Le nuove infrastrutture di Torino, con il PNRR: treni, metropolitana, tram

La Stampa ha pubblicato ieri un articolo molto interessante sulle infrastrutture che i finanziamenti del PNRR potrebbero portare a Torino. Dalla linea 2 della metropolitana al Servizio Ferroviario Metropolitano, ai trasporti pubblici di superficie, Torino potrebbe fare davvero un bel salto avanti, proponendo a cittadini e turisti una rete di collegamenti di livello finalmente europeo e contemporaneo. Il dossier presentato dalla Città al Governo prevede non solo la realizzazione della linea 2 della Metropolitana, da Rebaudengo a Orbassano, passando, attraverso il trincerone di via Gottardo, per Vanchiglia, centro storico e Politecnico, ma anche, scrive Maurizio Tropeano, "l'ammodernamento della rete su cui viaggiano i treni del servizio ferroviario metropolitano". In particolare, verranno realizzate le fermate San Paolo, Ferriera Buttigliera, S. Luigi Orbassano e Grugliasco Le Gru e verranno completate le stazioni Dora, sotterranea, e Zappata (per queste ultime due, Trope

Le Architetture Criminali di Adelaide Di Nunzio alla Galleria Febo e Dafne

Difficilmente segnalo le mostre delle gallerie d'arte, non perché non le apprezzi, la vita culturale garantita a Torino dalle gallerie d'arte è altamente consigliabile!, ma perché sono tante e non riesco a stare dietro a tutte. Ogni tanto l'eccezione, come questa, Architetture criminali, progetto fotografico di Adelaide Di Nunzio, in corso alla galleria Febo e Dante fino all'8 gennaio 2022. Architetture criminali perché indaga sugli effetti dell'illegalità sul paesaggio e sulle persone in alcune aree dell'Italia meridionale, attraverso le immagini di edifici abusivi o costruiti illegalmente, abbandonati e/o non terminati, senza rispetto di storia, paesaggio, culture.

Architetture Criminali Architetture Criminali

Un tema a cui sono piuttosto sensibile, da amante dell'architettura e da torinese con origini meridionali. Il progetto di ricerca della fotografa, nata a Napoli e oggi attiva tra la sua città natale e la Germania, è durato dieci anni, dal 2010 e il 2020; oltre alla mostra in corso, Di Nunzio ha pubblicato un libro dallo stesso titolo. "Ho voluto fotografare questi scheletri del degrado urbanistico come se fossero dei monumenti magnifici, al pari di altre attrazioni turistiche per le quali la nostra Italia è così famosa. Rappresentati come reliquie, questi relitti acquistano maggiore visibilità, catturano il nostro sguardo e ci invitano ad una riflessione profonda sulla storia contemporanea della nostra architettura e del nostro territorio" ha spiegato l'autrice di Architetture Criminali.

Il suo timore, infatti è che "lo sguardo, al primo impatto, inorridisce alla vista dell'edificio in disuso, del non finito abusivo o abbandonato, ma con il tempo questo diventerà invisibile". Nelle sue foto invece, dalla Campania alla Sicilia, dalla Calabria alla Puglia, questi edifici illegali, fotografati come se fossero monumenti, obbligano tutti a riflettere: "Con lo stratagemma estetico di rappresentare con autorevolezza e magnificenza tali orrori architettonici, la fotografa ci invita ad una riflessione profonda su tematiche etiche e morali, sociali ed antropologiche. Abituarsi alla bruttezza può essere sinonimo di abitudine all'illegalità?" chiede il comunicato stampa. E la risposta sta a ognuno di noi.

Architetture Criminali è alla Galleria Febo e Dafne, in via Vanchiglia 6, interno cortile, fino all'8 gennaio. L'orario di apertura è martedì-venerdì ore 15-19, sabato ore 11-19 (fino al 18 dicembre 2021). Dal 21 dicembre 2021 all'8 gennaio 2022: solo su prenotazione (email feboedafne@gmail.com)


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