Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Quando piazza Castello era una piazza commerciale e poco aulica

Piazza Castello è come la Torino di qualche slogan fa: non sta mai ferma. Non solo Palazzo Madama al suo centro, prima collegata da una galleria al Palazzo Reale e adesso isolata, singolare gioiello che sintetizza due millenni di storia. Non solo i luoghi del potere, mano a mano ampliati verso Oriente, seguendo le ambizioni della dinastia regnante. Soprattutto, non solo l'architettura uniforme che è stata un po' l'ossessione della città barocca e che nasconde dietro le sue facciate due gioielli come il Teatro Regio e la chiesa di San Lorenzo. Piazza Castello è molto di più. Esprime un'idea di capitale e di aulicità, grazie alla sua uniformità e, incredibilmente, alle trasformazioni del Novecento. In particolare alla ricostruzione dopo la Seconda Guerra Mondiale.

piazza Castello com'era piazza Castello com'era

Guardando le cartoline degli anni precedenti al conflitto, piazza Castello appare non solo con facciate e colori trascurati, ma anche con edifici di diverse altezze e privi di quell'uniformità a cui siamo abituati. C'erano anche tendoni alle finestre e chiassosi elementi di richiamo delle attività commerciali oggi inimmaginabili (siamo diventati più rigidi sull'idea di bellezza delle nostre piazze?). Aveva atmosfere più paesane che da antica capitale, soprattutto all'ingresso di via Garibaldi, da sempre uno dei più importanti assi commerciali torinesi (è pur sempre l'erede del decumano di Augusta Taurinorum!).

piazza Castello piazza Castello com'era

Quando, dopo le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale si ricostruì la piazza, si uniformarono le altezze e gli stili, così di restituire alla città una piazza monumentale, cuore e snodo dei principali percorsi del centro: via Garibaldi, via Pietro Micca, via Roma, via Accademia delle Scienze, via Po, via Verdi. Arrivare oggi in piazza Castello da via Pietro Micca o da via Po è un wow, per il suo grande respiro, l'aulicità delle sue facciate, l'eleganza dei suoi portici e il movimento di persone. Quest'ultimo si deve all'ultima grande trasformazione, realizzata per le Olimpiadi, ovvero l'ampia isola pedonale tra Palazzo Madama, Palazzo Reale e via Garibaldi, che l'ha resa luogo di sosta e di bellezza. Ma è un'altra storia.

Le foto d'epoca da Torino Sparita, su skyscrapers.com; le foto contemporanee, da Street View di Google.


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