Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Al Festival del Giornalismo Alimentare, tra lavoro e divertimento

Torno a Rotta su Torino dopo una settimana di sospensione, tutta dedicata al Festival del Giornalismo Alimentare; ho collaborato alla comunicazione social e ai contenuti del sito ed è stata una bellissima esperienza.

Festival del Giornalismo Alimentare 2021 Festival del Giornalismo Alimentare 2021

Il Festival è stato una delle prime manifestazioni torinesi in presenza, in quest'autunno che tutti sogniamo di ripresa della socializzazione e degli incontri. Al Circolo dei Lettori, tanti i limiti imposti, a cui uno non penserebbe mai, per garantire la sicurezza delle persone in spazi chiusi (e per la prima volta ho potuto toccare con mano le difficoltà della Cultura, che si trova a gestire norme strettissime per la capienza delle sale... cosa non dev'essere gestire un cinema o un teatro, con capienze ridotte, mascherine, distanze anche negli spazi comuni). Sono settimane che ammiro la pazienza di chi ha organizzato il Festival e di chi, come il Circolo dei Lettori, lavora dovendo garantire la sicurezza del proprio personale e dei visitatori.

Come sempre, però, quando si tratta di lavori di comunicazione, io mi sono soprattutto divertita. In realtà non concepisco questo lavoro senza passione e senza divertimento. Viziata forse dal fatto di non avere particolari problemi e di poter mangiare di tutto, non ho mai dato molta importanza al cibo; mi sono sempre limitata al mi piace (quasi tutto, compreso il cibo-spazzatura), non mi piace (trippa e fegato in primis) magari incuriosita da associazioni di nuovi sapori e nuovi ingredienti, ma senza mai approfondire più del necessario. Rotta su Torino, che segue un po' i miei interessi, è una prova di questo: lo spazio per il cibo è limitato ed è quasi sempre dedicato a storie di aziende o persone che vi lavorano e che mi sono piaciute o a ristoranti frequentati con amici.

Il Festival mi ha fatto scoprire come raccontare ciò che mangiamo sia estremamente complesso; per lavoro ho seguito due panel legati alle malattie delle piante e mi si è aperto un mondo, quello della ricerca, che ho sempre legato più che altro alla medicina e alle tecnologie e che invece lavora anche per rendere le piante sempre più resistenti, in modo che possano affrontare il cambio climatico, la globalizzazione dei mercati, l'arrivo di "nemici" inaspettati che gli stessi viaggi degli esseri umani portano. Storie nuove di passioni e di avanguardie tutte da scoprire e da raccontare e in cui Torino è presente con la sua Università (i giornali dovrebbero aprirsi a questo, invece di "eh, ma ai lettori non interessa!" perché sono sicura che i lettori siano molto meglio di come le redazioni li immaginano... ma qui entriamo in altri discorsi, altrettanto complessi, sulle risorse sempre più limitate a disposizione dei media, cartacei e digitali). Storie che ci riguardano da vicino, perché strettamente legate a quello che mangiamo.

Mi sono divertita perché ho lavorato con un team che in parte conoscevo già, proprio grazie a Rotta su Torino, e che mi ha accolto e fatto sentire parte del gruppo sin da subito. Occuparsi dei social durante un Festival è divertente, ma anche un po' delirante, per tutte le cose che accadono, per l'ordine che va un po' a farsi benedire, per le improvvisazioni che ogni evento si porta inevitabilmente con sé (e non sarebbe bello non fosse così). Penso che la cosa bella sia anche il fatto che esce sempre fuori lo spirito giornalistico, soprattutto su twitter; viene naturale pensare "questa è una notizia!", "questo è interessante!", "wow, questo è già da solo un tweet!", c'è questa forma di eccitazione e di divertimento, che, nonostante ci siano mille cose da gestire contemporaneamente rende sempre affascinante e divertente il momento (ma che non duri più di pochi giorni!).

Una delle cose che mi piacciono di più della comunicazione è che non solo "comunichi", ma "impari". Dal Festival del Giornalismo Alimentare ho imparato tantissime cose, mi si sono aperti nuovi mondi sul tema dell'alimentazione, ho respirato la grande passione di chi se ne occupa (i ricercatori! che passione nelle loro parole e nel desiderio di condividere e che le loro scoperte arrivino al pubblico!), ho visto la complessità dell'organizzazione di un evento del genere, anche solo nella scelta degli argomenti da trattare (il Festival ha parlato dei nuovi territori dell'alimentazione, ma anche del rapporto tra scienza e comunicazione, del ruolo del giornalismo, che deve diventare punto di riferimento per un'informazione corretta, anche quando il pubblico tende a seguire di più i gesti, sbagliati in termini di sicurezza alimentare, di qualche star delle trasmissioni tv). Ho imparato nuove cose anche nella gestione dei social (e per questo devo dire grazie, grazie, grazie a Sara Perro, la responsabile dei social, calmissima e sempre padrona della situazione). Adesso si torna a Rotta su Torino e a suoi articoli, tante sono le cose da raccontare in quest'autunno appena iniziato!


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