Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Una città per cantare: il lungo legame di Torino con la musica all'Archivio Storico

Tra le tante mostre in corso a Torino in questi giorni, ce n'è una che sembra pensata apposta per l'Eurovision Song Contest Una città per cantare. Un secolo di concerti a Torino, all'Archivio Storico della Città, in via Barbaroux 32, racconta il lungo legame tra il capoluogo piemontese e la musica, in particolare con i concerti. ESC arriva infatti in una città che ha ospitato alcuni dei più importanti concerti svoltisi in Italia, come dimenticare il mitico concerto dei Rolling Stones alla vigilia della finale dei Mondiali di Spagna, con Mick Jagger avvolto nel tricolore a far capire da che parte batteva il suo cuore. Ma il comunicato stampa riporta anche che "nel 1979 (come scrive lo stesso Ron nella prefazione del catalogo pubblicato a corredo della mostra) lo Stadio Comunale ha ospitato, nel mezzo degli anni di piombo, il primo mega-evento musicale italiano: la tappa del tour Banana Republic, da cui la musica dal vivo è ripartita dopo gli anni bui segnati dalle molotov lanciate sui palchi degli artisti".

Una città per cantare Una città per cantare

La mostra "ripercorre le tappe storiche che hanno accompagnato Torino nel ritorno alla normalità nel periodo post bellico e procede oltre, raccontando la nascita e l'evoluzione di alcuni processi politici e sociali dai primi del Novecento a oggi, filtrati attraverso la lente d’ingrandimento degli spettacoli musicali, perché la musica, come la libertà, è partecipazione, per dirla alla Giorgio Gaber" si legge ancora nel comunicato stampa. Dalla guerra agli anni del boom economico, dal Sessantotto sino ai giorni nostri, la musica è sempre presente e accompagna, a volte trasforma, il corso della storia. E il profondo legame di Torino con la musica, qui spesso iniziano o finiscono i tour degli artisti italiani più amati e spesso Torino è stata unica tappa italiana dei concerti delle star internazionali, si manifesta anche nella fucina che è stata e continua a essere. A Torino sono nati o sono cresciuti tanti artisti, band, dai Subsonica a Levante.

Ma non è solo musica, intorno ai concerti anche immagini, articoli, manifesti, che offrono un viaggio nell'Italia e nei suoi cambiamenti, in un secolo veloce e intenso.

Una città per cantare. Un secolo di concerti a Torino è all'Archivio Storico della Città di Torino, in via Barbaroux 32, fino al 30 settembre; gli orari di apertura sono lunedì-venerdì ore 8.30-16.30; apertura straordinaria sabato 14 maggio, dalle ore 11 alle 19, in vista della finale di Eurovision.


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