A pranzo da Piada Tosta, ambiente dinamico, insalate leggere e saporite

Una giornata calda di fine maggio e un pranzo con la sorella, da fare al volo. Siamo nella zona di riferimento della sorella e quindi è lei che guida e decide dove andare a mangiare, finiamo così da Piada Tosta, che mi piace e mi convince sin dal ciao. In via Sant'Antonio da Padova 14/b, il locale è piccolo, ma accattivante, propone lunghi tavoli con sgabelli, tavolini da 4 e anche da 2; tutto parla di green e di riciclo. La decorazione, così come i contenitori delle bottigliette dei condimenti, per esempio, sono realizzati con i tubi di cartone che contenevano i lucidi dei progetti, arrivati dalla precedente vita del proprietario, un ingegnere che ha deciso di voltare pagina; in alto, una bicicletta appesa al soffitto, fa pensare a uno stile di vita sostenibile; le tasche posteriori dei jeans sono diventate tanti quadri che coprono allegramente una parete. L'ambiente introduce alla filosofia dei piatti, con ingredienti stagionali, ben abbinati e di qualità. Nella stagione f

Quando il treno Saluzzo-Torino arrivava a Porta Nuova

Non saranno mai sufficienti le foto e le cartoline d'epoca che mostrano la stazione ferroviaria di Porta Nuova e i suoi dintorni immediati. Qui siamo sul lato di via Nizza e salta subito all'occhio il piccolo edificio all'esterno della stazione. Oggi scomparso, segnava il capolinea della linea proveniente da Saluzzo, attraverso Savigliano. La storia di questa linea ferroviaria si intreccia al presente, che ha lasciato senza treni buona parte della Granda e che dovrebbe invece recuperare questo mezzo di trasporto comodo e sostenibile.

Torino-Saluzzo a Porta Nuova Torino-Saluzzo a Porta Nuova

Non appena il treno iniziò ad affermarsi, a metà del XIX secolo, nella provincia di Cuneo, si era pensato a un sistema di trasporti locali, che avesse poi un collegamento con Torino. A metà dell'Ottocento erano in costruzione le ferrovie da Savigliano, poi prolungata verso Cuneo, e da Pinerolo, entrambe con capolinea a Porta Nuova. Saluzzo aveva quasi l'imbarazzo della scelta: collegarsi al capoluogo con una "bretella" a SAvigliano o ad Ariasca? Prevalse la prima opzione, essendo Savigliano più vicina (la linea per Airasca sarebbe stata costruita poi successivamente, insieme alle linee per Demonte e Paesana, che collegavano così gli sbocchi delle valli cuneesi alla loro antica capitale e quindi a Cuneo. A Torino la linea ferroviaria si fermava all'esterno di Porta Nuova, in questo curioso edificio poi abbattuto. La linea ferroviaria aveva un tracciato che conviveva con quello stradale, fino a quando l'aumento delle auto rese la convivenza impossibile.

Sulle ferrovie del Cuneese, che avevano in Saluzzo una sorta di nodo distributore, c'è un bel sito, airascasaluzzocuneo.jimdofree.com/, curato da Claudio Campana, che partendo dalla storia della linea Airasca-Saluzzo-Cuneo, ricostruisce le vicende delle ferrovie minori di quell'area. Una storia affascinante, che è stata spezzata quando, negli anni '80, sono stati tagliati i cosiddetti "rami secchi". Tanto che per qualche tempo Saluzzo, che fu la potente capitale del Marchesato, l'unica in grado di rivaleggiare con la crescente forza di Torino, prescelta dai Savoia per la loro espansione italiana, è rimasta senza collegamenti ferroviari (il legame con Torino è stato ripristinato solo recentemente, con la navetta ferroviaria per Savigliano). Le due città che furono capitali in Piemonte senza collegamento ferroviario, che assurdità, no?

In tempi di lotta al cambiamento climatico e di sostenibilità, tutto il sistema ferroviario piemontese andrebbe ripensato, valorizzato e potenziato, iniziando magari dal ripristino di coincidenze sensate (evitare che i bus partano 6 minuti prima dell'arrivo del treno da Torino, per dire) e di orari anche festivi, per favorire il turismo senza auto.

Le cartoline d'epoca, da Torino Sparita di skyscrapercity.com

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