La notte che verrà, installazione itinerante di luci e suoni per la rinascita della Dora

Un'installazione di luci e suoni che il 28 luglio 2021 dalle ore 22 percorrerà entrambe le rive della Dora, dal Campus Einaudi al Parco Dora, per celebrare il via a 19 progetti che cambieranno il volto ai quartieri che vi si affacciano, migliorando la qualità della vita dei residenti. La notte che verrà , questo il suo nome, " trasporterà, cullata dal fiume, le voci, le lingue e le storie narrate dagli abitanti dei quartieri lungo il suo corso" spiega il comunicato stampa "I ponti di luce, trasportati da veicoli 100% elettrici, si muoveranno lungo gli argini del fiume e andranno a valorizzare, grazie al disegno luminoso, i luoghi simbolo dei quartieri. Sarà una coreografia in movimento che toccherà i ponti Carpanini, Livorno e Washington; che visiterà il Parco Dora, la Biblioteca Italo Calvino, il Campus e Borgo Dora, tutti luoghi simbolo di inclusività e condivisione. Ponti di luce tra le persone che condividono uno spazio sia reale, sia interiore. Al termine del pe

Quando in piazza Statuto non c'era il Monumento al Traforo del Frejus

E' stato vedere una foto di piazza Statuto della metà del XIX secolo e pensare che, in fondo, non sempre è o tempora o mores e non sempre la Torino com'era è migliore della Torino com'è.

Con Porta Palazzo, piazza Vittorio Veneto e piazza Carlo Felice, piazza Statuto costituisce uno dei grandi ingressi aulici al centro di Torino. E' anche l'ultima grande piazza d'ingresso costruita in una città già priva delle mura dei successivi ampliamenti e ormai già capitale d'Italia. Il progetto della piazza, firmato dall'architetto Giuseppe Bollati e realizzato tra il 1864 e il 1865, di stile neoclassico, rispetta il gusto solenne delle piazze d'ingresso a Torino e aggiunge un inaspettato e sorprendente bicromatismo, un giallo e rosso che non si trova altrove e che è piuttosto insolito in una città che ha fatto della sobrietà la sua principale caratteristica, anche architettonica (Torino riserva l'esuberanza quasi sempre solo per gli interni, si tratti di architetture o stili di vita).

La prima piazza Statuto risulta piuttosto spoglia, priva degli alberi e delle aiuole che oggi la rendono uno degli spazi verdi più apprezzati del centro. Ma, secondo le cartoline dell'epoca degli anni seguenti alla sua costruzione, e riprese da museodeltram.it, non mancava la solita linea del tram. L'immagine della piazza è cambiata nel 1879, con l'inserimento del grandioso Monumento del Traforo del Frejus, realizzato su disegno del conte Marcello Panissera, per celebrare la forza della ragione, rappresentata dal Genio alato, sulla forza bruta, rappresentata dai Titani: il Genio alato sovrasta una sorta di piramide, formata con autentici massi ricavati dai lavori del traforo, mentre i Titani si trovano, abbattuti e vinti, alla sua base. Se chiedete ai torinesi, però, vi diranno che il Monumento celebra le Vittime della costruzione del Traforo, i minatori che si giocarono la vita nelle viscere delle Alpi. Un doppio significato, per il grande monumento, senza il quale oggi piazza Statuto è inimmaginabile (anche per il significato esoterico che lo accompagna, ma è già un'altra storia).

Meglio quando piazza Statuto era un'assolata piazza neoclassica, di gusto parigino, o meglio adesso, con nel suo cuore i verdi giardini e il monumento al Frejus? Questione di gusti, probabilmente, ma non viene troppo da rimpiangere la Torino com'era, questa volta.



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