Incontri da non perdere, al Festival del Classico

Libertà e Schiavitù è il tema del Festival del Classico, a Torino dal 2 al 5 dicembre 2021, al Circolo dei Lettori, in via Bogino 9, e in diverse altre sedi sparse per la città. Alla sua quarta edizione, la manifestazione, che usa il pensiero degli antichi per analizzare i fenomeni del presente, offrirà oltre 40 incontri "tra lezioni magistrali, letture, dialoghi, dispute dialettiche e seminari, per riflettere su antiche e nuove disuguaglianze, per mettere a confronto le libertà degli antichi e dei moderni, per dare voce ai classici" anticipa il comunicato stampa. Consideriamo la schiavitù una realtà del mondo antico, quando gli sconfitti diventavano schiavi dei vincitori, quando i padroni avevano potere di vita e di morte sui propri schiavi, avendo il potere di venderli al miglior offerente o di regalare loro la libertà. "La schiavitù nel mondo occidentale è sempre esistita? È ancora presente, al giorno d'oggi, sotto nuove forme? Qual è il risultato della globalizz

Un menù autunnale a filiera cortissima e autoprodotta, la svolta di Affini

Un menù autunnale che è risultato di un progetto bello e ambizioso, pensato avendo l'Agenda 2030 dell'ONU come direzione. Il Gruppo Affini svolta verso il controllo della filiera produttiva, sempre più corta, così da rispondere in modo concreto alle esigenze di sostenibilità, più urgenti da dopo il lockdown. Da Green Pea, dove il suo terzo locale (gli altri due sono a San Salvario ea Porta Palazzo) sta per festeggiare un anno di apertura, Davide Pinto spiega come il periodo di chiusura sia stato utilizzato per lo studio e le sperimentazioni: "Il delivery ci ha annoiato subito, sapevamo che non era la nostra soluzione" ha spiegato. Così, durante la pausa delle attività, insieme al suo team, (l'aromatiere e distillatore Alfedo La Cava e il bar manager Michele Marzella in primis), si è dedicato alla ricerca di nuovi metodi di produzione, con cui sono arrivate anche nuove collaborazioni.

Artigiani Gentili da Affini Artigiani Gentili da Affini

Artigiani Gentili, questo il nome del progetto, ha una parte legata alle bevande e una al cibo, entrambe basate su due concetti chiave, l'autoproduzione e la filiera cortissima. Tutte le bevande sono autoprodotte, in base al reale consumo, senza eccedenze e scarti, attraverso un lavoro di ricerca delle materie prime, provenienti da filiera controllata, e di sperimentazione con La Cava e Marzella. "Gli unici coloranti utilizzati sono quelli naturali, come il carcadè, la spirulina e la lattuga, mentre le bottiglie sono totalmente riciclabili a cominciare dal vetro, hanno il tappo in legno, l'etichetta di carta e sono prive delle capsule in plastica" ha spiegato Pinto. Presto nella carta dei locali Affini la prima linea di mono varietali, come il liquore al rosmarino, alla lavanda, al sambuco, alla rosa canina, provenienti da una filiera di raccolta diretta delle erbe, e i primi prodotti BTR (bitter) e APR (aperitivo) che oggi sono monopolio delle grandi multinazionali e che per la prima volta saranno realizzati totalmente privi di coloranti da una realtà artigianale.

Artigiani Gentili da Affini Artigiani Gentili da Affini

E poi c'è la parte food. Il menù autunnale che abbiamo assaggiato durante la presentazione del progetto, non solo è buono e ricco di proposte, ma si basa su ingredienti autoprodotti o realizzati da produttori dell'Alta Val Sangone, secondo criteri di sostenibilità. Una delle cose che mi hanno divertito è la foglia di basilico che decora alcuni piatti presentati: è stata prodotta in loco, nei giardini di Green Pea, a centimetro zero, praticamente, e a testimoniare l'impegno per una produzione sostenibile e direttamente controllata. Durante il lockdown, Pinto e il suo team si sono appassionati alla produzione del latte e da lì è nato l'interesse per i formaggi. Conclusione: i tomini assaggiati, frutto di diverse sperimentazioni, sono una produzione Affini e con la deliziosa salsa verde (senza acciughe, il menù ha tendenze vegetariane) sono davvero buoni; da citare, serviti con loro, anche la caponatina di verdure con seitan, che profuma il piatto insieme allo zenzero, in un contenitore di vetro. Anche la crema di ricotta che accompagna i Green Plin è una produzione di Artigiani Gentili, così come lo è il miele di castagno in cui sono state cucinate per tre ore le carote del secondo piatto (una delle sorprese più belle per la loro dolcezza e un gradevole retrogusto amaro, sul finale). Un secondo piatto che ha unito il polpo cotto a bassa temperatura, morbidissimo, e le carote, per un contrasto di sapori che non è nella carta, ma è risultato gradevole (ad accompagnare il piatto, le cialde di riso, che si mangiano come patatine e peccato siano già finite). A chiudere il menù, l'insolito gelato alla robiola di capra (ebbene sì, sono una ragazza classica, il gelato è alla frutta o alle creme, ma questo, dopo il primo impatto è curiosamente buono), con scaglie di cioccolato fondente e crumble di meliga.

Artigiani Gentili da Affini Artigiani Gentili da Affini

Un pranzo decisamente interessante, accompagnato dalle bevande alcoliche di Affini, quella che mi è piaciuta di più è il Wizard Spritz, dal gusto e dalla gradazione davvero gradevoli anche per chi non beve alcol, come me; ideologicamente ho invece molto apprezzato il Turin Gin Tonic, prodotto con erbe delle valli alpine e del sud italiano, a realizzare anche nella mixology quel melting pot, che identifica ormai Torino e a cui Davide Pinto è molto legato (vedi la bella intervista che mi aveva rilasciato per TorineSI); per me era piuttosto forte, ma di sicuro sarà gradito a chi ama le bevande alcoliche, da provare.

È un periodo che Torino mi sta proponendo come un fil rouge tra le sue personalità visionarie, che si impegnano per studiare nuovi orizzonti, spinte dalla curiosità e dalla passione. E mi piace l'idea di continuare a seguire questa direzione. I prodotti di Artigiani Gentili arriveranno nei locali di Affini dopo il debutto a Tuttofood, a Milano fino al 26 ottobre. Hanno una filosofia ambiziosa, parlano di passione, curiosità, amore per il territorio, per la tavola e la convivialità, sono buoni e tutti da gustare. Sempre pensato che il posto imperdibile di Green Pea sia 100 Vini e Affini (che cura pure i tavolini nella mini Oasi Zegna, cosa chiedere di più).


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