Le cupole della chiesa di San Lorenzo e della Moschea di Córdoba, misteri di archi e luce

La chiesa di San Lorenzo custodisce una delle cupole più belle di Torino, la più bella, si potrebbe definire, insieme alla "sorella", la cupola della Cappella della Sindone, non a caso dello stesso architetto, Guarino Guarini. Di lei si sa tutto o quasi da un punto di vista statico, sono meno chiare le influenze culturali, che ispirarono il frate teatino: cosa gli ispirò l'idea di una cupola formata da otto archi intersecantisi, a formare una stella a otto punte e un ottagono su cui impostare la lanterna? Le influenze culturali sono una delle parti più interessanti dell'architettura, che non si limita a metterci un tetto sulla testa, ma è prodotto di idee, tradizioni, contaminazioni e racconta anche il modo di vivere e di pensare, i valori di una società.  La cupola della chiesa di San Lorenzo a Torino (sin), la cupola sul mihrab delal Mezquita di  Córdoba (des) entrambe le foto, da Wikipedia Una delle ispirazioni più chiare di San Lorenzo è la cupola della maqsura

I Tesori del Marchesato di Saluzzo, mostra per la candidata a Capitale della Cultura 2024

Saluzzo è una delle cittadine piemontesi da non perdere di vista nel futuro prossimo. Dopo il bel lavoro fatto per valorizzare la sua storia di antica capitale dell'omonimo Marchesato e il suo legame con il territorio, ha presentato la sua candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2024. Una candidatura sostenuta con entusiasmo dagli enti e dalle aziende locali e appoggiata dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Cuneo; una candidatura che rimette al centro un territorio, quello delle Terre del Monviso, fatto di antichi saperi, di moderne tecnologie, di riconquista delle valli, di valorizzazione di itinerari, di sapori e di castelli. Sarà un piacere seguire il cammino di questa candidatura, perché Saluzzo ha tutte le carte in regola per meritarsi l'attenzione dell'Italia, quale che sia il risultato finale.

Saluzzo Tesori del Marchesato di Saluzzo

Nel suo percorso di riscoperta del proprio passato, ha restaurato alcuni dei monumenti più importanti del suo centro storico dando loro una nuova vita culturale, si pensi soprattutto alla Castiglia, l'antica residenza da cui i Marchesi dominavano la loro capitale, la pianura, fino alla collina di Torino, e l'ingresso alle valli alpine. E adesso la Castiglia è spesso sede di mostre importanti, che valgono il viaggio da Torino. Qualche giorno fa, per esempio, è stata inaugurata Tesori del Marchesato di Saluzzo – Arte, storia e cultura tra Medioevo e Rinascimento, che sarà aperta fino al 31 ottobre 2021 e ha tre sedi: il Monastero della Stella, Casa Cavassa e la Castiglia. "Un tuffo nell'arte, nella storia e nella cultura tra Medioevo e Rinascimento del Saluzzese" l'ha definita Marco Galateri di Genola, presidente della Fondazione Artea, che la mostra ha fortemente voluto, sviluppandola con la collaborazione di Comune di Saluzzo, Fondazione Torino Musei, Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo, e con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo e il contributo di Fondazione CRC, Fondazione CRT,con la partecipazione della Diocesi di Saluzzoe della Consulta BCE Piemonte, con il patrocinio dell'Università degli Studi di Torino, sponsor Sedamyl.

Il Marchesato di Saluzzo è stato terra di confine nel transito tra Medioevo e Rinascimento: aveva stretti rapporti con la vicina Francia, grazie alle sue valli, e questo gli permise non solo di essere in contatto con i movimenti culturali, letterari e artistici del Nord Europa, ma di agire come filtro per il loro arrivo alla grande pianura e all'Italia. La sua particolare posizione geografica ha permesso lo sviluppo di una cultura che ha lasciato un inedito patrimonio artistico e culturale, poco conosciuto al di fuori dei confini storici del Marchesato. Per questo la mostra, che propone preziose testimonianze artistiche di quell'epoca: dalle opere su tavola alla produzione ad affresco di Hans Clemer, il Maestro d'Elva, e delle principali maestranze attive sul territorio come la famiglia Pocapaglia, Giovanni Baleisono, la bottega dei Biazaci. "In mostra anche materiali lapidei provenienti da architetture del territorio e esemplari di oreficeria, per quanto riguarda invece le arti suntuarie,che permetteranno di contestualizzare modi e linguaggi dell'epoca. Il progetto espositivo dal centro di Saluzzo entrerà poi in dialogo con il territorio marchionale coinvolgendo anche il Castello della Manta, l'Abbazia di Santa Maria di Staffarda, la Cappella Marchionale di Revello, i Castelli Tapparelli d'Azeglio di Lagnasco e preziose testimonianze disseminate nelle valli del Monviso" racconta il comunicato stampa, sottolineando come Saluzzo mantenga vivo il legame con il suo territorio storico. Una cittadina da non perdere di vista nel futuro prossimo, già detto.

Tesori del Marchesato di Saluzzo – Arte, storia e cultura tra Medioevo e Rinascimento è aperta fno al 31 ottobre 2021, al Monastero della Stella (piazzetta della Trinità 4), a Casa Cavassa (via San Giovanni 5)e alla Castiglia (piazza Castello 1). Gli orari d'apertura sono venerdì-sabato ore 10-13 e 14-18; domenica e festivi ore 10-13 e 14-19. Il biglietto costa 12 euro, ridotto 9 euro.


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