Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Le nuove infrastrutture di Torino, con il PNRR: treni, metropolitana, tram

La Stampa ha pubblicato ieri un articolo molto interessante sulle infrastrutture che i finanziamenti del PNRR potrebbero portare a Torino. Dalla linea 2 della metropolitana al Servizio Ferroviario Metropolitano, ai trasporti pubblici di superficie, Torino potrebbe fare davvero un bel salto avanti, proponendo a cittadini e turisti una rete di collegamenti di livello finalmente europeo e contemporaneo.


Il dossier presentato dalla Città al Governo prevede non solo la realizzazione della linea 2 della Metropolitana, da Rebaudengo a Orbassano, passando, attraverso il trincerone di via Gottardo, per Vanchiglia, centro storico e Politecnico, ma anche, scrive Maurizio Tropeano, "l'ammodernamento della rete su cui viaggiano i treni del servizio ferroviario metropolitano". In particolare, verranno realizzate le fermate San Paolo, Ferriera Buttigliera, S. Luigi Orbassano e Grugliasco Le Gru e verranno completate le stazioni Dora, sotterranea, e Zappata (per queste ultime due, Tropeano scrive che "entreranno in funzione nel 2025"). Praticamente decine di migliaia di persone potranno raggiungere buona parte della città e della sua immediata periferia attraverso il passante sotterraneo e i treni, con i conseguenti benefici anche per la lotta all'inquinamento. E non saranno solo Torino e prima cintura. Il dossier propone l'elettrificazione completa della ferrovia Torino-Aosta e la velocizzazione delle linee per Genova e Savona. C'è da commuoversi, solo a leggere che ci sono questi progetti in lista.

In città la rete tramviaria cambierà, con il prolungamento del 15 fino a Grugliasco e del 12 fino all'Allianz Stadium della Juventus. Verrà anche recuperata la galleria sotterranea della Torino-Ceres, adesso in disuso (il nuovo percorso Torino-Aeroporto-Ceres passerà sotto corso Grosseto, i lavori sono in corso, e si immetterà nel passante ferroviario dalla Stazione Rebaudengo, per raggiungere poi Porta Susa). In progetto anche la realizzazione del sottopasso di piazza Baldissera, però non lungo l'asse di corso Mortara-corso Vigevano, ma su quello della Spina, corso Venezia-corso Principe Oddone. Analogo sottopasso anche in piazza Maroncelli, uno degli ingressi meridionali della città, in cui c'è una rotonda che causa lunghe code nelle ore di punta (non il miglior modo di accogliere visitatori e abitanti).

Sono progetti che Torino sta aspettando da tempo e che ridurranno i tempi di attraversamento della città, facilitando gli spostamenti di cittadini e turisti. Da ragazza cresciuta in periferia, tra Barriera di Milano e Mirafiori Sud, chiederei maggiore attenzione anche per i loro trasporti. Negli ultimi dieci anni Mirafiori Sud si è allontanata dal centro. La parte del quartiere a ovest di corso Unione Sovietica, quella con le porte della Fiat, per intenderci, ha perso i collegamenti diretti con il centro e attualmente deve servirsi di 63 o 63/ per arrivare in piazza Caio Mario e da lì prendere il 4 o il 10. Un tempo i due 63 facevano capolinea nel quartiere e arrivavano direttamente in centro (negli anni 80 e 90 avevano capolinea addirittura in corso XI febbraio, permettendo ai mirafiorini di andare a fare la spesa a Porta Palazzo, per esempio); viaggiavano sempre pieni e sono stati inspiegabilmente tolti e i tempi di collegamento con il centro sono aumentati di 20-30 minuti. Inaccettabile.

Leggendo l'articolo de La Stampa, comunque, viene da pensare che gli dei e il PNRR ci guardino con affetto e che sia la volta buona...


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