Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

14 anni di Reggia di Venaria con l'Igloo e il cervo di Mario Merz

Tra le diverse iniziative che celebrano i 14 anni dall'apertura della Reggia di Venaria Reale e il ritorno a una certa normalità, c'è questo nuovo dialogo tra architettura barocca e arte contemporanea, che è un po' uno dei leit motiv cari alla Residenza sabauda. Nella Corte d'Onore, fino al 30 marzo 2022, ci sarà una delle sculture più emblematiche di Mario Merz, l'Igloo. È stata collocata al centro della Fontana del Cervo ed è perfettamente in tema sia con la fontana che con la Reggia, avendo sulla propria sommità la maestosa figura di un cervo.

Mario Merz Reggia di Venaria Mario Merz Reggia di Venaria
Senza titolo, 1998 è l'Igloo di Mario Merz alla Reggia di Venaria Reale - Foto di Reato Ghiazza

Chiamata Senza titolo, 1998, l'opera appartiene alla serie dedicata dall'artista svizzero agli igloo, in cui, spiega il comunicato stampa, convivono "il contemporaneo e l'arcaico, in una circolarità dove il tempo è sospeso. Definito da Merz con un'ampia varietà di termini - tra cui capanna, cupola, tenda, ventre, cranio, terra - l'igloo materializza un'architettura primordiale in dialogo con la complessità del contesto sociale e industriale della seconda metà del Novecento". Nella sua forma semisferica, l'igloo include elementi della realtà naturale e di quella urbana, diventando una sorta di confine e di definizione dello spazio, interno ed esterno.

La presenza del cervo, fortemente evocativa nel contesto della Reggia di Venaria Reale, "rende omaggio al tema ricorrente degli animali, preistorici o terribili, che entrano così a far parte anche del vocabolario degli igloo, accrescendone la dimensione arcaica e primitiva". La particolarità di questa scultura è il numero di Fibonacci, 10946, posto su uno dei fianchi dell'animale, che si illumina di notte ed evoca il forte legame dell'artista con questa numerazione, a lungo sua Luce d'Artista della Mole Antonelliana.

L'Igloo di Mario Merz sarà in Corte d'Onore fino al 30 marzo, potrà essere visitato nell'orario di apertura della Reggia (martedì-venerdì ore 9.30-17, sabato-domentica-festivi ore 9.30-18.30, chiuso lunedì) ed è compreso in tutti i biglietti con cui si entra nella residenza (Reggia, Mostre, Giardini). Tutte le info su lavenaria.it.


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