Rinasce l'antico orto del Castello di Miradolo. Da maggio, su appuntamento

In questo periodo di restrizioni, tocca segnalare le iniziative di "quando tutto tornerà normale", perché tanti sono i progetti e non bisogna mai perdere l'ottimismo e il sorriso. Dal Castello di Miradolo, diventato un piccolo polo culturale per il Pinerolese e una bella meta di passeggiate nel suo splendido parco, arriva la notizia della rinascita dell'orto.

Castello di Miradolo Castello di Miradolo

"Da anni nutrivo il sogno di recuperare la parte rustica del Castello di Miradolo. Per farlo occorreva gran garbo e trovare collaboratori capaci e sensibili per interpretare l'idea di un recupero delicato e rispettoso dei segni del tempo. Questo progetto ha l'obiettivo di tramandare la storia del luogo e, con essa, una vocazione e un sapere antico: ogni spazio nasconde una storia, bisogna solo saperlo ascoltare. Per l'orto, mio desiderio da tempo, ho chiesto aiuto a Paolo Pejrone perchè lui conosce perfettamente quel sapore di casa, di cascina e di agricolo che caratterizza luoghi come questo" ha detto Paola Eynard, la vicepresidente della Fondazione Cosso, proprietaria del Castello.

Collocato sulla corte rustica, l'orto ha una forma circolare e si sviluppa intorno all'asse centrale, che attraversa il portale d'accesso all'antica "cassina", l'aia e il Palazzo, fino alla torre rotonda; il suo disegno "è stato ritracciato con pietre locali e antiche; lungo il perimetro sono stati inseriti pali di legno di castagno, montati su stele di pietra, come si usava un tempo nelle antiche campagne pinerolesi. Filari di uva bianca incorniceranno l'orto, correndo lungo la staccionata, e ai piedi cresceranno fragoline di bosco, garofanini, mughetti, peonie, ellebori e altre delicate essenze" spiega il comunicato stampa. "All'interno dell'orto, piante orticole e floreali, riproposte tra specie rare e antiche: tra le verdure, ravanelli, cipollotti, cavoli, pomodori, cetrioli, sarsèt, prezzemolo, basilico, rughetta, piselli, fave, carciofi e porri, e poi dalie, calle, tageti, nasturzi, zinnie e azzeruoli. I camminamenti interni sono realizzati in "calatà": pavimentazione rustica, anche nota come "acciottolato piemontese", creata anticamente con ciottoli derivati dallo spietramento dei campi. Il tutto in armonia con l'antica pavimentazione della corte rustica e come sua continuazione e ampliamento". Al centro dell'orto, una vasca quadrata di pietra, realizzata con vecchi lastroni ritrovati al Castello. Passato e presente che si rincorrono, la vita che continua in quest'antica dimora che ritorna al suo fascino perduto e riprende il suo posto di luogo d'incontri culturali.

L'orto aprirà in occasione della mostra Oltre il giardino. L'abbecedario di Paolo Pejrone, aperta al pubblico per un anno, dal 15 maggio 2021 al 15 magigo 2022; sarà una delle mostre da non perdere dei prossimi mesi, se ne tornerà a parlare su Rotta su Torino, data la personalità dell'architetto paesaggista, che ha così profondamente influenzato il gusto dei giardini degli ultimi decenni (e data la mia nuova passione per piante e giardini). Per rispettare le distanze sociali e le regole contro il contagio da covid-19, le visite saranno solo su appuntamento.


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