Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Uno studio legale come un quadro di De Chirico, by SCEG Architetti

Non solo residenze private dietro le eleganti facciate torinesi, ma anche uffici, sedi di associazioni, studi professionali. Come in questo caso, il colorato e onirico studio di un avvocato appassionato di arte contemporanea, in zona Crocetta. Il progetto è di SCEG Architetti, che ha sempre originali punti di ispirazione per i propri progetti (ricordo che per l'hotel Les Cigales di Nizza si erano ispirati alla parola greca per albergo, xenodochio, che significa contenitore di viaggiatori). A ispirare questo intervento, è stato ancora una volta il greco, con uno dei suoi concetti più universali: l'agorà, la piazza principale dell'antica polis, il luogo politico, giuridico, religioso e politico per eccellenza dell'antica Grecia.

Studio legale SCEG Architetti Studio legale SCEG Architetti

Lo studio è immaginato come un luogo sospeso nel tempo, le sue geometrie riprendono gli archetipi dell'antica agorà e li reinterpretano attraverso l'uso della geometria e dei materiali contemporanei; volumi di poliuretano, rivestiti di lamiera verniciata e circondati da profili metallici dalle geometrie nette caratterizzano gli ambienti. Il vero protagonista è però il colore, che "ha un ruolo fondamentale, riveste tutto: dal pavimento di resina il blu risale, diventa a volte muro e invade l'arredo. Fino a creare un mood onirico" dice l'architetta Eirini Giannakopoulou.

Studio legale SCEG Architetti Studio legale SCEG Architetti

È proprio l'uso del colore, che fa pensare a De Chirico, insieme alle sculture ieratiche, ai quadri alle pareti, scelti proprio per sottolineare le atmosfere oniriche. "Il cliente era appassionato d'arte e la scelta dei quadri è stata molto importante per costruire l'atmosfera atemporale che avevamo in mente" dice ancora l'architetta.

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Nella sala riunioni, il manifesto del progetto, con il contrasto tra il mood onirico dello spazio e gli elementi d'arredo contemporaneo come il tavolo in marmo bianco e nero o la lampada Vibia Wireflow, risolto attraverso l'ironia. "Non ci sono elementi vintage, il nostro cliente ama la tecnologia, è molto contemporaneo, per questo abbiamo voluto mettere in comunicazione la contemporaneità e il passato attraverso la geometria, un processo, questo, per noi molto interessante".

La lezione di De Chirico, che passa attraverso l'agorà greca, ieratica e statuaria, e arriva a noi, in uno studio legale ospitato in un elegante palazzo storico torinese. Come un cerchio che si chiude.

Le foto sono di Barbara Corsico.


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