Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Il nuovo corso della Pinacoteca Agnelli: dal 27 maggio un motore culturale sul tetto del Lingotto

Nuova direttrice e nuova pagina per la Pinacoteca Agnelli, che saluta la stagione di Marcella Pralormo e inizia un nuovo corso con Sarah Cosulich. L'idea è continuare il dialogo con la collezione permanente donata da Gianni e Marella Agnelli, ma in modo da trasformare la Pinacoteca in un centro culturale dinamico, aperto ai nuovi linguaggi multidisciplinari, con mostre inedite e progetti site-specific. "Attraverso progetti espositivi di ricerca e collaborazioni con istituzioni italiane e internazionali, Pinacoteca diviene un luogo aperto alla riflessione sulle tematiche della contemporaneità, votato all'inclusione e alla partecipazione di una molteplicità di pubblici diversi" spiega il comunicato.

Pinacoteca Agnelli Pinacoteca Agnelli

Tra le novità che si preannunciano promettenti, c'è Beyond the collection, che riprende un'idea già vista con successo alla Galleria Sabauda e che mette in dialogo un'opera della sua collezione con una in prestito da altre realtà museali. Così "la Collezione Agnelli diviene punto di partenza privilegiato per una riflessione sulla storia dell'arte e sulla storiografia, oltre che strumento critico per approcciarsi al presente". Primo evento del progetto, Pablo Picasso e Dora Maar - Un dialogo con la Fondation Beyeler. "Il ritratto di Picasso Homme appuyé sur une table (1915-1916) conservato in Pinacoteca viene messo per la prima volta in dialogo con la serie di ritratti di Picasso degli anni Trenta raffiguranti Dora Maar, provenienti dalla Fondation Beyeler. Allo stesso tempo, insieme alle tele, viene presentata anche una selezione di fotografie della stessa Maar. Tre grandi capolavori di Pablo Picasso, provenienti da una delle più prestigiose istituzioni del mondo, entrano in Pinacoteca per ampliare letture e interpretazioni e raccontare nuove storie. Il progetto espositivo porta alla luce Dora Maar non solo come soggetto della rappresentazione di Pablo Picasso ma come artista centrale nella storia dell'arte del Novecento e importante punto di riferimento intellettuale per la pratica artistica di Picasso" anticipa il comunicato stampa.

Il debutto del progetto indica simbolicamente anche l'inizio del nuovo corso: il 27 febbraio 2022 (il confronto tra le due opere terminerà il 25 settembre).

Il 27 febbraio aprirà anche la prima mostra della direzione Cosulich. Sylive Fleury - Turn me on (la Direttrice è anche curatrice della mostra e di Beyond the collection). Fino al 15 gennaio 2023, al terzo piano della Pinacoteca, la mostra rende omaggio all'artista svizzera: "Attraverso una molteplicità di media - dalla scultura alla pittura al neon all'installazione, Fleury attinge nel suo vocabolario a oggetti e immaginari provenienti dall’ambito della moda, della fantascienza, delle sottoculture pop, indagando i meccanismi di costruzione del valore e la fabbricazione di desideri della società contemporanea. Fleury produce opere che con intelligenza e ironia affrontano la tensione tra le politiche di genere, il consumismo e la cultura contemporanea – prima tra tutte, la storia dell'arte. Il suo lavoro risuona con la volontà di Pinacoteca di ampliare la narrazione tradizionale del Lingotto, segnata dall’immaginario maschile della fabbrica e dell’automobile, ma anche con quello di una collezione storica rappresentata da artisti uomini" spiega ancora il comunicato stampa.

A completare l'offerta culturale, laPista 500, il giardino pensile che circonda adesso l'Astronave di Renzo Piano, in cui la Pinacoteca ha trovato casa. Finalmente aperto a pubblico, questo spazio sarà arricchito da "installazioni ambientali, opere luminose, installazioni sonore e di cinema espanso, progetti architettonici funzionali alle necessità di chi attraversa la pista. Lo spazio è costruito con le artiste e gli artisti coinvolti, ragionando sulla trasformazione dell’archeologia industriale del Lingotto da circuito chiuso a strada cittadina, da luogo produttivo a spazio aperto da abitare insieme". C'è già tutto il necessario per immaginare dal tetto del Lingotto un potente motore culturale, che sappia parlare di Torino, del suo edificio industriale più emblematico e di tutte le relazioni e le commistioni multidiscipinari e multiculturali che può tessere. Bello.


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