Incontri da non perdere, al Festival del Classico

Libertà e Schiavitù è il tema del Festival del Classico, a Torino dal 2 al 5 dicembre 2021, al Circolo dei Lettori, in via Bogino 9, e in diverse altre sedi sparse per la città. Alla sua quarta edizione, la manifestazione, che usa il pensiero degli antichi per analizzare i fenomeni del presente, offrirà oltre 40 incontri "tra lezioni magistrali, letture, dialoghi, dispute dialettiche e seminari, per riflettere su antiche e nuove disuguaglianze, per mettere a confronto le libertà degli antichi e dei moderni, per dare voce ai classici" anticipa il comunicato stampa. Consideriamo la schiavitù una realtà del mondo antico, quando gli sconfitti diventavano schiavi dei vincitori, quando i padroni avevano potere di vita e di morte sui propri schiavi, avendo il potere di venderli al miglior offerente o di regalare loro la libertà. "La schiavitù nel mondo occidentale è sempre esistita? È ancora presente, al giorno d'oggi, sotto nuove forme? Qual è il risultato della globalizz

Il Teatro Romano di Torino, restaurato e visitabile, grazie a sottili passerelle

Una delle cose belle che gli ultimi mesi hanno restituito a Torino è il Teatro Romano. Se ne parla poco, forse la contemporanea riapertura dei Giardini Reali ha un po' messo in ombra questo monumento magnifico, visibile da via XX settembre, uno dei pochi che possono testimoniare la storia millenaria di Augusta Taurinorum. Il peccato del Teatro Romano è che si "infila" sotto la Manica Nuova di Palazzo Reale e dunque è difficile averne una lettura completa. A complicare la comprensione, anche la sistemazione di inizio Novecento, in comparti non comunicanti, tra il giardino della Manica Nuova di Palazzo Reale, i sotterranei dello stesso edificio e ancora l'area verde al di là del lungo ponte carrabile aperto da  Via XX Settembre. Rimane, facilmente leggibile anche per i profani, la cavea; ed è decisamente emozionante, tutte le volte, quando si passa tra via XX settembre e il Duomo. 

Teatro Romano Torino Teatro Romano Torino

I restauri hanno provveduto a riunire, in qualche modo, il monumento romano, facilitando il collegamento tra le diverse parti. L'intervento è stato fortemente conservativo, ovvero non sono state aggiunte parti di ricostruzione degli elementi mancanti, ma si è consolidato l'esistente, compresi i restauri di inizio Novecento. Interessante lo studio fatto delle fondazioni della proedria, la prima fila degli spettatori del teatro, una fascia apparentemente in leggera pendenza, tra l'orchestra e la cavea che, riporta il comunicato stampa, "ha consentito di comprendere l'esistenza di almeno tre fasce a terrazza dove anticamente si collocavano i sedili per le autorità, di cui la prima ora molto ben leggibile grazie alla pulizia e alla semplice ricollocazione dei ciottoli". I consolidamenti hanno riguardato anche la cavea, con l'uso di muratura scenografata, che ha permesso di "fissare nella corretta posizione gli elementi di seduta preservando anche meglio la loro fondazione dagli inevitabili ruscellamenti d'acqua che si verificano nei periodi di pioggia".

Il Teatro Romano è adesso visitabile grazie a una serie di passerelle dal disegno minimal, che permettono di osservarlo da vicino e di avere un'idea della sua struttura, la cavea, l'orchestra, il rapporto con la Torino contemporanea, con i suoi suoni e le sue architetture. Per facilitare la lettura dei caratteri architettonici dell'antico teatro, è stata ricostruita una parte dell'antico parapetto, il balteus, che divideva cavea e proedria, tutti dettagli che rendono più viva la struttura. Si passa poi all'interno dell'ambulacro, che in passato distribuiva il pubblico nella cavea, passando sotto le gradinate; si vede anche una delle scalette che portavano verso i posti a sedere.

Teatro Romano Torino Teatro Romano Torino

Un edificio emozionante, da alcuni mesi restituito alla città, che potrebbe essere usato anche per spettacoli. A questo scopo è stato realizzato un pavimento galleggiante, "formato da un telaio metallico modulare adeguato alla forma dell'orchestra. Nei mesi di spettacolo potrà essere facilmente assemblato con un minimo impatto sulle strutture antiche, consentendo di accogliere oltre 200 spettatori". Anche per questo, la nuova illuminazione, che "consente di selezionare lo scenario di illuminazione monumentale serale, quello di sicurezza per eventi serali all'interno dell’edificio, o quello adatto all’esecuzione di spettacoli". Un Festival del Teatro Classico, sul modello di quello di Mérida, in Spagna, magari in scala più ridotta, per ovvie ragioni, magari ce lo meritiamo anche a Torino.

Le foto sono di Daniele Bottallo per i Musei Reali di Torino.


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