Incontri da non perdere, al Festival del Classico

Libertà e Schiavitù è il tema del Festival del Classico, a Torino dal 2 al 5 dicembre 2021, al Circolo dei Lettori, in via Bogino 9, e in diverse altre sedi sparse per la città. Alla sua quarta edizione, la manifestazione, che usa il pensiero degli antichi per analizzare i fenomeni del presente, offrirà oltre 40 incontri "tra lezioni magistrali, letture, dialoghi, dispute dialettiche e seminari, per riflettere su antiche e nuove disuguaglianze, per mettere a confronto le libertà degli antichi e dei moderni, per dare voce ai classici" anticipa il comunicato stampa. Consideriamo la schiavitù una realtà del mondo antico, quando gli sconfitti diventavano schiavi dei vincitori, quando i padroni avevano potere di vita e di morte sui propri schiavi, avendo il potere di venderli al miglior offerente o di regalare loro la libertà. "La schiavitù nel mondo occidentale è sempre esistita? È ancora presente, al giorno d'oggi, sotto nuove forme? Qual è il risultato della globalizz

Sul trenino storico, da Torino a Canelli, alla (ri)scoperta di territori ed enogastronomie

A quest'articolo, una premessa. Non ho l'automobile e mi muovo soprattutto grazie al trasporto pubblico, autobus e treni in primis. Anche per questo sono convinta che sia necessario un investimento vero nei cosiddetti rami secchi, abbandonati a favore del trasporto su gomma (penso soprattutto alle valli alpine piemontesi), affinché tanti borghi e paesini possano vivere, senza costringere i propri abitanti ad abbandonarli o a usare l'auto, e affinché possano essere mete di turismo facilmente raggiungibili anche da chi vuole lasciare a casa l'auto, possibilmente senza orari da pendolari. Premesso questo, vi racconto la bella esperienza che mi è stata offerta dal Gambero Rosso e dalla Fondazione FS Italiane, che gestisce il patrimonio storico delle Ferrovie dello Stato Italiane, tra cui anche 10 linee ferroviarie un tempo sospese e oggi recuperate, inserite nel progetto turistico "binari senza tempo". L'idea di base è portare turismo e nuove occasioni economiche in territori ricchi di cultura, bellezza paesaggistica ed enogastronomia, attraverso i treni storici. Ed è una gran bella idea.

Trenino storico Torino-Canelli Trenino storico Torino-Canelli

Un paio di settimane fa sono stata invitata a un breve viaggio sulla linea Torino-Canelli a bordo di un trenino storico, che nel 2022 diventerà un servizio turistico con un apposito calendario di date. Partenza da Porta Nuova su vagoni che riportano indietro di decenni, con panchette e portabagagli di legno, piccoli ed eleganti salottini, che ricordano certi viaggi dell'infanzia nel profondo Sud. La locomotiva è una littorina, che corre via a una velocità gradevole, mentre la guida racconta il vagone cento porte, così chiamato perché ogni salottino aveva la propria porta di ingresso e uscita. Il restauro filologico è fascinosissimo: non solo sono stati rinnovati i salottini, ma si è prestata attenzione anche ai dettagli come le tendine di velluto, perché il viaggio fosse anche allora un'esperienza piacevole, con i comfort del caso.

Trenino storico Torino-Canelli Trenino storico Torino-Canelli

Ad Asti, una sosta di circa mezz'ora per assistere al cambio di locomotiva: la littorina lascia il posto alla locomotiva a vapore. Ed è subito emozione: il carbone, gli addetti al fuoco, il fumo denso che sale, ad annunciare il treno, sembra di nuovo di essere tornati indietro di decenni, stavolta a un tempo mai vissuto. Di ritorno sul treno, la prima sorpresa: un cofanetto di Stratta per uno spuntino, con Rosalba Graglia, una delle più apprezate giornaliste piemontesi di enogastronomia, che racconta curiosità e aneddoti sui vari prodotti della confezione (panino con prosciutto crudo, tortino di mele, cioccolatini di Stratta, tra cui un gianduiotto, un succo di frutta, che era parte di uno storytelling, sulle bottiglie di uno, parte di una storia che proseguiva su bottiglie di un altro gusto). Enogastronomia e trenino storico uniti per illustrare un territorio, l'alleanza tra Gambero Rosso e Fondazione FS Italiane spiega così tutte le sue potenzialità per raccontare l'Italia profonda, lontana dai Frecciarossa e dall'alta velocità, ma non per questo meno vivace e meno autentica.

