Incontri da non perdere, al Festival del Classico

Libertà e Schiavitù è il tema del Festival del Classico, a Torino dal 2 al 5 dicembre 2021, al Circolo dei Lettori, in via Bogino 9, e in diverse altre sedi sparse per la città. Alla sua quarta edizione, la manifestazione, che usa il pensiero degli antichi per analizzare i fenomeni del presente, offrirà oltre 40 incontri "tra lezioni magistrali, letture, dialoghi, dispute dialettiche e seminari, per riflettere su antiche e nuove disuguaglianze, per mettere a confronto le libertà degli antichi e dei moderni, per dare voce ai classici" anticipa il comunicato stampa. Consideriamo la schiavitù una realtà del mondo antico, quando gli sconfitti diventavano schiavi dei vincitori, quando i padroni avevano potere di vita e di morte sui propri schiavi, avendo il potere di venderli al miglior offerente o di regalare loro la libertà. "La schiavitù nel mondo occidentale è sempre esistita? È ancora presente, al giorno d'oggi, sotto nuove forme? Qual è il risultato della globalizz

A pranzo al ristorante San Giors: l'estate incontra la tradizione piemontese

Una caldissima giornata di giugno e un appuntamento per pranzo al San Giors, con Irene Prandi e Alessandra Giovanile. Per arrivarci (è in ia Borgo Dora 3a), le strade silenziose e pittoresche di Borgo Dora, quartiere dai profumi e dai volti multietnici e dalle curve insolite per una città squadrata come Torino. C'è una bella forza all'essere così solidamente piemontesi in un'area che esprime il Balon, l'Arsenale della Pace, la Scuola Holden e l'incontro di tante culture d'Europa e del mondo, penso, mentre attraverso il quartiere.

Ristorante San Giors Torino Ristorante San Giors Torino

Volevo andare al San Giors da molto tempo: seguo su Instagram lo chef Paolo Ribotto e mi hanno sempre incuriosito i suoi piatti, attenti alla tradizione con inquietudini contemporanee, e da molto più tempo seguo Simona Vlaic, la proprietaria del ristorante-hotel, la cui nuova avventura, avendo lei un passato da architetta, mi ha sempre affascinato. Quindi, appena ho visto la carpionata sull'Instagram di Ribotto, ho proposto un pranzo a Irene e Alessandra. E torniamo così alla caldissima giornata di giugno e al nostro tavolo, vicinissimo a una finestra aperta e ai suoi fiori colorati, per non sentire il calore.

Cosa provare nel menù del San Giors, così ricco di proposte legate alla tradizione piemontese? Il benvenuto è un promettente bignè con crema di formaggio ai tre latti con foglie di menta. Poi tocca scegliere e decidiamo di prendere ognuna un piatto diverso per provare il più possibile. Da buona cultrice delle acciughe al bagnetto verde, ho iniziato con questo storico antipasto, qui declinato in tre bagnetti: verde, rosso e nocciole Piemonte; non conoscevo il bagnetto di nocciole e, sarà la novità, ma è quello che mi è piaciuto di più, così morbido e delicato, accanto alle sue acciughe. Alessandra ha scelto un piatto fuori menù, un'insalata tiepida di faraona con mirtilli e salsa di mirtilli, fresco ed estivo, nella sua consistenza leggera.

Ristorante San Giors Torino Ristorante San Giors Torino

Irene si è diretta verso le carni, prima con un piatto di Tajarin 30 tuorli fatti in casa con ragù di salsiccia di Bra, crema di porri fermentati e toma del lait brusc (che crema buonissima!), e con uno dei piatti forti di questo pranzo, ovvero il crudo di vitello del San Giors, composto da tartare con tuorlo d'uovo marinato grattugiato, salsiccia di Bra con crema di nocciole Piemonte IGP, albese con sedano, grana padano e tartufo nero, rotolini di carpaccio ripieni. Una delizia che è solo da provare, perché non ci sono tante parole per descriverla; posso solo dire che la cucina tradizionale piemontese andrebbe di tanto in tanto riassaggiata, in posti come il San Giors, per riscoprirne tutta la ricchezza, il fascino, la consistenza.

Ristorante San Giors Torino Ristorante San Giors Torino

L'altro grande piatto per cui tornerei al San Giors prima della fine dell'estate (i menù sono basati ovviamente sui prodotti stagionali) è la carpionata, che, vista su Instagram, mi ha immediatamente attirato. E provata a tavola non mi ha affatto deluso, anzi, che scoperta! È composta da ben nove pezzi diversi (milanese di vitello, milanese di pollo, polpetta di bollito, capitone, trota, alici, uovo, zucchine e asparagi) e i fritti hanno diverse pastelle, così da sottolineare le loro differenze, l'aceto fa sentire la sua presenza delicatamente e quello che più colpisce, alla fine, è proprio la delicatezza di un piatto così possente e solido. Insieme al crudo di vitello vale il ritorno al San Giors.

Alla fine del pranzo, Simona Vlaic ci ha accompagnato in un piccolo tour tra le sale del ristorante e in alcune stanze dell'hotel, che sorprendono con l'arte contemporanea, ma questo merita un altro articolo.


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