Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Aida, figlia di due mondi al Museo Egizio

Il Museo Egizio festeggia i 150 anni dalla prima dell'Aida, celeberrima opera di Giuseppe Verdi ambientata nell'antico Egitto, con la mostra Aida, figlia di due mondi, aperta fino al 5 giugno 2022. Nell'evento sono coinvolti anche numerosi enti culturali torinesi, dal Teatro Regio al Circolo dei Lettori, dal Conservatorio al Museo del Cinema, in un percorso che spazia tra opera, teatro, egittologia, storia, letteratura e cinema e che prevede anche un ricco palinsesto di incontri, approfondimenti e rassegne cinematografiche, dedicati ad Aida e all'Egitto, antico e contemporaneo. Il progetto dell'omaggio è fascinosissimo, perché porta al centro dell'attenzione, insieme al processo creativo della composizione del capolavoro verdiano, anche l'Ottocento, secolo che risvegliò l'interesse dell'Europa per la cultura egizia e che intensificò i rapporti tra il Vecchio Continente e un Egitto scalpitante, pronto a smarcarsi dall'Impero Ottomano.




La mostra si divide in due parti. La prima è dedicata al viceré d'Egitto Ismail Pascià, che fortissimamente volle un'opera che celebrasse storia e identità dell'Egitto, desideroso di modernità ed emancipazione dagli Ottomani, e a Auguste Mariette, egittologo e direttore degli scavi in Egitto, che Aida inventò e descrisse. "Dalla nascita del Museo di Boulaq (1863), primo nucleo del Museo delle Antichità Egizie del Cairo, cui diede i natali lo stesso Mariette, all'Esposizione Internazionale di Parigi (1867), dove l’Egitto debuttò con i suoi imponenti padiglioni, tra cui il Tempio di Hathor, una ricostruzione scenografica di diversi templi e reperti egizi, ideata sempre da Mariette, fino all’inaugurazione del Canale di Suez e del nuovo Teatro Khediviale del Cairo (1869): sono le tappe del progetto di modernizzazione sostenuto dal viceré d’Egitto, Ismail Pascià. È proprio all'Esposizione Universale di Parigi che Ismail Pascià rimane colpito dal Don Carlos di Verdi. E due anni dopo, per dare lustro al nuovo Teatro Khediviale del Cairo, il viceré d'Egitto pensa proprio al maestro di Busseto. Un clima che per Mariette sarà decisivo per dare i natali ad Aida e, più in generale, per raccontare al mondo il passato glorioso dell'Egitto e codificarne una nuova immagine internazionale" spiega il comunicato stampa.

La seconda parte della mostra è invece dedicata all'avventura creativa dell'Aida e parte da quando Giuseppe Verdi accetta, dopo le insistenze del viceré e una lunga trattativa, di comporre l'Aida. Lungo il percorso museale, il prezioso carteggio tra Mariette, Camille DuLocle, librettista del Don Carlos, che tanto colpì Ismail Pascià, e lo stesso musicista italiano. Attraverso le carte, fornite dall'Archivio Storico Ricordi e dall'Archivio di Stato di Parma, si possono vedere per la prima volta "gli abbozzi musicali e le carte manoscritte di Verdi, Du Locle e Ghislanzoni dalle quali è possibile ricostruire l’evoluzione del libretto di Aida: si tratta infatti della traduzione in italiano dello scenario di Mariette, realizzata dallo stesso Verdi e da sua moglie Giuseppina Strepponi, mentre attendevano a Villa Sant'Agata l'arrivo di Du Locle, il secondo documento di Du Locle mostra la trasformazione dello scenario di Mariette in un dialogo in prosa e infine il terzo documento testimonia il passaggio dalla prosa di Du Locle ai versi di Ghislanzoni, il librettista finale di Aida". Si possono vedere anche i libretti usati in occasione della prima mondiale, al Cairo, conservati all'Istituto Nazionale di Studi Verdiani grazie a una bobina fotografica, "che fu realizzata nel 1971, nel centenario di Aida, e che riproduce i carteggi intercorsi tra Draneht Bey, direttore del Teatro dell’Opera del Cairo, all’epoca del primo allestimento di Aida (1871), e Verdi, Mariette, burocrati, agenti teatrali, funzionari, scenografi, costumisti. Poco dopo l'invio della bobina all’Istituto di Studi Verdiani, nell'ottobre del 1971, il Teatro dell'Opera del Cairo venne distrutto da un incendio, così come i documenti di cui oggi senza i microfilm non avremmo testimonianza".

Intorno alla mostra, un ricco calendario culturale, con una rassegna di film sull'Antico Egitto al Cinema Massimo, curata dal Museo Nazionale del Cinema (in programma anche kolossal come Cleopatra di Joseph Mankiewicz, con Elizabeth Taylor e Richard Burton, e Sinuhe l'egiziano di Michael Curtiz) e una serie di incontri letterari al Circolo dei Lettori, dal 31 marzo. Da non perdere anche la mostra nel foyer del Teatro Regio di Torino, L'Egitto in scena, aperta fino al 28 maggio, con costumi di Mario Ceroli, Pier Luigi Pizzi, Carlo Savi, Aldo De Lorenzo, Zaira De Vincentiis, Carlo Diappi e di William Friedkin, per mostrare come il gusto negli allestimenti dell'Aida si sia evoluto negli ultimi decenni. Trovate tutti gli eventi in programma su aida.museoegizio.it

Aida, figlia di due mondi è al Museo Egizio, in via Accademia delle Scienze 6, fino al 5 giugno 2022. Gli orari di apertura del Museo sono lunedì ore 9-14, martedì-domenica ore 9-18.30. L'ingresso alla mostra è compreso nel biglietto d'ingresso al Museo, che costa 15 euro, ridotto 12 euro per over70, 3 euro per 15-18 anni e studenti universitari, 1 euro per 6-14 anni, gratuito per under5, possessori tessere Abbonamento Musei, Torino+Piemonte Card; il Famili Ticket, comprendente 2 adulti e 2 minori, costa 30 euro. L'acquisto dei biglietti è obbligatorio online. Tutte le info su www.museoegizio.it/.


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