La notte che verrà, installazione itinerante di luci e suoni per la rinascita della Dora

Un'installazione di luci e suoni che il 28 luglio 2021 dalle ore 22 percorrerà entrambe le rive della Dora, dal Campus Einaudi al Parco Dora, per celebrare il via a 19 progetti che cambieranno il volto ai quartieri che vi si affacciano, migliorando la qualità della vita dei residenti. La notte che verrà , questo il suo nome, " trasporterà, cullata dal fiume, le voci, le lingue e le storie narrate dagli abitanti dei quartieri lungo il suo corso" spiega il comunicato stampa "I ponti di luce, trasportati da veicoli 100% elettrici, si muoveranno lungo gli argini del fiume e andranno a valorizzare, grazie al disegno luminoso, i luoghi simbolo dei quartieri. Sarà una coreografia in movimento che toccherà i ponti Carpanini, Livorno e Washington; che visiterà il Parco Dora, la Biblioteca Italo Calvino, il Campus e Borgo Dora, tutti luoghi simbolo di inclusività e condivisione. Ponti di luce tra le persone che condividono uno spazio sia reale, sia interiore. Al termine del pe

Nostradamus a Torino

Nostradamus è ancora oggi una presenza avvolta dal mistero. E’ vissuto nel 1500, fu colto, viaggiò moltissimo ed esercitò la professione di medico, ma fu anche astrologo, matematico, astronomo, erborista, alchimista e scrittore. E fu un profeta, anche se nebuloso. Arrivò a Torino nel 1556 ufficialmente per visitare Margherita di Valois, moglie del Duca Emanuele Filiberto di Savoia e già avanti negli anni, tanto da non poter dare un erede che avrebbe permesso al Duca il suo rientro a Torino, secondo il trattato di Chateau Cambresis. Nostradamus aveva infatti la fama di preparare un olio miracoloso in grado di combattere la sterilità dell’uomo e della donna, e venne a tale scopo ospitato con discrezione nella villa "la Vittoria" denominata in seguito "il Morozzo".
Al Duca, Nostradamus predisse la nascita dell’erede e ne specificò anche il nome, Carlo Emanuele, che sarebbe diventato il più grande capitano del suo tempo. Predisse anche che sarebbe morto "quando un nove si troverà davanti a un sette": Carlo Emanuele morì infatti a 69 anni, prima di compierne 70, e la profezia si avverò. La Domus Morozzo che ospitò Nostradamus si trovava all’inizio dell’odierna via Michele Lessona. Ridotta a rudere fu ulteriormente devastata da un incendio e fino al 1983 ne rimaneva ancora in piedi un muro, poi le ruspe del Comune lo abbatterono e tutta l’area è diventata un giardino pubblico.
Intorno al 1970 si parlò molto di una lapide che Nostradamus lasciò a ricordo del suo passaggio e che avrebbe dovuto contenere un significato magico. Da studi fatti da fotografie scattate quando ancora l’edificio era una villa qualcuno ne ricostruì il testo, davvero molto sibillino:
1556
Nostre Damus a loge ici
On il ha le paradis lenfer
Le purgatoire ie ma pelle
La victoire qvi mhonore
Avrala gloire qvi me
Meprise ovra la
Rvine hntiere
La traduzione è: "Nostradamus ha alloggiato qui, dove c’è il Paradiso, L’Inferno e il Purgatorio. Io mi chiamo la Vittoria. Chi mi onora avrà la gloria; chi mi disprezza avrà la rovina intera". Il significato esplicito si riferisce ai terreni circostanti la tenuta, denominati Paradiso, Inferno e Purgatorio. Vittoria è il nome della proprietaria della villa nel 1556. Sul significato nascosto, nessuno ancora ha trovato la chiave di lettura...
Sembra comunque che la lapide non sia andata distrutta insieme con tutto l'edificio, ma sopravviva in una casa torinese il cui indirizzo è mantenuto ovviamente segreto.

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