Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

The Guardian: le 5 cose da fare a Torino

Si torna (prudentemente) a viaggiare e Torino, dotatasi finalmente di una base aerea low-cost, che la mette in collegamento con tante città d'Europa, si affaccia nuovamente al mercato internazionale. Parla di lei il quotidiano britannico The Guardian, che, nella rubrica Local's guide (La guida di una persona locale), intervista la giornalista Silvia Ceriani, attiva tra Slow Food e dintorni. Quali sono le 5 cose da fare nella Torino post-pandemia secondo Silvia?

Articolo The Guardian su Torino

Per il Food, consiglia di non perdersi "lo spettacolo di Porta Palazzo, il sabato mattina," senza dimenticare il Mercato Centrale e l'Antica Tettoia dell'Orologio; la città "è fantastica per scoprire la cucina piemontese" spiega Ceriani e i due luoghi cult sono il Consorzio e Antonio Chiodi Latini. Per scoprire i grandi spazi verdi, il suggerimento è salire al Faro della Vittoria, una salita particolarmente emozionante durante la pandemia, perché il Faro è in ricordo dei Caduti della Prima Guerra Mondiale. Il posto da cui prendere ispirazione? Lontano dalla pazza folla, Silvia invita a visitare il Museo dell'Uomo, in corso Massimo d'Azeglio, nel quale emerge "una città oscura e macabra di fanatici collezionisti, in contrasto perfetto con il mondo esterno, in cui ognuno è perso dietro il proprio smartphone".

Bello il quartiere indicato: il Lingotto, che si raggiunge in metropolitana e che si sta forgiando una nuova identità, dopo i decenni della Fiat. Non solo lo storico edificio, coronato adesso da un giardino che verrà presto aperto al pubblico, ma anche la Carpano diventata Eataly e Green Pea, primo centro commerciale 100% sostenibile.

E la notte? Torino è al città dell'aperitivo, Ceriani non apprezza la sua trasformazione in apericena, perché sostiene che la qualità del cibo è povera; così suggerisce un posto come il Lanificio San Salvatore, un "bar genuino", dove fanno il proprio vermouth.

Per dormire in città, The Guardian propone il San Giors, storico albergo-ristorante alle spalle di Porta Palazzo e nei pressi del Balon. Idee di una Torino lontana dai classici schemi, che valgono anche per i torinesi in giro per la propria città.


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