Da youtube, il video di Kirsten Dirsen sulla Pra di Brëc di QOS Studio, a Locana

Kirsten Dirsen è tornata nelle valli alpine torinesi, alla scoperta di antichi edifici di montagna rinati a nuova vita. Dopo la Baita di Studioata , presenta nel suo canale di youtube (1,7 milioni di iscritti!) un bel progetto di ristrutturazione, realizzato a Locana, a poche decine di km da Torino. Qui la famiglia Laboroi ha voluto trasformare l'antica casa-fienile, che appartiene loro da ben quattro generazioni, in una casa per le vacanze, chiamata Pra di Brëc. Il progetto è stato affidato all'astigiano QOS Studio. Come spiega a Kirsten Davide Querio, geometra dello studio, l'edificio è stato liberato dall'intonaco aggiunto qualche decennio fa, per lasciare a vista i bei muri in pietra. Una scelta che ha restituito identità all'intera struttura: nel video si mostra il "prima" e "dopo" e si può apprezzare quanto la casa fosse stata resa anonima dall'intonaco e quanto invece adesso abbia una personalità coerente con il paesaggio circosta

L'ultimo weekend di Reinas e di Massimo Vitali al Museo Fico

Al Museo Fico è l'ultimo weekend per visitare le mostre in corso e vi consiglio vivamente di farlo. Sono passata nelle sale di via Cigna 114 senza aspettative particolari e ne sono uscita con un wow, che mostre! In particolare mi ha colpito la mostra fotografica dedicata a Massimo Vitali e intitolata Costellazioni umane: gigantografie che fermano momenti di vita italiana, quasi sempre collettivi, si tratti delle spiagge, frequentatissime, o dei concerti, altrettanto affollati. Fotografie colorate, che sono una sferzata di vita, che parlano di divertimento e di assembramenti, quando l'associazione delle due parole non era pericolosa e quando assembramenti non faceva ancora parte del nostro linguaggio quotidiano. Tra le foto inedite, quelle dell'ultimo concerto di Jovanotti, nel 2019, anche se da torinese mi hanno colpito soprattutto quelle dal Parco Dora, durante il Kappa Future Festival.

Mostra Vitali Museo Fico Mostra Vitali Museo Fico

Al piano superiore, Reinas, una mostra tutta al femminile, per raccontare la ricerca artistica in Sardegna. Mi piace il pannello informativo che introduce all'esposizione: "Nel Sulcis Iglesiente, nella parte sud occidentale della Sardegna, a Villamassargia, esiste un orto secolare di ulivi innestati dagli abitanti tra il 1300 e il 1600 chiamato "S'Ortu Mannu", l'orto grande. All'interno del parco di oltre tredici ettari, dimorano più di settecento ulivi secolari affidati alle cure delle famiglie del paese; tra di essi campeggia uno degli ulivi più antichi d’Europa chiamato "Sa Reina": La Regina. Con oltre 16 metri di circonferenza del tronco, le sue chiome verdissime, i rami nodosi, "Sa Reina" sfida il tempo, le stagioni, la storia. Madre, guardiana coraggiosa, difende il territorio e quel poco che resta dell'antico sconfinato dominio. La Sardegna è spesso un racconto al femminile, che affonda le sue radici nella Preistoria per giungere, con un bagaglio inestimabile di saperi antichi, alle soglie del nostro tempo. Prima dee, poi regine, poi artiste il viaggio prosegue, cambiano le armi ma il principio di resilienza resta immutato, quasi fosse geneticamente trasmesso, anche quando, l'occhio attento, mette a fuoco oltre il mare il mondo con la sua contemporaneità". La ricerca artistica di Maria Lai, Zaza Calzia, Rosanna Rossi e Lalla Lussu è raccontata attraverso i loro lavori e i loro colori e attraverso brevi video in cui raccontano la propria esperienza. Saranno le mie origini sarde, ma ho trovato emozionante aggirarmi tra le loro opere e le loro ricostruzioni: è così difficile trovare mostre dedicate esclusivamente ad artiste, che è stato fascinosissimo scoprire cosa ha appassionato ognuna di loro nell'arte.

Mostra Reinas Museo Fico Mostra Reinas Museo Fico

A completare le proposte del Museo, una piccola personale dedicata al serbo Nebojša Despotoviċ, i cui quadri inquietanti seguono le foto di Vitali, in un contrasto un po' choccante, ma affascinante, e di John Torreano, poliedrico artista statunitense che chiude il percorso di visita con le sue colonne, caratterizzate da punti colorati (il "light motive della colonna è frutto dell'evocazione cosmogonica dello spazio. La colonna e gli obelischi come simboli fallici ancestrali sono da sempre considerati come oggetti che segnano la vicinanza dell'uomo al cosmo, la loro verticalità ricongiunge la terra al cielo e di conseguenza l'uomo a dio" spiega il pannello informativo).

Le mostre sono al Museo Fico, in via Cigna 114, fino al 20 giugno 2021. L'orario di apertura è venerdì ore 14-19, sabato e domenica ore 11-19. I biglietti costano 15 euro, rdotto 14 euro (6-12 anni e over 65), 9 euro per gruppi di almeno 6 persone, gratuito per under 6, possessori tessere Abbonamento Musei Torino Piemonte, Torino+Pieonte Card, Torino + Piemonte Contemporary Art, MACT/CACT Arte Contemporanea Ticino.


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