Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Nei Giardini Reali di Torino, riaperti al pubblico

I Giardini Reali sono stati recentemente riaperti al pubblico e a Torino è stato subito uno degli eventi culturali dell'anno. È la prima volta, da quando è iniziata la riorganizzazione di Palazzo Reale, Armeria Reale, Galleria Sabauda e Museo d'Antichità in una sola realtà museale, che ne sapesse leggere le identità specifiche all'interno di un unico complesso, ovvero i Musei Reali, che i Giardini possono essere visitati nella loro completezza. Si tratta del lato dei Giardini da viale dei Partigiani verso ovest, verso la Manica Nuova, che ospita oggi la Galleria Sabauda (il "peccato originale" che impedisce una visita a tutto il complesso e di leggere l'unicum che è stato è proprio la costruzione di viale dei Partigiani, che taglia in due i Giardini, ma pazienza, la stratificazione storica è anche questo).

Giardini Reali Torino Giardini Reali Torino

Già aperti al pubblico il Giardino Ducale, che fu voluto dal duca Emanuele Filiberto, e il Boschetto, in questi giorni è tornato visitabile anche il Giardino di Levante, che fu realizzato per volere di Carlo Emanuele II. Nel suo centro, fulcro di tutti gli assi visuali, la Fontana delle Nereidi e dei Tritoni, realizzata da Simone Martinez, nipote di Filippo Juvarra, secondo il sontuoso gusto del Settecento: una ninfa circondata di tritoni e creature acquatiche si eleva al centro della fontana, catturando tutti gli sguardi.

Dai Giardini di Levante, attraverso il Boschetto, si arriva alle mura di cinta, che definiscono i Giardini Reali alti, rispetto a quelli bassi; qui due padiglioni settecenteschi, il Bastione Verde e il Bastione di San Maurizio, raccontano anche come le mura siano state un elemento vivo della città, che si è sempre adeguato ai nuovi modi di fare la guerra, di assediare e di difendere le città. Il restauro ha liberato le mura di tutta la vegetazione invasiva e permette adesso di leggere la tessitura e i diversi strati che si sono aggiunti nel tempo. La passeggiata è bella e gradevole, anche nel caldo torrido di luglio: tutto è stato studiato perché i Giardini siano considerati dai torinesi e dai turisti un luogo di sosta e di incontro, per ammirare la bellezza, per godersi il fresco d'estate e il sole d'inverno. L'ombra, così apprezzata in questa stagione, è ovunque, persino intorno alla Fontana delle Nereidi e dei Tritoni; viene facile pensare alle nuove aree verdi come il Parco Dora o il Parco Mennea, private della maestosità di piante così alte, all'ombra delle quali leggere un libro, guardarsi intorno, farsi una chiacchierata con gli amici.

Giardini Reali Torino Giardini Reali Torino

Ma uno degli elementi d'attrazione di quest'apertura, oltre alla magnifica Fontana delle Nereidi e dei Tritoni, è la rampa elicoidale che dal Giardino Ducale portava ai Giardini bassi; veniva utilizzata per il trasporto dei vasi di agrumi fino alle Serre Reali, sistemate in corso Regina Margherita, e adesso è un emozionante monumento che racconta la vita quotidiana alla corte dei Savoia, aprendo spazi mai visitati prima.

Gli interventi di restauro prevedono anche una nuova illuminazione, che nelle sere d'estate vede la fontana barocca sfondo di nuovi eventi. Per Torino non solo il recupero di uno degli spazi più preziosi che ricordano il suo ruolo di capitale, ma anche un nuovo polo per eventi culturali di grande fascino.


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