Da youtube, il video di Kirsten Dirsen sulla Pra di Brëc di QOS Studio, a Locana

Kirsten Dirsen è tornata nelle valli alpine torinesi, alla scoperta di antichi edifici di montagna rinati a nuova vita. Dopo la Baita di Studioata , presenta nel suo canale di youtube (1,7 milioni di iscritti!) un bel progetto di ristrutturazione, realizzato a Locana, a poche decine di km da Torino. Qui la famiglia Laboroi ha voluto trasformare l'antica casa-fienile, che appartiene loro da ben quattro generazioni, in una casa per le vacanze, chiamata Pra di Brëc. Il progetto è stato affidato all'astigiano QOS Studio. Come spiega a Kirsten Davide Querio, geometra dello studio, l'edificio è stato liberato dall'intonaco aggiunto qualche decennio fa, per lasciare a vista i bei muri in pietra. Una scelta che ha restituito identità all'intera struttura: nel video si mostra il "prima" e "dopo" e si può apprezzare quanto la casa fosse stata resa anonima dall'intonaco e quanto invece adesso abbia una personalità coerente con il paesaggio circosta

Montagne à la carte: 95 pranzi con prodotti alpini nei ristoranti di Piemonte e Savoia

Ci sono legami che, parafrasando una celebre canzone, "fanno dei giri immensi e poi ritornano". Il Piemonte e la Savoia, per secoli sotto la stessa Corona, quella dei Savoia, poi separati per scelte politiche, ma mai persisi realmente di vista, e adesso ritrovatisi sotto lo stesso cielo europeo, per valorizzare quelle culture e quelle tradizioni comuni che la separazione politica non ha potuto cancellare. È questo il messaggio di fondo, che mi è assai piaciuto di Montagne à la carte, una delle azioni di Turismo del Gusto/Tourisme du Goût, il progetto ALCOTRA Interreg V France – Italie (2014-2020) di valorizzazione di un'identità storica, quella dei territori alpini tra le valli della Provincia di Torino, la Savoia e l'Alta Savoia.

Montagne a la carte Montagne a la carte

Tra luglio e settembre, 21 ristoranti delle Valli alpine torinesi e della Valle della Maurienne, offriranno pranzi a base dei prodotti tipici dei loro territori, ovvero formaggi stagionati, salumi, erbe alpine, patate di montagna, mais, miele... Il tutto innaffiato dai Vini della Strada Reale dei Vini Torinesi e della Savoia. Il format del pranzo prevede due fasce di prezzo, 25 o 35 euro e comprende tre portate, un calice di vino, acqua, caffè e coperto.

I ristoranti piemontesi sono: La Table Dlouz Amis, (Beaulard Oulx), Circolo Borgata Granero, (Perrero), Della Valle, (Coassolo Torinese), La Barrica, (Oulx), Gofree Ristorante Pizzeria, (Pragelato), Casa Pautasso, (San Secondo di Pinerolo), La Sosta, (Settimo Vittone), Cantine Meana, (Susa), Furnasa, (Usseglio), La Betulla, (Trana); i francesi: Auberge du Chaussy, (La Tour en Maurienne), Refuge l'Auberge de Bellecombe, (Val Cenis), Restaurant La Lodze, (Bessans), La Cabane, (Bonneval sur Arc), Body Go Bistro, (Modane), La P'tite Famille, (Modane), Refuge Lo Tsamou, (Val Cenis Bramans), Refuge de L'Orgere, (Villarodin Bourget), L'Auberge des Turins, (Saint Sorlin d'Arves), Le C2, (Val Cenis), Auberge des Etroits, (Valloire).

La manifestazione avrà anche un'appendice torinese d'autunno, con otto cene a base di prodotti di montagna sul Ristocolor, il tram ristorante della GTT. Trovate tutte le info per le prenotazioni, fatte direttamente ai ristoranti prescelti, su www.turismodelgusto.eu e sulla brochure blingue in distribuzione negli uffici di Turismo Torino e Provincia e in quelli del Turismo della Maurienne (nella brochure, anche il calendario delle aperture dei diversi ristoranti). Da parte mia ho assaggiato alcuni dei piatti presenti nei menù dei ristoranti, così da provare un menù di Montagne à la carte: insalata di farro con nocciole, toma di Lanzo e miele di castano, risotto alle erbe, tomino e mele croccanti, crema di ricotta ai frutti di bosco sono state le tre portate che Turismo Torino ha offerto ai giornalisti dopo la conferenza stampa. Le associazioni di sapori, i profumi (penso al risotto), la versatilità dei prodotti di montagna (penso alle tome e alle ricotte!) mostrano quanto questi gusti della buona tavola vadano valorizzati e (ri)scoperti dal turismo in ripresa dopo il lockdown.


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