Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Pietre preziose, dalla Cappella della Sindone ai Giardini Reali

Una delle sorprese più belle della mia estate torinese sono stati i Giardini Reali, riaperti al pubblico durante la bella stagione. Li ho molto amati, perché il loro restauro è stato pensato per accogliere il pubblico; per me è stato immediato il paragone con i nuovi parchi torinesi, Dora e Mennea in primis, dove panchine dalle forme strane (e quasi sempre senza schienale!) e alberelli dalle chiome non foltissime sono piuttosto respingenti sotto il sole di agosto, quando si è alla ricerca del fresco e del riparo dal sole. Nei Giardini Reali, invece, c'è l'invito a restare, per essere parte della Bellezza che descrivono.


In uno degli ombrosi incroci del Boschetto, dove viene vogia di rimanere anche per leggere un bel libro, c'è un'opera d'arte che mi ha molto colpito, Pietre Preziose di Giulio Paolini. Durante una delle passeggiate che la Direttrice dei Musei Reali Enrica Pagella fece con i cittadini nei Giardini Reali, per farli conoscere e raccontare i suoi progetti, si parlò della convivenza di opere d'arte originarie con opere d'arte contemporanee, così da offrire una sorta di vita continua, non cristallizzata, a questi magnifici spazi. In questo sono molto torinese, mi rendo conto, e accolgo sempre con una certa diffidenza proposte di commistioni tra contemporaneo e passato in aree storiche, prima di vedere e decidere se diventare appassionata sostenitrice del risultato.

Ma Pietre Preziose è un'opera contemporanea diversa, preziosa, perché realizzata con alcuni frammenti della Cappella della Sindone incendiata; sono elementi d'architettura riconoscibili e sparsi, quasi gettati in disordine, dai quali emerge una figura umana, che osserva, pensa, scrive. L'effetto è suggestivo, perché il legame tra presente e passato è evidente, così come la nuova vita dei resti della Cappella di Guarino Guarini: hanno perso la loro funzione originaria, sono diventati parte del bello dei Giardini, come un cerchio che si chiude. Un intervento contemporaneo che ha un senso è che è quasi commovente nel suo significato.


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