Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Nel cortile QuadraTO, un sito archeologico romano, con preziosi mosaici

Sono poche le testimonianze che Roma ha lasciato a Torino, nonostante abbia profondamente influenzato l'impianto urbano della città, sua antica colonia. Il riuso degli edifici (si pensi a Palazzo Madama, che ingloba la porta romana orientale), gli sventramenti dell'età barocca, per costruire la capitale dei Savoia, le ovvie stratificazioni dei secoli hanno fatto sì che siano poche le tracce di età romana. Sono raccolte per lo più intorno a via XX settembre, con la Porta Palatina da un lato e il Teatro Romano che si infila sotto la Manica Nuova di Palazzo Reale dall'altro; e curiosamente, tra di loro c'è il Museo d'Antichità, dove sono conservati i reperti più importanti venuti alla luce durante gli scavi più o meno casuali di questi anni.

Area archeologica QuadraTO Torino Area archeologica QuadraTO Torino

Ed è stato uno di questi scavi, che, in pieno Quadrilatero Romano, ha rivelato una delle pochissime aree archeologiche visibili in città. Nel cortile di QuadraTO, in via delle Orfane 18, potete vedere infatti i resti di parte di un edificio pubblico di età imperiale. Protetto dalle intemperie da una leggera struttura in vetro e acciaio, il sito rivela diversi ambienti di forma più o meno rettangolare, affacciati su un cortile porticato, secondo quanto una colonna in laterizi farebbe pensare (nelle soglie di pietra si vedono le impronte di quelli che forse erano cancelli lignei di chiusura, vedi in alto, nell'ultima fotografia dell'articolo). L'apertura verso il cortile porticato ha fatto escludere agli archeologi che si tratti di una domus; l'ipotesi più diffusa è che l'edificio avesse un uso pubblico, forse commerciale.

Area archeologica QuadraTO Torino Area archeologica QuadraTO Torino

Uno degli ambienti più importanti, mostra un mosaico conservato quasi perfettamente: al centro, con tessere in vivace bianco e nero, si compone la figura del cacciatore Atteone, mentre viene sbranato dai suoi stessi cani, punito da Artemide per averla vista bagnarsi con il suo seguito femminile (la dea lo trasformò in cervo perché non potesse parlare a nessuno di quello che aveva visto, ma Atteone ebbe appena il tempo di rendersi conto della sua trasformazione: i suoi cani, non riconoscendolo, lo sbranarono).

Area archeologica QuadraTO Torino Area archeologica QuadraTO Torino

L'area archeologica è emozionante: si trova nel cortile di QuadraTO, edificio residenziale ricavato dal Gruppo Building nell'antico Convento di Sant'Agostino, circondato da palazzi di epoche diverse, quasi a sintetizzare la storia millenaria di Torino in un solo isolato. A pochi metri di distanza ci sono le mura romane che emergono dal Santuario della Consolata, poco lontano le Porte Palatine... c'è una Torino romana, a pochi metri di profondità ed è emozionante pensare a quanto potrebbe raccontarci. Della breve visita all'area archeologica di QuadraTO, un solo rimpianto: non ci sono pannelli informativi che raccontino i diversi ambienti ritrovati, le murature, i mosaici, le possibili destinazioni d'uso, i restauri. Speriamo vengano aggiunti, per fornire un quadro introduttivo a chi osserva questi preziosi spazi.


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