Incontri da non perdere, al Festival del Classico

Libertà e Schiavitù è il tema del Festival del Classico, a Torino dal 2 al 5 dicembre 2021, al Circolo dei Lettori, in via Bogino 9, e in diverse altre sedi sparse per la città. Alla sua quarta edizione, la manifestazione, che usa il pensiero degli antichi per analizzare i fenomeni del presente, offrirà oltre 40 incontri "tra lezioni magistrali, letture, dialoghi, dispute dialettiche e seminari, per riflettere su antiche e nuove disuguaglianze, per mettere a confronto le libertà degli antichi e dei moderni, per dare voce ai classici" anticipa il comunicato stampa. Consideriamo la schiavitù una realtà del mondo antico, quando gli sconfitti diventavano schiavi dei vincitori, quando i padroni avevano potere di vita e di morte sui propri schiavi, avendo il potere di venderli al miglior offerente o di regalare loro la libertà. "La schiavitù nel mondo occidentale è sempre esistita? È ancora presente, al giorno d'oggi, sotto nuove forme? Qual è il risultato della globalizz

Il Festival Internazionale dell'Economia a Torino. Tema 2022, Merito, diversità, giustizia sociale

Il 2022 si preannuncia come un anno bello carico per Torino, che torna a essere città di eventi e di culture. Dopo le serate dell'Eurovision Film Festival, l'evento non sportivo più seguito in Europa, arriva in tutt'altro genere, il Festival dell'Economia, la più importante manifestazione divulgativa italiana dedicata all'economia e ai suoi dintorni. Ospitata da Trento per sedici anni, dopo il divorzio, non esente da polemiche, con le autorità locali, approda sulle rive del Po in vesti rinnovate. Si chiamerà infatti Festival Internazionale dell'Economia, manterrà le tradizionali date trentine, quindi dal 2 al 5 giugno 2022 (Ponte della Festa della Repubblica, quante cose potrebbero costruirsi intorno!) e avrà gli stessi organizzatori, Laterza, con il direttore scientifico Tito Boeri e il coordinatore del Comitato editoriale Innocenzo Cipolletta, coadiuvati dalle istituzioni torinesi. Come già per l'Eurovision, Torino è stata la prima città a candidarsi per raccogliere l'eredità di Trento (alla fine, sono state circa una ventina di candidate); a lanciare la proposta, lo scorso settembre, il quotidiano La Stampa, con adesione immediata di Compagnia di San Paolo, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Camera di Commercio, Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino e Collegio Carlo Alberto, oltre che di Regione Piemonte e degli allora candidati sindaci della città.


Raggiunto l'accordo, Laterza ha annunciato che saranno cinque anni di Festival dell'Economia a Torino, dunque tutto il tempo di diventare una manifestazione legata alla città, con una progettazione a lungo termine e di respiro internazionale. "È stata una scelta difficile, abbiamo dovuto dire dei no pesanti perché tra le città candidate c'erano in campo autentiche corazzate, ma alla fine sono molto contento: Torino è forse una città meno identitaria di altre che si erano proposte, ma offre grandi vantaggi: è facilmente raggiungibile, è fuori dalla politica... Mi ha convinto però soprattutto la grande partecipazione che ho visto pochi giorni fa al Salone del Libro: una città positiva, vivace, che reagisce alle difficoltà. E poi, vista la reazione corale delle istituzioni torinesi, nessuno potrà 'intestarsi' politicamente il festival: la Regione, per dire, è governata dal centrodestra" ha detto Giuseppe Laterza all'Huffington Post

Tema della prima edizione torinese, Merito, diversità, giustizia sociale. "La crisi del Covid ci ha restituito un mondo più diseguale e soprattutto diversamente disuguale. Nuove forme di disuguaglianza si sono sovrapposte a quelle già esistenti. Ai divari di reddito si sono aggiunti i divari nello stato di salute e nelle condizioni abitative (sempre più rilevanti nel condizionare il proprio successo nel mercato del lavoro). Si tratta di disuguaglianze che hanno spesso ben poco a che vedere col merito individuale, che sono legate a diverse condizioni di partenza oppure alla fortuna" ha spiegato Laterza nel comunicato con cui ha annunciato Torino come nuova sede "In che misura l'uscita dalla pandemia può riassorbire queste disuguaglianze o, quantomeno, allinearle maggiormente al merito individuale anziché al fato? Riconoscere che all'origine di alcune disuguaglianze ci sono anche livelli di impegno diversi, performance individuali differenti, può ridurre il senso di ingiustizia che molte persone nutrono nei confronti di società così disuguali? Le discriminazioni di genere e quella etnica rimangono un tratto importante dietro a molte disuguaglianze. Le si combatte anche con la discriminazione positiva che vuole attribuire più opportunità a chi è stato storicamente svantaggiato nella propria carriera lavorativa. Gli sforzi messi in campo sono sufficienti? E quali sono le difficoltà nello stabilire in che misura e per quanto tempo quote che premino gruppi storicamente poco rappresentati vadano mantenute?" Temi importanti e complessi, che il Festival Internazionale dell'Economia 2022 affronterà "con relatori provenienti da tutto il mondo, in particolare dalle più prestigiose università dell'Europa e degli Stati Uniti. I relatori del Festival internazionale dell'economia non saranno solo economisti, ma anche sociologi e storici, giuristi e filosofi, in generale ricercatori impegnati in diverse discipline, protagonisti delle ricerche più avanzate sul tema. Al tempo stesso, il Festival avrà quella caratteristica di divulgazione informale e rigorosa con cui Laterza e Boeri hanno portato l'economia in piazza, consentendone la fruizione a un grande pubblico".

Un 2022 con nuovi eventi che proiettano Torino sulla scena internazionale in settori così diversi come lo spettacolo (Eurovision), l'economia (il Festival dell'Economia), lo sport (ATP Finals), con una base Ryanair che non è stata ancora promossa a livello nazionale e internazionale; le occasioni e gli eventi ci sono, bisogna promuoverli, oltre che organizzarli bene.


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