La notte che verrà, installazione itinerante di luci e suoni per la rinascita della Dora

Un'installazione di luci e suoni che il 28 luglio 2021 dalle ore 22 percorrerà entrambe le rive della Dora, dal Campus Einaudi al Parco Dora, per celebrare il via a 19 progetti che cambieranno il volto ai quartieri che vi si affacciano, migliorando la qualità della vita dei residenti. La notte che verrà , questo il suo nome, " trasporterà, cullata dal fiume, le voci, le lingue e le storie narrate dagli abitanti dei quartieri lungo il suo corso" spiega il comunicato stampa "I ponti di luce, trasportati da veicoli 100% elettrici, si muoveranno lungo gli argini del fiume e andranno a valorizzare, grazie al disegno luminoso, i luoghi simbolo dei quartieri. Sarà una coreografia in movimento che toccherà i ponti Carpanini, Livorno e Washington; che visiterà il Parco Dora, la Biblioteca Italo Calvino, il Campus e Borgo Dora, tutti luoghi simbolo di inclusività e condivisione. Ponti di luce tra le persone che condividono uno spazio sia reale, sia interiore. Al termine del pe

Quando la Bertolla era il quartiere dei lavandai di Torino

Quando Torino era ancora dietro alle sue mura, lontana dal Po, lungo le rive del fiume sorsero piccoli borghi, abitati da chi lavorava a stretto contatto con le acque. Pescatori, barcaioli e lavandai erano i mestieri più comuni tra gli abitanti del Moschino, di Borgo Po e, più a nord, della Barca e della Bertolla.

Tra questi, uno dei mestieri più duri, tralasciato solo grazie all'introduzione degli elettrodomestici e, in particolare, della lavatrice, fu quello dei lavandai. La Bertolla sembra sia stato il quartiere più a lungo specializzato nel lavaggio dei panni di buona parte degli abitanti di Torino.

Posto a nord della città, oltre la confluenza della Stura con il Po, quasi ai confini con San Mauro, ancora oggi la Bertolla rimane piuttosto isolata rispetto alla città (non che non esista una continuità di costruzioni, ma alla Bertolla bisogna andare per forza, non è un quartiere di passaggio). Nel XIX secolo e all'inizio del XX, quell'isolamento permise lo sviluppo di un'attività quanto mai necessaria per una città, quella dei lavandai. Attraversata da numerose balere, i canali d'acqua, utilizzati per l'agricoltura e per l'allevamento del bestiame, la Bertolla iniziò a sfruttare la grande ricchezza delle acque e gli estesi campi agricoli, per lavare i panni e per stenderli ad asciugare in modo naturale. Il paesaggio naturale della Bertolla, fino all'inizio del XX secolo, era costituito dai lavatoi lungo le bialere e dai panni stesi al sole nei campi, utilizzati come asciugatoi naturali.

Negli anni 30 il Comune di Torino proibì di lavare e asciugare i panni in città, per mantenere il decoro delle vie cittadine. La Bertolla, isolata a nord, ebbe così una sorta di monopolio dell'attività: i lavandai cittadini furono quasi costretti a trasferirsi nel borgo, per continuare il proprio lavoro. C'erano ritmi di lavoro e di consegne, con date e scadenze ben precise, che i più anziani ricorderanno. Il lunedì i carretti dei lavandai percorrevano Torino, consegnando la biancheria pulita e prendendo in consegna quella sporca, da consegnare il lunedì successivo. A mettere fine a questi ritmi antichi è stata la lavatrice: con il suo arrivo nelle case dei torinesi, non ci fu più bisogno dei lavandai.

La Bertolla non è più il quartiere dei lavandai, non lo è almeno dagli anni 60, ma continua a essere orgogliosa di quel passato. Lo raccontano un Museo, in via Bertolla 113, un gruppo storico, La Lavandera e ij Lavandé 'd Bertula, i nomi di alcune vie, lo stesso aspetto del quartiere lungo il fiume, più vicino a quello di un borgo antico che a quello di una città.


Commenti

  1. fino agli anni 1964 io aiutavo mia suocera nel lavoro di lavandaia.quindi sono stato a dare aiuto per circa 10 anni.e' stato un lavoro duro.ma soddisfacente anche come compenso.

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  2. Al giorno d'oggi la gente si manda a quel paese o peggio..Io ricordo che mia nonna quando ne combinavo qualcuna o si sentiva un pò presa in giro era solita dirmi "Ma và en Bertola"

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