Incontri da non perdere, al Festival del Classico

Libertà e Schiavitù è il tema del Festival del Classico, a Torino dal 2 al 5 dicembre 2021, al Circolo dei Lettori, in via Bogino 9, e in diverse altre sedi sparse per la città. Alla sua quarta edizione, la manifestazione, che usa il pensiero degli antichi per analizzare i fenomeni del presente, offrirà oltre 40 incontri "tra lezioni magistrali, letture, dialoghi, dispute dialettiche e seminari, per riflettere su antiche e nuove disuguaglianze, per mettere a confronto le libertà degli antichi e dei moderni, per dare voce ai classici" anticipa il comunicato stampa. Consideriamo la schiavitù una realtà del mondo antico, quando gli sconfitti diventavano schiavi dei vincitori, quando i padroni avevano potere di vita e di morte sui propri schiavi, avendo il potere di venderli al miglior offerente o di regalare loro la libertà. "La schiavitù nel mondo occidentale è sempre esistita? È ancora presente, al giorno d'oggi, sotto nuove forme? Qual è il risultato della globalizz

Con Extra Vermouth, scatta l'ora del Vermouth di Torino per le Nitto ATP Finals

Le Nitto ATP Finals sono una grande occasione per presentare Torino e le sue eccellenze al mondo. Sempre sostenuto, da quando la città si è aggiudicata la sede di uno dei più importanti eventi mondiali del tennis, il torneo più importante dopo quelli dle Grande Slam, quello che sintetizza l'intera stagione riunendo i migliori 8 giocatori del mondo per stabilire chi è il migliore dell'anno.

Extra Vermouth Torino Extra Vermouth Torino

E Torino sta facendo belle cose per farsi conoscere, apprezzare e amare. Siete già stati al Nitto ATP Finals Fan Village? È in piazza San Carlo, diviso in due padiglioni che si guardano, l'uno davanti all'altro, separati dalla statua di Emanuele Filiberto, da una parte gli sponsor del torneo, dall'altra Torino con la sua vivacità culturale, le sue proposte enogastronomiche e i suoi volti noti. È da questo villaggio un po' sui generis, ma decisamente consigliabile in queste serate di tennis, che è partita una delle proposte più interessanti, per i torinesi e per i turisti (che sono tanti, a giudicare da lingue e accenti che si ascoltano nelle vie centrali). L'Extra Vermouth – L'ora del vermouth a Torino, un progetto di Turismo Torino e Provincia e del Consorzio del Vermouth di Torino, con il sostegno della Camera di commercio di Torino e in collaborazione con Ascom e Confesercenti, intende far conoscere la bevanda torinese per eccellenza, diventata uno dei simboli del made in Italy e del gusto italiano per l'aperitivo (dobbiamo dirci che anche l'aperitivo è nato a Torino, avendo come prima madre la merenda sinoira? Chiaramente no, lo sappiamo già).

Un paio di sere fa, da ragazza che non beve alcolici, se non raramente, e che ha un'inclinazione per gli alcolici dolci, che addolciscono il sapore dell'alcol (tendenza Moscato, per intenderci), sono stata invitata alla presentazione di Extra Vermouth, nel Villaggio delle Nitto ATP Finals di piazza San Carlo. E come sempre, quando si parla di alcol, mi si è aperto un mondo; io non bevo, ma continuerò a essere affascinata da tutta la cultura  e dalla passione per la storia e per la ricerca, che girano intorno alle bevande alcoliche, e per me sarà sempre un piacere raccontarle, come uno dei simboli della torinesità e della creatività dei torinesi. Il Vermouth di Torino (il Consorzio in sua tutela ci tiene che si ricordi sempre che è di Torino) era già molto noto alla Corte dei Savoia, nel Settecento. Il suo nome arriva dal tedesco wermut, "che definisce l'Artemisia absinthium (assenzio maggiore), base aromatica principale nella preparazione di questo vino, che ha origini che si perdono nei primi secoli dopo Cristo" spiega Turismo Torino "per molti secoli l'utilizzo del vino aromatizzato fu principalmente medicinale, ma con il Rinascimento l'ampio uso delle spezie giunte dall'Oriente, come cannella, chiodi di garofano e rabarbaro, permise di arricchire la ricetta donandole nuove note aromatiche. E proprio a partire dalla metà del Quattrocento il Piemonte iniziò a distinguersi per la perizia nell'arte della distillazione. Perizia che crebbe rapidamente in pochi secoli, tanto che nel Settecento i liquoristi torinesi godevano già di ampia celebrità anche all'estero.Nell'Ottocento e Novecento il Vermouth si distinse nelle varietà bianco e rosso e vide definire con un Regio decreto le sue caratteristiche. È dunque proprio dal capoluogo piemontese che ha inizio lo sviluppo del Vermouth di Torino, come lo conosciamo oggi, non più rimedio medicinale, ma bevanda per aperitivo conviviale". Questa è la sintesi storica della famosa bevanda.

Extra Vermouth Torino Extra Vermouth Torino

Sempre nell'Ottocento a Torino è nata "l'ora del Vermouth", ovvero quel momento prima della cena in cui si assaporava un bicchiere di vermouth accompagnandolo con piattini sfiziosi, costituiti da ulive, acciughe insalate, prosciutto affettato, peperoni in aceto... Vi ricorda qualcosa? L'aperitivo ante litteram, per l'appunto. E per far conoscere il vermouth agli ospiti arrivaati a Torino a seguito del tennis, l'Extra Vermouth – L'ora del Vermouth propone una bella iniziativa: 3 degustazioni di Vermouth in purezza, oppure 1 degustazione in purezza + 1 cocktail, abbinati a 4 assaggini di piatti o prodotti tipici piemontesi + 1 assaggio dolce, il tutto per 18 euro. Oltre che nel Nitto ATP Finals Fan Village di piazza San Carlo, sarà possibile godersi l'Extra Vermouth nei locali torinesi aderenti al progetto ( Affini, 100 Vini &Affini, Busca, Caffè Elena, Caffè Platti, Cantina da Licia, DDR, Distilleria Quaglia, Gelateria Pepino 1884, Goustò, La Drogheria, Le Putrelle, Mojo Bar, Pasticceria Gerla 1924, Rossorubino, San Giors Ristorante, Scalo Vanchiglia, Smile Tree, Snodo OGR, Stratta, Terrazza Cocchi in Cloud9); i locali partecipanti dovranno rispettare indicazonni precise: utilizzare esclusivamente il Vermouth di Torino, avere a disposizione 3 marche diverse e 5 differenti tipologie tra Extra Dry, Dry, Bianco, Ambrato, Rosso, Superiore. Il Vermouth di Torino deve essere servito freddo, con o senza ghiaccio (a circa 10 °C) in purezza con la sua guarnizione più classica con scorza di limone o di arancia, non trattata o biologica.

Nella serata di presentazione dell'iniziativa alla stampa, sono stati serviti un Vermouth in purezza e un cocktail, insieme e a 4 finger food composti da focaccine, piccoli panini con prosciutto e acciughe in salsa verde (deliziose!), un tomino in salsa rossa, e un piccolo bignè al cioccolato, tra i migliori che ho mai assaggiato (tutto a cura di Stratta, va detto); il Vermouth in purezza decisamente facile da bere anche per chi non usa farlo, il cocktail ha scelto note amare che non rientrano nei miei gusti, ma è stato molto apprezzato e lodato da chi ama le bevande amare. Un progetto davvero bello e intelligente, per sostenere e far conoscere una delle tradizioni più antiche dello stile di vita torinese. Che le Nitto ATP Finals siano occasione di più iniziative come questa!


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