Trenino storico Torino-Canelli Trenino storico Torino-Canelli

Poi si entra nelle Langhe, con la foschia del primo autunno e con il foliage. Fare fotografie o godersi il panorama è il dilemma. Perché il trenino storico fa riscoprire un modo di viaggiare slow, senza fretta in cui veramente il viaggio è quasi più importante della meta. Sembra di stare davvero su un trenino che fa ciuff ciuff, si scoprono colline e paesaggi che sfuggono all'alta velocità e alle autostrade, i tempi più lenti non solo del viaggio, ma anche della vita che scorre intorno; strade bianche chiuse dai passaggi a livello, le auto ferme e le persone con il cellulare in mano pronte a scattare la foto alla locomotiva a vapore, fotografi nei campi attrezzati con i trepiedi per immortalare il trenino storico, e poi gli ampi saluti dai contadini, prontamente ricambiati dai finestrini. Da quanto tempo non succedeva più una cosa del genere? Da quanto tempo il passaggio di un treno non era un evento? E quanto è stato bello scoprire i ritmi lenti della vita lontana dalle città? Un'Italia che non può andare perduta e con cui non si può tenere contatto solo attraverso l'auto.

Trenino storico Torino-Canelli Trenino storico Torino-Canelli

Dopo una sosta a Castagnole delle Lanze, perché si cambia direzione e bisogna spostare la locomotiva, si arriva finalmente a Canelli, la patria dello spumante. D'obbligo la visita alle Cattedrali Sotterranee delle Cantine Bosca, grandiose architetture Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'UNESCO (ancora prima che lo diventasse il paesaggio vitivinicolo delle Langhe, Roero e Monferrato), in cui si prepara con metodi contemporanei e artigiani uno degli spumanti più famosi del mondo (e per chi non beve, come me, c'è anche un succo di uva con bollicine studiato per i Paesi musulmani, a testimoniare quanto anche l'ultima generazione dei Bosca sia attenta alla conquista di nuovi mercati, intercettando e anticipando nuove tendenze e necessità, proprio come i predecessori). Le Cattedrali dei Bosca si distinguono dalle altre anche per la sapiente mescola con l'arte: installazioni artistiche firmate da Ugo Nespolo e un'illuminazione studiata subito dopo il riconoscimento dell'UNESCO le rendono fascinose e contemporanee. Dopo la sosta per il pranzo, a base di prodotti locali, nell'Osteria dei Meravigliati, si torna sul treno e si scende poi ad Asti.

Trenino storico Torino-Canelli Trenino storico Torino-Canelli

Il capoluogo è una piccola, deliziosa sorpresa. Ci sono sempre passata rapidamente, per appuntamenti veloci e invece merita davvero un viaggio. I suoi palazzi e i suoi scorci medievali (ma quante torri ha?), le mostre di Palazzo Mazzetti, la bellezza di Palazzo Alfieri e del suo giardino; la sua cattedrale, anche lei medievale ma dall'interno esuberante, il culto del Palio durante tutto l'anno. Ogni cosa mi ha detto "devi tornare e dedicare una giornata a questa città"! Il trenino storico serve anche a questo, a dare input su quanto abbiamo di bello intorno e su quanto possiamo dedicarci al nostro territorio, scoprendo storie e tradizioni millenarie, senza le quali non saremmo quello che siamo. 

Trenino storico Torino-CanelliTrenino storico Torino-Canelli

Ci sono passaggi della Torino-Canelli migliorabili, ma quest'unione preziosa tra il trenino storico, l'enogastronomia e il territorio rimasto in secondo piano, nonostante il suo fascino e il suo significato economico (le Cantine Bosca e le Langhe esportano i loro prodotti in tutto il mondo!), è davvero una bella idea di viaggio. Soprattutto per chi vuole riscoprire i ritmi lenti e vuole saperne di più di quel paesaggio che scorre via, dietro al finestrino.


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