti. Nelle foto dell'epoca, si vedono anche due piccoli padiglioni di gusto vagamente liberty, quasi all'ingresso dei binari; erano la biglietteria e il ristorante, dai quali si teneva d'occhio il movimento dei treni.

Copertura Porta Nuova Torino Copertura Porta Nuova Torino

Poi la Patria chiamò, il regime fascista, avido di metallo, smantellò quella copertura elegante e ottocentesca e la sostituì con quella in vetro e cemento che caratterizza ancora oggi l'atrio della stazione torinese. Lo smantellamento della volta metallica e la costruzione di quella nuova comportò alcuni cambiamenti anche nel funzionamento della stessa stazione. Non solo furono eliminati il ristorante e la biglietteria (curiosamente solo con l'ultima ristrutturazione, voluta da Grandi Stazioni di Trenitali, hanno entrambi recuperato la loro posizione davanti ai binari), ma furono anche "arretrati" i binari che arrivavano fin sotto la volta, per metterli tutti sullo stesso filo, così da permettere il montaggio delle impalcature per la costruzione della nuova volta.

La sua costruzione fu indispensabile e urgente: la facciata, senza il sostegno della copertura metallica, era pericolosamente instabile; il grande arco centrale, che caratterizza ancora oggi la facciata della stazione di Porta Nuova era infatti una "citazione" della copertura retrostante, su cui si appoggiava. Le foto dell'epoca, ancora una volta, mostrano com'era la stazione, spogliata della sua galleria, e quanto fossero indispensabili i lavori della nuova copertura.


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