Le cupole della chiesa di San Lorenzo e della Moschea di Córdoba, misteri di archi e luce

La chiesa di San Lorenzo custodisce una delle cupole più belle di Torino, la più bella, si potrebbe definire, insieme alla "sorella", la cupola della Cappella della Sindone, non a caso dello stesso architetto, Guarino Guarini. Di lei si sa tutto o quasi da un punto di vista statico, sono meno chiare le influenze culturali, che ispirarono il frate teatino: cosa gli ispirò l'idea di una cupola formata da otto archi intersecantisi, a formare una stella a otto punte e un ottagono su cui impostare la lanterna? Le influenze culturali sono una delle parti più interessanti dell'architettura, che non si limita a metterci un tetto sulla testa, ma è prodotto di idee, tradizioni, contaminazioni e racconta anche il modo di vivere e di pensare, i valori di una società.  La cupola della chiesa di San Lorenzo a Torino (sin), la cupola sul mihrab delal Mezquita di  Córdoba (des) entrambe le foto, da Wikipedia Una delle ispirazioni più chiare di San Lorenzo è la cupola della maqsura

Nel cortile QuadraTO, un sito archeologico romano, con preziosi mosaici

Sono poche le testimonianze che Roma ha lasciato a Torino, nonostante abbia profondamente influenzato l'impianto urbano della città, sua antica colonia. Il riuso degli edifici (si pensi a Palazzo Madama, che ingloba la porta romana orientale), gli sventramenti dell'età barocca, per costruire la capitale dei Savoia, le ovvie stratificazioni dei secoli hanno fatto sì che siano poche le tracce di età romana. Sono raccolte per lo più intorno a via XX settembre, con la Porta Palatina da un lato e il Teatro Romano che si infila sotto la Manica Nuova di Palazzo Reale dall'altro; e curiosamente, tra di loro c'è il Museo d'Antichità, dove sono conservati i reperti più importanti venuti alla luce durante gli scavi più o meno casuali di questi anni.

Area archeologica QuadraTO Torino Area archeologica QuadraTO Torino

Ed è stato uno di questi scavi, che, in pieno Quadrilatero Romano, ha rivelato una delle pochissime aree archeologiche visibili in città. Nel cortile di QuadraTO, in via delle Orfane 18, potete vedere infatti i resti di parte di un edificio pubblico di età imperiale. Protetto dalle intemperie da una leggera struttura in vetro e acciaio, il sito rivela diversi ambienti di forma più o meno rettangolare, affacciati su un cortile porticato, secondo quanto una colonna in laterizi farebbe pensare (nelle soglie di pietra si vedono le impronte di quelli che forse erano cancelli lignei di chiusura, vedi in alto, nell'ultima fotografia dell'articolo). L'apertura verso il cortile porticato ha fatto escludere agli archeologi che si tratti di una domus; l'ipotesi più diffusa è che l'edificio avesse un uso pubblico, forse commerciale.

Area archeologica QuadraTO Torino Area archeologica QuadraTO Torino

Uno degli ambienti più importanti, mostra un mosaico conservato quasi perfettamente: al centro, con tessere in vivace bianco e nero, si compone la figura del cacciatore Atteone, mentre viene sbranato dai suoi stessi cani, punito da Artemide per averla vista bagnarsi con il suo seguito femminile (la dea lo trasformò in cervo perché non potesse parlare a nessuno di quello che aveva visto, ma Atteone ebbe appena il tempo di rendersi conto della sua trasformazione: i suoi cani, non riconoscendolo, lo sbranarono).

Area archeologica QuadraTO Torino Area archeologica QuadraTO Torino

L'area archeologica è emozionante: si trova nel cortile di QuadraTO, edificio residenziale ricavato dal Gruppo Building nell'antico Convento di Sant'Agostino, circondato da palazzi di epoche diverse, quasi a sintetizzare la storia millenaria di Torino in un solo isolato. A pochi metri di distanza ci sono le mura romane che emergono dal Santuario della Consolata, poco lontano le Porte Palatine... c'è una Torino romana, a pochi metri di profondità ed è emozionante pensare a quanto potrebbe raccontarci. Della breve visita all'area archeologica di QuadraTO, un solo rimpianto: non ci sono pannelli informativi che raccontino i diversi ambienti ritrovati, le murature, i mosaici, le possibili destinazioni d'uso, i restauri. Speriamo vengano aggiunti, per fornire un quadro introduttivo a chi osserva questi preziosi spazi.


Commenti