50 anni di FUORI! e lotte LGTB, in mostra al Polo del '900

Per celebrare i 50 anni dalla nascita del primo movimento per i diritti delle persone omosessuali, FUORI!, il Polo del '900 e il Museo Diffuso della Resistenza (corso Valdocco 4a) hanno preparato la mostra FUORI! 1971 – 2021. 50 anni dalla fondazione del primo movimento omosessuale in Italia , che potrà essere visitata dal 23 settembre al 24 ottobre 2021 (orario martedì-domenica, ore 10-18, ingresso gratuito). Il percorso espositivo ripercorre le tappe salienti e indaga i protagonisti del FUORI!, lungo il decennio 1971-1981, in cui movimento e rivista convissero; emerge, forte, la figura del suo fondatore Angelo Pezzana, presidente della Fondazione Penna/FUORI!, ispiratore dello spirito del Fuori!. Vari focus e approfondimenti fotografano il contesto storico-sociale prima della nascita del movimento italiano, con un ampio spazio alla rete di relazioni con il mondo dell'arte e della letteratura internazionale che Pezzana seppe tessere, avendo come base la libreria Hellas di Tori

Storia di Maria Bricca, che cambiò le sorti dell'Assedio di Torino

Si parla sempre di principi e re, ma quante volte a fare la differenza sono stati i popolani? L'assedio che Torino stava vivendo proprio in questi giorni, nel 1706, quanto deve a Pietro Micca, oltre che al genio militare di Eugenio di Savoia? E c'è un'altra eroina appartenente al popolo, a cui Torino deve la fine dell'assedio francese; la storia di Maria Bricca si inserisce infatti come una tessera nel complesso mosaico che fu la liberazione della capitale di Vittorio Amedeo II. Siamo a Pianezza, che oggi è praticamente Torino e che nel 1706 era un borgo da cui si aveva un'ampia visuale del territorio, dalla Valle di Susa alla capitale del Ducato. Anche per questo a ogni scorreria francese, Pianezza era uno dei primi abitati a rimetterci. Nel 1693, quando Maria Bricca aveva poco meno di 10 anni, infatti, le truppe di Catinat passarono per Pianezza e la devastarono, lasciando nella bambina una comprensibile avversione per i francesi.

Castello di Pianezza Maria Bricca Gonin
Il Castello di Pianezza (sin), Maria Bricca nel Castello dipinta da Francesco Gonin (des)

Quando, nel 1706, Torino e il suo territorio vissero i lunghi mesi dell'assedio e dell'occupazione francese, Maria Bricca fu per un momento protagonista della Storia. Intorno ai primi di settembre, con l'arrivo del principe Eugenio di Savoia, la lunga guerra di attesa tra Francesi e Piemontesi si avviava verso la svolta. Durante una scaramuccia organizzata da Vittorio Amedeo tra Alpignano e Collegno, i Francesi ebbero la peggio e furono costretti a ritirarsi nel castello di Pianezza, perdendo uomini, armi e vettovaglie. Eugenio, il genio militare che aveva già liberato Vienna dall'assedio ottomano, intravide immediatamente la possibilità di successo davanti alla fragilità avversaria, così ordinò ai suoi uomini di prendere il castello di Pianezza, dove i francesi erano in condizioni di netta difficoltà, impreparati all'attacco. E qui intervenne Maria Bricca, 22enne cuoca da poco maritata.

La leggenda vuole che la giovane popolana raggiungesse il principe Eugenio di Savoia per rivelargli un passaggio segreto che gli avrebbe permesso di entrare nella fortezza senza colpo ferire. Ancora la leggenda vuole che fosse proprio Maria a guidare le truppe prussiane di Leopoldo I di Anhalt-Dessau nella galleria che dava accesso alle sale del castello, mentre il marchese Visconti attaccava i Francesi dall'esterno. E addirittura fu sempre Maria a entrare per prima nella sala del castello al grido di "Viva i Savoia!". Inutile dire che dopo l'assalto al Castello di Pianezza, conquistato facilmente dagli alleati, le sorti dell'assedio cambiarono, avendo privato i Francesi di uno degli elementi più importanti non solo per la battaglia torinese, ma anche per il controllo della Valle di Susa e, quindi, per la protezione del collegamento con la Francia e della via di fuga. Un paio di giorni dopo i fatti di Pianezza, il 7 

È andata poi veramente così? La leggenda dice di sì, le fonti storiche assicurano che Maria Bricca sia realmente esistita (a Pianezza c'è anche la sua casa), ma il racconto dell'episodio in cui guida gli alleati nelle gallerie per arrivare all'interno del Castello si arricchisce di particolari diversi, che sostanzialmente lo confermano. Bello pensare, comunque, che ancora una volta la sorte di una battaglia sia stata decisa non solo da un genio militare, ma anche dall'eroismo e dall'orgoglio di una persona del popolo.

Alla vicenda di Maria Bricca è dedicato un quadro di Francesco Gonin, conservato nella Basilica di Superga, fatta costruire da Vittorio Amedeo II come ex voto dopo la vittoria contro i Francesi.

Il Castello di Pianezza è stato trasformato nel corso dei secoli in una residenza aristocratica e oggi, con il nome di Villa Lascaris, è visitabile in determinate giornate di apertura al pubblico: si possono visitare lo storico parco, le sale, affrescate nel XIX secolo, e la galleria in cui Maria Bricca cambiò le sorti dell'assedio di Torino; prossima apertura, il 13 giugno 2021.


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