Con Buonissima, tanti eventi enogastronomici con grandi chef e un'ambizione

Un nuovo appuntamento enogastronomico per valorizzare le tradizioni di Torino e inserire la passione per la buona cucina e i suoi dintorni in percorsi culturali e artistici. Buonissima , dal 27 al 31 ottobre 2021, è nato da un'idea di Matteo Baronetto, chef al ristorante Del Cambio, e dei critici enogastronomici Stefano Cavallito e Luca Iaccarino, con l'ambizioso obiettivo di fare di Torino la capitale italiana del gusto. E, per dare un'idea, nel ricco programma dei cinque giorni di cene e incontri, saranno presenti i fratelli Adrià, Ana Roš, la chef più apprezzata nella classifica dei 50 migliori ristoranti di Restaurant , gli chef italiani Mauro Uliassi, Norbert Niederkofler e Massimo Bottura, tutti con tre stelle. Il programma prevede due grandi cene evento, curate dagli chef già citati, con menù a 350 euro, una al Museo dell'Automobile e l'altra, già sold out, al Museo del Cinema; poi tredici cene nelle piole torinesi al prezzo fisso di 25 euro, con un fil

Laura Barile: in Bolle di sapone quando piove, le mie protagoniste che non si arrendono

Un nuovo libro da leggere durante le vacanze: è appena uscito per Edizioni Leima, si intitola Bolle di sapone quando piove ed è firmato dalla scrittrice Laura Barile. Un romanzo tutto al femminile, che ruota intorno alle storie di Sandra, Nina, Veronica e Celeste, che affronta temi importanti come l'affido familiare, e che ha Torino come sfondo discreto e gentile. È la continuazione de Il forno ancora tiepido, opera prima dell'autrice, e arriva grazie all'insistenza dei lettori, che volevano leggere ancora delle quattro protagoniste. Laura Barile racconta questo secondo volume e la Torino che vi partecipa.

Copertina Bolle di sapone quando piove Laura Basile

- Bolle di sapone quando piove è la continuazione de Il forno ancora tiepido, un romanzo tutto al femminile a Torino. Di cosa parla il primo romanzo e cosa troviamo nel secondo?
Il forno è ancora tiepido si svolge tra Torino e la prima cintura e parla di cinque donne, diverse tra loro per passato e presente. Le loro storie si intrecciano grazie a parentela e amicizia, collegate dal fatto che Celeste è una book-blogger che gestisce un gruppo di lettura a cui le altre, più o meno indirettamente, partecipano. Nel primo libro, che si svolge tutto in una giornata, abbiamo conosciuto le protagoniste con flash-back che raccontavano il loro passato; in Bolle di sapone quando piove ho raccontato cosa succede nelle loro vite a due anni dalla serata con cui si concludeva la storia. L'arco temporale è più lungo, un anno, e racconta le sfide che affrontano. In particolare, c'è un tema a cui tengo molto, l'affido familiare: Sandra, una delle protagoniste, decide di intraprendere questo percorso, sebbene single, con l'aiuto di una persona dal difficile passato di figlio affidato, conosciuta facendo volontariato in una casa famiglia. In questo modo si racconta anche come sia cambiato il concetto di affido negli anni e del percorso psicologico che si deve intraprendere, analizzando se stessi.

- Il libro è una storia al femminile con tante donne, chi l'ha ispirata? C'è qualcuna in cui si riconosce particolarmente?
Non c'è nessuna ispirazione in particolare, sono tutte figure di donne che mi sono inventata; solo Anna, una delle protagoniste de Il forno è ancora tiepido, che fa una breve apparizione anche in questo libro è ispirata alla mia tata. Tutti gli altri personaggi sono stati inventati, ma hanno un pezzetto di me. La bookblogger Celeste ha avuto una vita fortunata e agiata, da una parte l'ha agevolata, dall'altra la spinge a chiedersi se ha ottenuto tutto per le sue condizioni privilegiate o se ci sono anche meriti suoi e in questa sua ricerca continua di risposta mi riconosco. Nina, la più giovane, ha un passato travagliato, con un incidente d'auto in cui ha perso i genitori, e con lei condivido la fobia per le automobili e la paura di guidare, che ho scoperto essere piuttosto diffusa. Sandra, la maestra, intraprende il percorso di affido familiare che mi sarebbe piaciuto fare e condividiamo l'amore per la cucina e i dolci: è lei che porta i dolci al gruppo di lettura. Con Veronica condivido lo spirito di libertà, il desiderio di spazi personali, che nessuno, si tratti di amici o familiari, possa occupare.

- Torino, sullo sfondo, che città è?
In Bolle di sapone quando piove acquisisce un ruolo più importante, ho voluto inserire luoghi reali e ricreare vitalità e atmosfere di librerie, caffè, anche per incuriosire i lettori su posti che non fossero la solita Mole Antonelliana o il solito Museo Egizio. C'è una ricchezza, al di là dei monumenti e dei punti famosi che tutti conoscono, fatta anche di realtà originali che vale la pena raccontare. Un esempio? Luoghi meno conosciuti come il Caffè Gerla alla Crocetta, con quella vetrata rotonda che mi è sempre piaciuta tanto, ma anche le tante librerie indipendenti, che hanno saputo reinventarsi con i caffè letterari, i concerti, le piole. Tutti esempio di artgianato e convivialità.

- Bolle di sapone quando piove è un titolo curioso, cosa l'ha ispirato?
Arriva da una frase di mia figlia, che ama le bolle di sapone e un giorno che pioveva mi ha chiesto se si potevano fare. Le ho risposto di no, perché la pioggia le avrebbe fatte scoppiare, ma lei ha voluto provare ed effettivamente aveva ragione lei, si possono fare. Mi piace il messaggio che c'è dietro: mai arrendersi alle prime evidenze e provarci, se si pensa che qualcosa si possa fare.

- Ci sarà un terzo volume per le sue protagoniste?
No. Lo dissi anche dopo il primo, poi ho scritto il secondo perché tante persone mi hanno detto che avrebbero voluto leggere ancora delle protagoniste de Il forno è ancora tiepido. Ma un terzo libro sarebbe troppo. Vorrei continuare a scrivere, ma di altro; ho una storia già iniziata, interrotta per scrivere Bolle di sapone quando piove, vorrei riprenderla per vedere se vale la pena continuare a lavorarci.


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