Le cupole della chiesa di San Lorenzo e della Moschea di Córdoba, misteri di archi e luce

La chiesa di San Lorenzo custodisce una delle cupole più belle di Torino, la più bella, si potrebbe definire, insieme alla "sorella", la cupola della Cappella della Sindone, non a caso dello stesso architetto, Guarino Guarini. Di lei si sa tutto o quasi da un punto di vista statico, sono meno chiare le influenze culturali, che ispirarono il frate teatino: cosa gli ispirò l'idea di una cupola formata da otto archi intersecantisi, a formare una stella a otto punte e un ottagono su cui impostare la lanterna? Le influenze culturali sono una delle parti più interessanti dell'architettura, che non si limita a metterci un tetto sulla testa, ma è prodotto di idee, tradizioni, contaminazioni e racconta anche il modo di vivere e di pensare, i valori di una società.  La cupola della chiesa di San Lorenzo a Torino (sin), la cupola sul mihrab delal Mezquita di  Córdoba (des) entrambe le foto, da Wikipedia Una delle ispirazioni più chiare di San Lorenzo è la cupola della maqsura

Quando intorno al Lingotto c'erano solo la ferrovia e la campagna

Quale emozione vi procurano le immagini della vostra città, in questo caso Torino, scattate qualche decennio fa? A me, lo ammetto, molta tenerezza.

Passerei pomeriggi interi nella sezione Torino Sparita, del forum skyscrapers.com, in cui si raccolgono vecchie cartoline d'epoca, ricordi di nonni e genitori sulla Torino che fu e vecchi aneddoti perduti, che appartengono al substrato sul quale noi torinesi ci muoviamo, magari senza saperlo. Foto come queste, scattate in epoche diverse intorno al Lingotto. La prima, a sinistra nel post, è davvero impressionante. L'imponente stabilimento del Lingotto costruito davvero dove era tutta campagna, con un sistema ferroviario sorprendentemente complesso, l'odierna stazione del Lingotto, oggi ridimensionata rispetto ad allora. Il Po appare lontano, quasi come Torino, che rimane più a nord, e la sua conquista sarà cosa dei decenni successivi e di Italia 61. A sottolineare come le grandi manifestazioni internazionali siano state decisive per l'immagine di Torino e per la conquista di quartieri e spazi, si intravede, sul Po, la passerella lasciata dall'Esposizione del 1911, abbattuta solo negli anni 30 (cosa abbiamo perso, demolendo i magnifici padiglioni dell'Expo1911, anche se realizzati in materiali provvisori!).

La seconda foto è stata scattata probabilmente negli anni 50, dal lato opposto rispetto alla prima, dal Po verso le Alpi. Il quartiere di Lingotto inizia a fiorire con i suoi palazzoni intorno alla grande fabbrica, la stazione ferroviaria continua a occupare grandi spazi alle spalle dello stabilimento, lo stesso stabilimento appare monumentale ed enorme, molto più grande di quello lasciatoci dalla ristrutturazione di Renzo Piano In lontananza si vedono le ciminiere di Mirafiori, non ancora circondate dai quartieri operai di Mirafiori Sud. Ma sapete qual è la cosa che più mi impressiona? La grande pianura verso le Alpi, appena punteggiate di insediamenti, a confermare che una volta era tutta campagna davvero; e poi, vedendo quest'angolo di Nord Ovest dall'alto, si capisce perché Francesi e Spagnoli si siano contesi la piazza di Pinerolo per secoli e perché la Francia fosse restia a restituirla a Emanuele Filiberto, dopo Cateau Cambresis: alle falde delle colline d'ingresso alla val Chisone era davvero strategica come nessuna.  


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