Ovunque vai lascia il tuo profumo, un format teatrale innovativo

Irma e Dora hanno scelto di vivere in una stanza, senza superarne mai la soglia, alla ricerca della propria identità o della propria realizzazione, metafora chiara delle difficoltà che tutti incontriamo nel trovare il nostro posto nel mondo. È il cuore di Ovunque vai lascia il tuo profumo , spettacolo di Chiara Cardea, da lei interpretato con Silvia Mercuriati. La storia di quest'opera teatrale è decisamente curiosa: "L'idea di dare vita a questo particolare format nasce quando Chiara e Silvia si accorgono della community creatasi attorno a Irma e Nora a seguito dello spettacolo A scatola chiusa | Andante cantabile con slancio " racconta il comunicato stampa "Alcune persone fra il pubblico erano rimaste così impressionate da tornare ripetutamente alle repliche, altre erano state così toccate da raccoglier le proprie emozioni in podcast o in lunghe riflessioni inviate alle due attrici. Da qui il proposito di portare avanti e potenziare l'affezione che il

Tre begli eventi della Torino visionaria in un weekend: Eurovision, Utopian hours, FloReal

Questo weekend appena terminato ha portato a Torino tre eventi che ho molto apprezzato e che per quanto lontani tra loro, hanno un filo rosso comune: lo spirito visionario di questa città e dei suoi abitanti.

Torino

Tutto è iniziato l'8 ottobre, con l'annuncio di Torino sede dell'Eurovision Song Contest, il programma non sportivo più visto d'Europa. Succede così che il 10, 12 e 14 maggio 2022 ci sarà su Torino un'attenzione mediatica internazionale che ricorderà un po' le Olimpiadi Invernali e un po' le prossime ATP Finals di novembre. La città dovrà presentarsi non solo con una macchina organizzativa impeccabile (e in questo c'è l'esperienza adeguata), ma anche con un bel programma culturale e turistico. Una città appassionata, entusiasta e ricca di grandi mostre, musei aperti, ristoranti e locali che offrono il meglio dell'enogastronomia e dell'intrattenimento locale, affinché le migliaia di persone, che arriveranno da tutta Europa con Ryanair e dintorni (finalmente la base a Caselle!), abbiano voglia di tornare. Non abbiamo iniziato benissimo: sulle grandi piattaforme di prenotazione, i prezzi degli alberghi per le 5 notti di maggio hanno raggiunto addirittura i 21mila euro. Speriamo non ci siano ulteriori sorprese. E aggiungo una cosa che ho già scritto su Twitter: non ho votato per Chiara Appendino e non ho particolarmente apprezzato i suoi 5 anni. Ma alla sindaca uscente Torino deve che il Salone del Libro sia rimasto qui, senza compartecipazioni con Milano (lei ha sbattuto il pugno sul tavolo), che le Finali del Tennis Maschile, con gli otto campioni più forti del mondo, siano ospitate qui per i prossimi 5 anni (mai e poi mai baratterei questo evento con la ripetizione delle Olimpiadi invernali: Torino inventa, non ripete), che l'Eurovision Song Contest sia a Torino, la prima città che si è candidata, all'indomani della vittoria dei Måneskin, quella che ha presentato il progetto più convincente, con un video che inorgoglisce i torinesi ovunque siano. A poche settimane dal suo addio, grazie sindaca, non è stata una grande Amministrazione, ma lascia tre eventi che possono essere grandi occasioni e che il suo successore sia all'altezza.


Sempre l'8 ottobre sono andata all'inaugurazione di Utopian Hours, una manifestazione che propone esperienze, idee e suggestioni internazionali per il futuro di una Torino senza schemi, pregiudizi e limiti, neanche di fattibilità. L'utopia per immaginare la città mi fa sempre pensare a José Luis Rodriguez Zapatero, il più visionario Presidente del Governo spagnolo, che nel discorso del suo secondo insediamento, citò dall'ultima lettera di suo nonno, ucciso dai franchisti, una frase diventata per me maestra di vita: "Non raggiungeremo l'utopia, ma ci indicherà la direzione". Ecco, frequentare la Nuvola Lavazza nei giorni di Utopian Hours, fa vedere sia l'utopia sia le direzioni che indica. E a me piacciono sempre l'ottimismo e la freschezza delle idee: quest'anno, il tema è stato la città dei 1000 minuti, in contrapposizione alla città dei 15 minuti, che ha tutto a portata dei suoi residenti in un quarto d'ora. Che succede se la città è diffusa perché sono gli uomini e la loro mentalità a essere "cittadini", e, dunque, la città è ovunque? Ho seguito diversi interventi, anche in streaming, con proposte che a volte sembravano vere utopie, ma che potrebbero poi rivoluzionare la vita. Come Magway, che immagina il trasporto dei beni attraverso una rete di tunnel sotterranei, indipendenti da ferrovie e autostrade, con vagoni che viaggiano grazie alla propulsione elettromagnetica; o come le infrastrutture da costruire per attraversare il Golfo di Finlandia e unire Helsinki a Tallinn, capitali delle nuove tecnologie e dei videogames, nel nord Europa, per cui sarebbe possibile fare colazione in Finlandia e andare a lavorare in Estonia (senza dimenticare che al fondo del Golfo, sulla riva orientale, c'è San Pietroburgo). E poi il lavoro tra architettura, sostenibilità e natura dello studio danese SLA, le esperienze di Carlo Ratti, la Spree berlinese dotata di spiaggia. C'è tutto un mondo che immagina il futuro e arriva poi a realizzarlo, dando un'idea della libertà che abbiamo nell'immaginare quello che possiamo essere, per trovare la direzione giusta ed essere, finalmente.

Utopian Hours FlorReal

Sabato 9 ottobre, ho raggiunto la Palazzina di Caccia di Stupinigi perché ero molto curiosa di vedere FloReal, la manifestazione dedicata a piante, giardini, decorazioni e sostenibilità, tradizionalmente in via Carlo Alberto. Mi piaceva l'idea di vedere colori, fiori e proposte con una reggia sabauda sullo sfondo (l'idea del bello e dei giardini, non è in fondo nata nelle residenze aristocratiche?) e non sono rimasta delusa. Flor è una delle poche mostre mercato che mantengono quello che promettono, ha sempre un bel ventaglio di proposte e lascia intuire la filosofia di fondo, la sostenibilità, il rapporto armonioso con la natura, che è chiaro non solo negli stand di piante e giardini, ma anche in quelli di accessori e abbigliamento. L'idea di trasferire la manifestazione a Stupinigi è un valore aggiunto, un ulteriore tassello nell'impegno di Giustino Ballato, presidente della Società Orticola del Piemonte, che organizza Flor, per arrivare a un Festival dei giardini nelle residenze sabaude, sul modello del Festival di Chaumont, nella valle della Loira, in Francia. La prima volta che l'ho sentito parlare di quest'idea è stato durante la presentazione di Corollaria, la bella manifestazione green dello scorso settembre, alla Reggia di Venaria Reale. E mi è piaciuta tantissimo, perché pochi posti in Europa potrebbero rivaleggiare con la bellezza di Stupinigi o di Venaria Reale per una manifestazione del genere. E mentre respiravo l'atmosfera e il successo di FloReal, pensavo che ci vogliono sempre persone con uno spirito visionario, per fare di una manifestazione così bella la rampa di lancio di una proposta ambiziosa e sorprendente come un Festival dei Giardini.

E un solo weekend ha dimostrato che fortunatamente a Torino non mancano mai i visionari (e sono sempre loro che fanno la differenza).


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