Tre visite tematiche a Villa della Regina

Tre visite tematiche a Villa della Regina con Federico Fontana, direttore dei lavori di restauro che hanno riportato a nuova vita questa residenza sabauda adagiata sulla collina e con vista invidiabile su Torino. Un'occasione speciale per scoprire come sono stati valorizzati non solo l'edificio, ma anche il parco, i giardini, la vigna, i padiglioni barocchi. L'architetto Fontana, spiega il comunicato stampa, "conduce i visitatori alla scoperta dei giardini e del parco focalizzando l’attenzione sugli aspetti peculiari dell'intero complesso: la composizione e il significato simbolico del Teatro delle acque, che si sviluppa dallo spazio semicircolare del Cortile d'onore, o Esedra, fino al Belvedere Superiore; la destinazione agricola di parte del parco della Villa, analizzandone gli usi originari e attuali attraverso curiosità storiche e botaniche; le trasformazioni del complesso avvenute nel corso dell'Ottocento, dopo l'occupazione francese, per arriva

Pietre preziose, dalla Cappella della Sindone ai Giardini Reali

Una delle sorprese più belle della mia estate torinese sono stati i Giardini Reali, riaperti al pubblico durante la bella stagione. Li ho molto amati, perché il loro restauro è stato pensato per accogliere il pubblico; per me è stato immediato il paragone con i nuovi parchi torinesi, Dora e Mennea in primis, dove panchine dalle forme strane (e quasi sempre senza schienale!) e alberelli dalle chiome non foltissime sono piuttosto respingenti sotto il sole di agosto, quando si è alla ricerca del fresco e del riparo dal sole. Nei Giardini Reali, invece, c'è l'invito a restare, per essere parte della Bellezza che descrivono.


In uno degli ombrosi incroci del Boschetto, dove viene vogia di rimanere anche per leggere un bel libro, c'è un'opera d'arte che mi ha molto colpito, Pietre Preziose di Giulio Paolini. Durante una delle passeggiate che la Direttrice dei Musei Reali Enrica Pagella fece con i cittadini nei Giardini Reali, per farli conoscere e raccontare i suoi progetti, si parlò della convivenza di opere d'arte originarie con opere d'arte contemporanee, così da offrire una sorta di vita continua, non cristallizzata, a questi magnifici spazi. In questo sono molto torinese, mi rendo conto, e accolgo sempre con una certa diffidenza proposte di commistioni tra contemporaneo e passato in aree storiche, prima di vedere e decidere se diventare appassionata sostenitrice del risultato.

Ma Pietre Preziose è un'opera contemporanea diversa, preziosa, perché realizzata con alcuni frammenti della Cappella della Sindone incendiata; sono elementi d'architettura riconoscibili e sparsi, quasi gettati in disordine, dai quali emerge una figura umana, che osserva, pensa, scrive. L'effetto è suggestivo, perché il legame tra presente e passato è evidente, così come la nuova vita dei resti della Cappella di Guarino Guarini: hanno perso la loro funzione originaria, sono diventati parte del bello dei Giardini, come un cerchio che si chiude. Un intervento contemporaneo che ha un senso è che è quasi commovente nel suo significato.


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