Le cupole della chiesa di San Lorenzo e della Moschea di Córdoba, misteri di archi e luce

La chiesa di San Lorenzo custodisce una delle cupole più belle di Torino, la più bella, si potrebbe definire, insieme alla "sorella", la cupola della Cappella della Sindone, non a caso dello stesso architetto, Guarino Guarini. Di lei si sa tutto o quasi da un punto di vista statico, sono meno chiare le influenze culturali, che ispirarono il frate teatino: cosa gli ispirò l'idea di una cupola formata da otto archi intersecantisi, a formare una stella a otto punte e un ottagono su cui impostare la lanterna? Le influenze culturali sono una delle parti più interessanti dell'architettura, che non si limita a metterci un tetto sulla testa, ma è prodotto di idee, tradizioni, contaminazioni e racconta anche il modo di vivere e di pensare, i valori di una società.  La cupola della chiesa di San Lorenzo a Torino (sin), la cupola sul mihrab delal Mezquita di  Córdoba (des) entrambe le foto, da Wikipedia Una delle ispirazioni più chiare di San Lorenzo è la cupola della maqsura

Montagne à la carte: 95 pranzi con prodotti alpini nei ristoranti di Piemonte e Savoia

Ci sono legami che, parafrasando una celebre canzone, "fanno dei giri immensi e poi ritornano". Il Piemonte e la Savoia, per secoli sotto la stessa Corona, quella dei Savoia, poi separati per scelte politiche, ma mai persisi realmente di vista, e adesso ritrovatisi sotto lo stesso cielo europeo, per valorizzare quelle culture e quelle tradizioni comuni che la separazione politica non ha potuto cancellare. È questo il messaggio di fondo, che mi è assai piaciuto di Montagne à la carte, una delle azioni di Turismo del Gusto/Tourisme du Goût, il progetto ALCOTRA Interreg V France – Italie (2014-2020) di valorizzazione di un'identità storica, quella dei territori alpini tra le valli della Provincia di Torino, la Savoia e l'Alta Savoia.

Montagne a la carte Montagne a la carte

Tra luglio e settembre, 21 ristoranti delle Valli alpine torinesi e della Valle della Maurienne, offriranno pranzi a base dei prodotti tipici dei loro territori, ovvero formaggi stagionati, salumi, erbe alpine, patate di montagna, mais, miele... Il tutto innaffiato dai Vini della Strada Reale dei Vini Torinesi e della Savoia. Il format del pranzo prevede due fasce di prezzo, 25 o 35 euro e comprende tre portate, un calice di vino, acqua, caffè e coperto.

I ristoranti piemontesi sono: La Table Dlouz Amis, (Beaulard Oulx), Circolo Borgata Granero, (Perrero), Della Valle, (Coassolo Torinese), La Barrica, (Oulx), Gofree Ristorante Pizzeria, (Pragelato), Casa Pautasso, (San Secondo di Pinerolo), La Sosta, (Settimo Vittone), Cantine Meana, (Susa), Furnasa, (Usseglio), La Betulla, (Trana); i francesi: Auberge du Chaussy, (La Tour en Maurienne), Refuge l'Auberge de Bellecombe, (Val Cenis), Restaurant La Lodze, (Bessans), La Cabane, (Bonneval sur Arc), Body Go Bistro, (Modane), La P'tite Famille, (Modane), Refuge Lo Tsamou, (Val Cenis Bramans), Refuge de L'Orgere, (Villarodin Bourget), L'Auberge des Turins, (Saint Sorlin d'Arves), Le C2, (Val Cenis), Auberge des Etroits, (Valloire).

La manifestazione avrà anche un'appendice torinese d'autunno, con otto cene a base di prodotti di montagna sul Ristocolor, il tram ristorante della GTT. Trovate tutte le info per le prenotazioni, fatte direttamente ai ristoranti prescelti, su www.turismodelgusto.eu e sulla brochure blingue in distribuzione negli uffici di Turismo Torino e Provincia e in quelli del Turismo della Maurienne (nella brochure, anche il calendario delle aperture dei diversi ristoranti). Da parte mia ho assaggiato alcuni dei piatti presenti nei menù dei ristoranti, così da provare un menù di Montagne à la carte: insalata di farro con nocciole, toma di Lanzo e miele di castano, risotto alle erbe, tomino e mele croccanti, crema di ricotta ai frutti di bosco sono state le tre portate che Turismo Torino ha offerto ai giornalisti dopo la conferenza stampa. Le associazioni di sapori, i profumi (penso al risotto), la versatilità dei prodotti di montagna (penso alle tome e alle ricotte!) mostrano quanto questi gusti della buona tavola vadano valorizzati e (ri)scoperti dal turismo in ripresa dopo il lockdown.


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