Incontri da non perdere, al Festival del Classico

Libertà e Schiavitù è il tema del Festival del Classico, a Torino dal 2 al 5 dicembre 2021, al Circolo dei Lettori, in via Bogino 9, e in diverse altre sedi sparse per la città. Alla sua quarta edizione, la manifestazione, che usa il pensiero degli antichi per analizzare i fenomeni del presente, offrirà oltre 40 incontri "tra lezioni magistrali, letture, dialoghi, dispute dialettiche e seminari, per riflettere su antiche e nuove disuguaglianze, per mettere a confronto le libertà degli antichi e dei moderni, per dare voce ai classici" anticipa il comunicato stampa. Consideriamo la schiavitù una realtà del mondo antico, quando gli sconfitti diventavano schiavi dei vincitori, quando i padroni avevano potere di vita e di morte sui propri schiavi, avendo il potere di venderli al miglior offerente o di regalare loro la libertà. "La schiavitù nel mondo occidentale è sempre esistita? È ancora presente, al giorno d'oggi, sotto nuove forme? Qual è il risultato della globalizz

Quando intorno al Lingotto c'erano solo la ferrovia e la campagna

Quale emozione vi procurano le immagini della vostra città, in questo caso Torino, scattate qualche decennio fa? A me, lo ammetto, molta tenerezza.

Passerei pomeriggi interi nella sezione Torino Sparita, del forum skyscrapers.com, in cui si raccolgono vecchie cartoline d'epoca, ricordi di nonni e genitori sulla Torino che fu e vecchi aneddoti perduti, che appartengono al substrato sul quale noi torinesi ci muoviamo, magari senza saperlo. Foto come queste, scattate in epoche diverse intorno al Lingotto. La prima, a sinistra nel post, è davvero impressionante. L'imponente stabilimento del Lingotto costruito davvero dove era tutta campagna, con un sistema ferroviario sorprendentemente complesso, l'odierna stazione del Lingotto, oggi ridimensionata rispetto ad allora. Il Po appare lontano, quasi come Torino, che rimane più a nord, e la sua conquista sarà cosa dei decenni successivi e di Italia 61. A sottolineare come le grandi manifestazioni internazionali siano state decisive per l'immagine di Torino e per la conquista di quartieri e spazi, si intravede, sul Po, la passerella lasciata dall'Esposizione del 1911, abbattuta solo negli anni 30 (cosa abbiamo perso, demolendo i magnifici padiglioni dell'Expo1911, anche se realizzati in materiali provvisori!).

La seconda foto è stata scattata probabilmente negli anni 50, dal lato opposto rispetto alla prima, dal Po verso le Alpi. Il quartiere di Lingotto inizia a fiorire con i suoi palazzoni intorno alla grande fabbrica, la stazione ferroviaria continua a occupare grandi spazi alle spalle dello stabilimento, lo stesso stabilimento appare monumentale ed enorme, molto più grande di quello lasciatoci dalla ristrutturazione di Renzo Piano In lontananza si vedono le ciminiere di Mirafiori, non ancora circondate dai quartieri operai di Mirafiori Sud. Ma sapete qual è la cosa che più mi impressiona? La grande pianura verso le Alpi, appena punteggiate di insediamenti, a confermare che una volta era tutta campagna davvero; e poi, vedendo quest'angolo di Nord Ovest dall'alto, si capisce perché Francesi e Spagnoli si siano contesi la piazza di Pinerolo per secoli e perché la Francia fosse restia a restituirla a Emanuele Filiberto, dopo Cateau Cambresis: alle falde delle colline d'ingresso alla val Chisone era davvero strategica come nessuna.  


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