Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Quando il treno Saluzzo-Torino arrivava a Porta Nuova

Non saranno mai sufficienti le foto e le cartoline d'epoca che mostrano la stazione ferroviaria di Porta Nuova e i suoi dintorni immediati. Qui siamo sul lato di via Nizza e salta subito all'occhio il piccolo edificio all'esterno della stazione. Oggi scomparso, segnava il capolinea della linea proveniente da Saluzzo, attraverso Savigliano. La storia di questa linea ferroviaria si intreccia al presente, che ha lasciato senza treni buona parte della Granda e che dovrebbe invece recuperare questo mezzo di trasporto comodo e sostenibile.

Torino-Saluzzo a Porta Nuova Torino-Saluzzo a Porta Nuova

Non appena il treno iniziò ad affermarsi, a metà del XIX secolo, nella provincia di Cuneo, si era pensato a un sistema di trasporti locali, che avesse poi un collegamento con Torino. A metà dell'Ottocento erano in costruzione le ferrovie da Savigliano, poi prolungata verso Cuneo, e da Pinerolo, entrambe con capolinea a Porta Nuova. Saluzzo aveva quasi l'imbarazzo della scelta: collegarsi al capoluogo con una "bretella" a SAvigliano o ad Ariasca? Prevalse la prima opzione, essendo Savigliano più vicina (la linea per Airasca sarebbe stata costruita poi successivamente, insieme alle linee per Demonte e Paesana, che collegavano così gli sbocchi delle valli cuneesi alla loro antica capitale e quindi a Cuneo. A Torino la linea ferroviaria si fermava all'esterno di Porta Nuova, in questo curioso edificio poi abbattuto. La linea ferroviaria aveva un tracciato che conviveva con quello stradale, fino a quando l'aumento delle auto rese la convivenza impossibile.

Sulle ferrovie del Cuneese, che avevano in Saluzzo una sorta di nodo distributore, c'è un bel sito, airascasaluzzocuneo.jimdofree.com/, curato da Claudio Campana, che partendo dalla storia della linea Airasca-Saluzzo-Cuneo, ricostruisce le vicende delle ferrovie minori di quell'area. Una storia affascinante, che è stata spezzata quando, negli anni '80, sono stati tagliati i cosiddetti "rami secchi". Tanto che per qualche tempo Saluzzo, che fu la potente capitale del Marchesato, l'unica in grado di rivaleggiare con la crescente forza di Torino, prescelta dai Savoia per la loro espansione italiana, è rimasta senza collegamenti ferroviari (il legame con Torino è stato ripristinato solo recentemente, con la navetta ferroviaria per Savigliano). Le due città che furono capitali in Piemonte senza collegamento ferroviario, che assurdità, no?

In tempi di lotta al cambiamento climatico e di sostenibilità, tutto il sistema ferroviario piemontese andrebbe ripensato, valorizzato e potenziato, iniziando magari dal ripristino di coincidenze sensate (evitare che i bus partano 6 minuti prima dell'arrivo del treno da Torino, per dire) e di orari anche festivi, per favorire il turismo senza auto.

Le cartoline d'epoca, da Torino Sparita di skyscrapercity.com

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