La Manica della Fondazione Collegio Universitario Einaudi, colorato e accogliente

Un edificio degli anni '50, in corso Lione, trasformato in La Manica, un collegio universitario da 41 posti, a pochi passi dal Politecnico e a poca distanza dalle fermate dei bus che conducono verso le diversi sedi universitarie sparse in città. È la bella operazione appena completata dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi, che, spiega nel comunicato stampa, "è impegnata nel rinnovamento di tutte e cinque le proprie residenze e nel recupero di immobili di proprietà fino ad oggi adibiti ad altri usi, con l'obiettivo da una parte di adeguarle a esigenze e standard della vita contemporanea, dall'altra di ampliare il numero di posti di studio e contribuire così all'aumento di questo tipo di offerta da parte del Sistema Universitario Torinese". La ristrutturazione de La Manica è piuttosto interessante perché garantisce ai 41 studenti non solo spazi privati dotati di tutti i comfort, manche ampi luoghi di socializzazione. Realizzata su progetto di DAR

Quando Palazzo Reale di Torino era giallo e la piazzetta un parcheggio

Ricordate quando la facciata di Palazzo Reale era gialla? Quando Palazzo Madama sembrava come un'isola, persa in mezzo all'enorme piazza Castello, 'circumnavigata' da binari dei tram e traffico impaziente? Quando la piazzetta Reale era un parcheggio affollatissimo? Quando davanti all'edificio della Regione Piemonte c'era il capolinea del 72 e c'erano le fermate dei tram?

Palazzo Reale giallo Palazzo Reale giallo

Non è stato tanto tempo fa. Ricordo quando Palazzo Reale venne restaurato e riapparse di bianco. Dissero che quello era il suo colore originale, secondo tutti i quadri e le stampe del passato, e che il giallo Torino era una sorta di invenzione. E a vederlo così, candido ed elegante, non sembrava un pugno in un occhio, era strano, ovviamente, ma era affascinante. Adesso sarebbe difficile immaginarlo di nuovo giallo.



Tante cose sono cambiate da allora. Le auto sono scomparse dalla piazzetta Reale, a cui è stata restituita la sua dignità di spazio regale. Palazzo Madama non è più un'isola circondata di auto, ma ha ritrovato il suo ruolo aulico di edificio più antico di Torino, un tempo prediletto dalla Madama Reale: sono spariti i parcheggi e i capolinea davanti alla sua facciata juvarriana, sono apparsi gli zampilli d'acqua, le prospettive magnifiche verso Palazzo Reale e la chiesa di San Lorenzo. Si è scoperto il gusto di sostare in questa zona così barocca e così studiata dai sovrani sabaudi.

Da spazio dominato dal traffico e a esso destinato, piazza Castello e piazzetta Reale, sono tornate alla loro vocazione storica: la rappresentanza del potere, la cultura, l'eleganza barocca. Difficile attraversare piazza Castello senza rimanere colpiti dalla grandiosità della facciata juvarriana di Palazzo Madama, ammirabile nella sua completezza senza timore di finire sotto un auto. Impossibile infilarsi in piazzetta Reale, senza notare il fascino gentile della doppia fila di alberelli di alloro, che accompagna verso l'ingresso di Palazzo Reale e che ha sostituito le file delle auto. O senza notare la solennità severa di Palazzo Reale, che esprime, in fondo, il carattere dei torinesi. E, se dal centro della piazzetta Reale vi girate intorno, cogliete l'uniformità barocca della città-capitale, che coinvolge non solo le strutture del potere antico, ma anche di quello moderno (la Regione Piemonte si trova dietro una delle facciate di piazza Castello), che nega la facciata a una delle chiese più belle e più importanti di Torino, San Lorenzo, che non fa primeggiare Palazzo Reale sugli edifici che lo affiancano e che sono espressione del potere del sovrano.

Senza automobili, trasformata in una grandiosa isola pedonale, non solo questa zona è stata restituita ai torinesi e viene quotidianamente presentata ai turisti, come elemento d'attrazione e ragione per cui visitare la città (la zona del comando della capitale appartiene alle Residenze Sabaude, Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO), ma è stata restituita, soprattutto, a se stessa, le è stata restituita quella dignità regale, quel ruolo aulico negati per decenni.

Si vedono le foto della Torino degli anni 60, 70 e 80, si ricorda la piazza Castello di allora, si ringrazia per la piazza Castello di oggi.


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