Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Al Museo Accorsi-Ometto, la tavola allestita con porcellane e posate dei Conti di Viry

Non ci sarebbe Natale in avvicinamento senza la tavola allestita al Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto. Come ogni anno, in collaborazone con l'Associazione VIVANT, il Museo di via Po 55 proporrà lungo il suo percorso una tavola preparata per le feste secondo il gusto dei secoli passati, con le porcellane e i cristalli più eleganti. Quest'anno l'allestimento porta al XIX secolo, a quella che poteva essere la tavola delle feste dei Conti di Viry, aristocratica famiglia di origini savoiarde e fortemente legata alla monarchia sabauda.

tavola allestita al Museo Accorsi tavola allestita al Museo Accorsi

In tavola, un servizio di porcellana con lo stemma di famiglia, realizzato a Parigi da Louis Marie-François Rihouet, un servizio di posate, sempre con lo stemma dei Viry, realizzato a Torino da Giuseppe Balbino e un servizio da portata con le iniziali V intrecciate della Manifattura Minton (Inghilterra), databile intorno al 1840. I bicchieri sono dei Baroni Crova di Vaglio, essendo disperso il servizio dei Conti. E gli splendidi manufatti portano con sé storie che è sempre bello conoscere. A volere questi raffinati servizi fu il conte Georges de Viry, ammiraglio e comandante generale della Regia Marina Sarda dal 1841 al 1844. Nato in Inghilterra nel 1792, entrò nella Marina Sarda negli anni della Restaurazione e, causa posizione prestigiosa, che richiedeva un'intensa vita sociale, ordinò servizi di piatti da portata, legumiere, rinfrescatoi, tovaglie e tovaglioli ricamati che richiese ai migliori fornitori di Torino, Parigi e di Londra. Su tutti i pezzi fece apporre lo stemma di famiglia, "palato di argento e azzurro", affiancato da due orgogliosi leoni.

"A Torino ordinò il servizio di posate per una quarantina di persone all’argentiere di corte Carlo Balbino, il principale fornitore della Real Casa, uguale a quello realizzato negli stessi anni per Carlo Alberto, oggi conservato al Quirinale. Il servizio comprendeva anche tre set di posate in vermeille per ricevere i principi reali" spiega il comunicato stampa "Parallelamente a Parigi acquistò un servizio di piatti appositamente realizzato dal celebre Louis Marie-François Rihouet (1791-1850). Sempre a Parigi, a Christofle, che iniziava allora a essere famoso, ordinò legumiere e rinfrescatoi. In Inghilterra commissionò alla Manifattura Minton un servizio di portata composto da soli vassoi e legumiere, timbrati con le sue iniziali apposte sul celebre decoro denominato 'Sea flower'".

Alla sua morte, i servizi furono divisi tra i due figli del conte Georges, che si sposò due volte, la prima, nel 1815, con Emily Frederika Lock e la seconda, nel 1823, con Delfina Spitalieri di Cessole. Eugenio ed Enrico, entrambi ammiragli della Marina Sarda, si divisero i servizi del padre, al primo il servizio di piatti, al secondo quelli di portata; fu solo a fine Novecento, all'estinzione del ramo primogenito, che i servizi furono riuniti dal ramo cadetto, per iniziativa degli eredi e del collezionista che ne aveva acquistato una parte.

La tavola allestita sarà nel percorso del Museo di Arti Decorative Accorsi – Ometto, in via Po 55, dal 17 dicembre 2021 al 27 febbraio 2022. L'orario di apertura è martedì, mercoledì e venerdì ore 10.00-18.00; giovedì ore 10.00-21.00; sabato, domenica e festivi ore 10.00-19.00; lunedì chiuso. La visita è inclusa nel biglietto del Museo, che costa 12 euro, ridotto 10 euro, gratuito pr under 12 e possessori delle tessere Abbonamento Musei Piemonte e Torino + Piemonte Crd. Tutte le info su https://www.fondazioneaccorsi-ometto.it/.


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