Le cupole della chiesa di San Lorenzo e della Moschea di Córdoba, misteri di archi e luce

La chiesa di San Lorenzo custodisce una delle cupole più belle di Torino, la più bella, si potrebbe definire, insieme alla "sorella", la cupola della Cappella della Sindone, non a caso dello stesso architetto, Guarino Guarini. Di lei si sa tutto o quasi da un punto di vista statico, sono meno chiare le influenze culturali, che ispirarono il frate teatino: cosa gli ispirò l'idea di una cupola formata da otto archi intersecantisi, a formare una stella a otto punte e un ottagono su cui impostare la lanterna? Le influenze culturali sono una delle parti più interessanti dell'architettura, che non si limita a metterci un tetto sulla testa, ma è prodotto di idee, tradizioni, contaminazioni e racconta anche il modo di vivere e di pensare, i valori di una società.  La cupola della chiesa di San Lorenzo a Torino (sin), la cupola sul mihrab delal Mezquita di  Córdoba (des) entrambe le foto, da Wikipedia Una delle ispirazioni più chiare di San Lorenzo è la cupola della maqsura

Al Museo Egizio, Ad astra rivela la tavola stellare di Mereru

Al Museo Egizio (via Accademia delle Scienze 6) prosegue il racconto Nel laboratorio dello studioso, che, attraverso una serie di mostre, spiega il lavoro quotidiano che viene realizzato sugli oggetti esposti nelle sale, rivelando sia l'attività scientifica che dà un senso all'esistenza di un Museo (non solo raccolta, ma anche studio di opere) sia i segreti che le stesse opere portano con sé.

Ad astra Museo Egizio Torino Ad astra Museo Egizio Torino

Fino al 29 agosto 2021, Ad Astra: la decifrazione della tavola stellare di Mereru inviterà a scoprire il firmamento osservato dagli Egizi, così come la loro concezione della volta celeste e del tempo, avendo come protagonista dell'esposizione la tavola stellare di Mereru. "Risalente al Medio Regno (2000 a.C. circa) e rinvenuta nel 1908 dalla Missione Archeologica Italiana nella necropoli di Assiut, ha l'aspetto di una griglia nella quale trovano posto i nomi di 36 stelle appositamente selezionate per scandire, con il loro sorgere, le dodici ore della notte nel corso dell'anno. La loro sequenza, che nelle tavole stellari assume un andamento diagonale, era caratterizzata in particolare dalla levata di Sirio, che a fine luglio annunciava l'arrivo della piena del Nilo e l'avvio del nuovo anno agricolo e la promessa di rinascita per gli spiriti dei defunti. Una rappresentazione che testimonia da una parte un processo di registrazione e traduzione grafica dei moti delle stelle, e dall'altra la peculiare concezione circolare del tempo che permea la tradizione religiosa antico egiziana" spiega il comunicato stampa.

Intorno alla tavola di Mereru, quattro vetrine espongono stele, strumenti e frammenti decorati che danno un'idea di come gli antichi Egizi immaginassero la volta celeste, "concepita come un'immensa distesa d'acqua"; ad aiutare il visitatore a capire l'idea ciclica del tempo, scandita dalle piene del Nilo, le didascalie, da tempo uno dei punti di forza del Museo Egizio, grazie al linguaggio semplice e accessibile a tutti.

Nel laboratorio dello studioso proseguirà fino a maggio 2022, con le seguenti mostre: Figli di Horus proteggete questo ushabti! Il modellino di sarcofago di Kha (settembre-novembre 2021); Gatti, falchi e anguille. I bronzi votivi per mummie animali (novembre 2021-gennaio 2022); Un santuario portatile per la dea Anuket (gennaio-marzo 2022); Il Libro dei Morti di Baki, Scriba del Signore delle Due Terre (marzo-maggio 2022).

Per visitare il Museo Egizio e le sue mostre, la prenotazione online è obbligatoria, tutte le info su www.museoegizio.it.


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