Vendemmia a Torino e Portici Divini: un autunno di eventi, tour e degustazioni con il vino

Vendemmia a Torino - Grapes in Town e Portici Divini ripetono la loro collaborazione anche nel 2021 e dal 22 ottobre al 7 novembre offrono a Torino un calendario di eventi con il vino e la sua cultura come protagonisti, online e in presenza. Vendemmia a Torino - Grapes in Town propone dirette in streaming, webinar e conversazioni dal suo nuovo sito, www.grapesintown.it , sull'app Grapes in Town (disponibile gratuitamente su Google Play e Apple Store) e sui suoi canali social. In presenza, ci sono la masterclass condotta da Lamberto Vallarino Gancia, wine expert, a Villa Sassi, le visite in cantina in occasione di Cantine Aperte in Vendemmia, la masterclass di fotografia della vigna urbana di Alba, la W ine Tasting Experience: turismo e sostenibilità a Villa Balbiano, a Chieri, e la masterclass delle Wine Angels. Belle anche le visite organizzate con Somewhere Tour &Events e con Promotur Viaggi, le trovate tutte, con tutte le info di costi e per le prenotazioni, sul sito di

TorineSÌ: Michela Calculli, se Torino valorizzasse la sua bellezza (anche delle periferie)


Michela Calculli, nata a Bari, laureata in Economia Politica
blogger, content creator, divulgatrice e consulente (soprattutto su temi economici, finanziari e fiscali)


Sono arrivati a Torino per scelte sentimentali, familiari, professionali o magari perché un giorno ci sono passati, se ne sono innamorati e hanno fatto di tutto per non andare via. Il loro sguardo racconta aspetti della città che chi è nato e vissuto qui non vede, magari per abitudine, e offre muovi stimoli e nuovi suggerimenti (vedrete, mano a mano, diversi fili conduttori, nelle loro parole). Sono i TorineSÌ per scelta, quelli che hanno lasciato le loro zone comfort per aprire una nuova pagina di vita in città.
E grazie a tutti loro per il tempo, lo sguardo, le idee sulla Torino che vedono e quella che potrebbe essere.


- Quando e perché ha scelto Torino? La prima immagine e la prima impressione della città, all'arrivo
Sono arrivata a Torino da Milano, dove vivevo da 9 anni, a maggio 2007. Mi sono trasferita a Torino solo per amore, perché tre mesi prima ho incontrato quello che tuttora è mio marito e abbiamo deciso subito di sposarci e di vivere qui per quattro motivi: io avrei trovato lavoro ovunque (all'epoca ero una tirocinante commercialista - spoiler: non sono mai diventata una commercialista); lui aveva qui tutta la sua famiglia, la mia era rimasta in Puglia quando mi ero trasferita a Milano; io avevo già vissuto un trasferimento e l'avventura non mi spaventava affatto; il costo della vita a Torino era ed è più basso che a Milano.
La prima immagine è Porta Nuova, di venerdì alle 19. Una folla immensa e tra tutta quella gente mio marito, che incontravo per la prima volta dopo mesi di mail, chat e telefonate (ci siamo conosciuti commentando un blog politico). Il nostro primo bacio dopo solo un "ciao", in mezzo al caos del venerdì sera.

- Cosa vorrebbe avesse Torino della sua città d'origine e, viceversa, cosa la sua città d'origine dovrebbe avere di Torino
Più che della mia città di origine (Gravina in Puglia), vorrei che Torino avesse la "cazzonaggine" di Milano. Mi spiego, ho vissuto e lavorato a Torino e Milano, entrambe città in cui si lavora duro e tanto. Ma di Milano mi manca la leggerezza di fondo che, purtroppo, nelle mie esperienze lavorative torinesi non ho trovato se non in rari casi.
Invece di Torino porterei a Milano i parchi cittadini e quell'allure da antica capitale che mi lascia sempre senza fiato.

- Una cosa che non avrebbe mai detto di Torino e che l'ha piacevolmente sorpresa, vivendoci; e invece la conferma, positiva o negativa, di un'idea che aveva già della città
La più bella sorpresa e conforto è l'atmosfera da piccolo paese del mio quartiere al confine tra Barriera di Milano e Regio Parco. Il parrucchiere, il macellaio, la bottegaia marocchina, le signore del negozio di abbigliamento, le famiglie della scuola primaria. Questa piccolissima fetta di città in cui tutti o quasi conoscono me, mio marito e ancor di più i nostri due bambini, nati e cresciuti qui entrambi.
Posso apparire contraddittoria, perché parlo nuovamente di persone, ma la conferma negativa è questa strisciante e continua sensazione di vivere in una città un po' respingente, che non vuole nuove persone nei "circoli" consolidati. Anche se, grazie all'esperienza di Torino Città per le Donne mi sto finalmente ricredendo.

- Il posto in cui ha iniziato a capire Torino, da consigliare anche a chi visita la città
Porta Palazzo. Se sei nuovo e vuoi avere una bella impressione di Torino e sentirti accolto, devi buttarti nella mischia di Porta Palazzo, un mercato immenso che è storicamente la prima tappa di chi arriva in questa città da lontano o molto lontano. Porta Palazzo accoglie noi "stranieri" da sempre, è la prima occasione di socialità e lavoro per moltissimi e questo si avverte e ti avvolge.

- Tre cose da cui Torino può ripartire dopo la crisi di questi anni e dopo la pandemia
La bellezza, questa città è bella, anche dove sembra non esserci la bellezza come nelle nostre periferie;
la creatività, Torino deve ricordarsi della sua storia prima della Fiat, quando le auto erano piccoli capolavori create da innumerevoli botteghe artigiane;
l'accoglienza, intesa proprio come uno sforzo di apertura nei confronti di chiunque arrivi a portare novità: per turismo, per lavoro, per passione o disperazione.


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